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Disordine e creatività quali relazioni?

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Non sempre la scrivania in ordine equivale ad un bene. Attenzione a quando si concentra troppo sulla forma e poco sulla sostanza

15 OTT 2014 · Tempo di lettura: min.
Disordine e creatività quali relazioni?

Ogni scrivania ha il suo carattere. Ad esempio chi sistema tutto con cura maniacale sembra sia più portato a fare ciò che ci si aspetta da lui e a essere generoso con gli altri; mentre chi ha la scrivania piena di oggetti in confusione riesce ad avere idee creative ed è portato a fare scelte anticonvenzionali.

Essere creativi è come avere una marcia in più, poiché rende più flessibili e quindi in grado di adattarsi meglio ai cambiamenti della vita (chi è creativo non si concebtra sul problema ma pensa già alla soluzione), migliora le performance lavorative, relazionale e diminuisce perfino lo stress.

Il pensiero creativo arricchisce la riserva cognitiva. Si pensi solo al fatto che la creatività, ha il suo picco da giovanissimi, ma poi sembra purtroppo “addormentarsi" crescendo, con la scuola e il lavoro, che sovraccaricano la mente di incombenze e doveri che tarpano le ali alla fantasia.

La buona notizia è che, a qualsiasi età, la creatività può essere però allenata e potenziata

E' infatti la noia la benzina per le nuove idee! Bisogna aver tempo per pensare e creare senza venir sopraffati dai mille impegni (FaceBook compreso).

Quello che accade solitamente è che chi è molto esperto nel suo campo, ma è “rigido", non pensi di lasciare mai la strada vecchia per la nuova e spesso così non trova alternative (perché non le cerca); al contrario chi è esperto ma ha un pensiero flessibile, capace di spaziare con creatività, riesce a riciclarsi meglio ottenendo spesso un miglioramento prestazionale.

Secondo molte ricerche, poi, chi è creativo è anche più intelligente (mentre l'inverso non è automatico). La strada che porta all'idea, secondo gli studiosi, inizia “accendendo" l'emisfero sinistro (quello della logica) che, di fronte a un problema, si concentra sulle possibili soluzioni familiari; se non esiste una risposta nota, anche il destro (quello della creatività) inizia a collaborare, cercando nelle memorie, elementi che possano aiutare e ipotizzando connessioni; a questo punto, si alza il livello di attenzione finché in un flash l'idea prende forma e arriva alla coscienza, portando a galla il nostro momento creativo.

Roberto Ercolani psicologo&psicoterapeuta

Scritto da

Roberto Ercolani

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