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Disturbi del sonno: la narcolessia

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

La terapia per mitigare i sintomi della narcolessia può essere, contemporaneamente, farmacologica e non farmacologica.

12 GIU 2017 · Tempo di lettura: min.
Disturbi del sonno: la narcolessia

La narcolessia è un disturbo che, se non diagnosticato e trattato, può arrecare danno alla vita personale e professionale di chi ne soffre.

Secondo la definizione dell'Associazione italiana Narcolettici e Ipersonni (AIN):

"la Narcolessia è una malattia ad eziologia sconosciuta caratterizzata da eccessiva sonnolenza diurna che, nella forma più caratteristica, si associa a "cataplessia" e ad altri fenomeni dovuti alla emergenza atipica del sonno REM, quali le "allucinazioni ipnagogiche/ipnopompiche", le "paralisi del sonno" e la frammentazione del sonno notturno".

La narcolessia, dunque, è un disturbo neurologico piuttosto raro che si caratterizza principalmente per un eccesso di sonnolenza diurna a cui si aggiungono altri elementi principali quali:

  • cataplessia: il narcolettico può essere colto da debolezza e perdere momentaneamente il tono muscolare in seguito a determinate reazioni emotive, come la sorpresa o una risata;
  • allucinazioni ipnagogiche/ipnopompiche: si tratta di allucinazioni che si presentano all'inizio o alla fine del sonno. Queste sensazioni sono piuttosto reali e quindi è complesso, per il soggetto che ne soffre, distinguerle dalla realtà;
  • paralisi del sonno: il narcolettico sperimenta dei momenti, a volte in contemporanea con le allucinazioni e durante le fasi di addormentamento/risveglio dal sonno, in cui non riesce a compiere movimenti;
  • sonno frammentato: nonostante la narcolessia porti il soggetto che ne soffre ad avere spesso sonnolenza, durante il sonno è possibile che si risvegli diverse volte anche a causa di incubi.

La crisi narcolettica è un attacco improvviso di sonno (10-20 minuti), ricorrente e ripetuto (fino a 10 episodi al giorno) che succede a un soggetto predisposto, in momenti facilitanti il sonno ma anche in momenti meno opportuni.

Le cause e la diagnosi

Per ora, le cause della narcolessia non sono state del tutto scoperte. Nonostante ciò, si sta studiando il comportamento di alcuni neurotrasmettitori come l'ipocretina/orexina che si trova in misura ridotta nei pazienti con narcolessia con cataplessia. Anche i fattori genetici, inoltre, potrebbero avere una parte importante nella possibilità di soffrire di narcolessia.

Solitamente, la narcolessia non viene diagnostica sempre o in tempi rapidi. Per fare un primo passo verso la diagnosi, può essere utile realizzare il test Epworth Scale che serve per misurare il grado di sonnolenza. Da qui si può poi partire per escludere diverse cause dei sintomi e arrivare a una anamnesi completa. In Italia, la diagnosi della narcolessia è ancora troppo complessa e difficile da eseguire. In media, sono necessari sette anni per poter scoprire a cosa corrispondono i sintomi.

Il trattamento

La terapia per mitigare i sintomi della narcolessia può essere, contemporaneamente, farmacologica e non farmacologica. Nel secondo caso, è necessario che il paziente impari ad avere orari regolari di sonno, evitare lo stress e l'esercizio fisico a fine giornata. In più possono essere utili sonnellini di pochi minuti (massimo un'ora) durante il corso della giornata per poter avere più energia nelle seguenti ore. È utile anche seguire una dieta equilibrata consigliata da un medico specializzato.

Nel caso della terapia farmacologica, invece, si possono utilizzare medicine come il modafinil o il sodio oxybato, per ridurre la sonnolenza diurna o la cataplessia. Sono ancora in corso le ricerche sulle cause ma anche su nuovi farmaci che possano aiutare i pazienti ad avere una vita più regolare.

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