Disordini alimentari: quando e come intervenire

Quali sono i disordini alimentari (conosciuti e non conosciuti), come riconoscere un disordine alimentare, quando e come intervenire.

25 APR 2016 · Tempo di lettura: min.

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Disordini alimentari: quando e come intervenire

Mangiare troppo o troppo poco sono gli estremi di una serie di disordini alimentari che ogni anno colpiscono migliaia di persone, in particolare ragazze.

Le statistiche, infatti, mostrano che il 10% della popolazione italiana presenta un disordine alimentare. Questa percentuale però non tiene conto delle tante persone che, pur avendone bisogno, non si rivolgono ai professionisti specializzati per la cura dei disordini alimentari.

Quali sono i disordini alimentari (conosciuti e non conosciuti)

Oltre all'Anoressia e alla Bulimia, esistono altri disordini alimentari come il Disturbo da alimentazione incontrollata. In questo caso la persona si abbuffa e presenta un peso superiore alla norma. Spesso non diagnosticati ma comunque pericolosi i "disturbi della nutrizione o dell'alimentazione con altra specificazione", caratterizzati da problemi simili ai precedenti disturbi ma non completi, ad esempio nel caso di una persona che pur digiunando presenta un peso nei limiti della norma ("Anoressia atipica"). Tra i "disturbi della nutrizione o dell'alimentazione con altra specificazione" anche la "sindrome da alimentazione notturna", che si manifesta con eccessivo consumo di cibo dopo il pasto serale oppure durante la notte.

Come riconoscere un disordine alimentare

In generale, i disordini alimentari sono caratterizzati da un disagio significativo oppure da effetti negativi nella sfera familiare, sociale, scolastica o lavorativa della persona. Ad esempio, il disordine alimentare potrebbe creare difficoltà alla ragazza a mangiare insieme ai familiari. Tra i campanelli di allarme, che permettono di riconoscere il disordine alimentare in una fase iniziale, una preoccupazione eccessiva per il cibo ed il peso (che si manifesta ad esempio contando le calorie e pesandosi più volte al giorno), sentimenti di colpa e di vergogna relativamente all'alimentazione, estrema attenzione all'esteriorità, ipersensibilità verso qualsiasi tipo di critica, disturbi dell'umore (ansia e depressione).

Quando e come intervenire

L'esperienza clinica mostra che bisogna rivolgersi ad uno specialista, ad esempio uno Psicologo specializzato in disordini alimentari, quando si capisce di avere un alterato rapporto con il cibo, soprattutto se questo si manifesta per un periodo di tempo prolungato e causa un disagio alla persona o a chi le sta vicino. La prevenzione e il trattamento precoce ai disordini alimentari permettono di ottenere risultati migliori.

Lo Psicologo specializzato in disordini alimentari innanzitutto utilizza strumenti standardizzati per riconoscere la specifica problematica. Grazie alla diagnosi, il professionista interviene in modo mirato supportando psicologicamente la persona nel difficile compito di uscire dal tunnel dei disordini alimentari. Alla fine del trattamento a breve/medio termine la persona può affrontare la propria vita in modo più flessibile e costruttivo.

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Scritto da

Dott.ssa Isabella Brega

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