Dislessia: un problema di emisfero sinistro? Il trattamento kinesiologico

La scienza ha stabilito che nella dislessia è spesso coinvolto l'emisfero sinistro. Ma come intervenire, a parte i consueti trattamenti? Una nuova possibilità è la kinesiologia applicata.

6 feb 2019 Bambini e adolescenti - Tempo di lettura: min.

Firenze (Città) Firenze

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Se mi avete seguito negli ultimi articoli, vi siete resi conto che ho cercato di delineare un modello olistico nel trattamento della dislessia e degli altri DSA derivato dalla mia esperienza, che tenga in debito conto, tra l'altro, del disturbo linguistico quasi sempre pregresso.

Esso può esser trattato oltre che con gli strumenti classici, ovvero prima la logopedia e poi un percorso cosiddetto di potenziamento (cosiddetto trattamento "sub lessicale" e lessicale) anche con trattamenti meno noti nel nostro Paese come il Metodo Tomatis, via che seguo con soddisfazione da quasi dieci anni.

Questa metodica non sostituisce quelle classiche ma, a mio avviso, ne potenzia l'efficacia.

Nell'ultimo articolo ho, d'altro canto, sottolineato che sono spesso tralasciati, nel piano di trattamento, strumenti "banali" come una buona alimentazione ed in particolare la prima colazione, per potenziare attenzione e concentrazione, che sono sempre carenti in qualsivoglia difficoltà di apprendimento, non importa se specifica (DSA) o aspecifica.

Oggi approfondiamo un altro elemento. Del quale si parla molto ma poi, in terapia, è spesso dimenticato: l'emisfero sinistro.

I ricercatori hanno da tempo ampiamente discusso la responsabilità, nella dislessia, di un'area specifica dell'emisfero sinistro. Per approfondimenti cito ancora una volta il bellissimo libro del Collega neuropsicologo dr. Sebastiano Lupo: "La dislessia evolutiva e i suoi trattamenti".

In esso il clinico spiega con chiarezza che il tipo più comune di dislessia, che si manifesta con una lettura estremamente lenta, ancorché abbastanza corretta, è dovuta ad un deficit appunto a livello dell'emisfero sinistro. Un tipo meno comune di dislessia si manifesta invece con una lettura fluida, ma ricca di errori. In questo caso la problematica sarebbe più a livello del sistema visivo che uditivo-linguistico, e relata all'emisfero destro ma, ripeto, è un caso molto meno comune.

Torniamo invece all'emisfero sinistro: che fare, oltre ai classici esercizi di potenziamento della lettura, che comunque lo stimolano?

Ci viene in aiuto una metodica molto particolare, la kinesiologia applicata, che fa parte della medicina olistica, ma ha avuto, ed ha, sempre maggiori applicazioni in psicologia e neuropsicologia, nel trattamento dei disturbi dell'apprendimento, delle fobie, dell'auto-sabotaggio, dell'ansia ed in molti altri settori. Per maggior chiarezza sintetizzo molto brevemente.

Cos' è la kinesiologia applicata?

Questo meravigliosa metodica di diagnosi e di terapia nasce da un fisioterapista americano di grandi capacità e di larghissime vedute: George Goodheart, a partire dagli anni '60. È stato uno dei pochissimi terapeuti ad avere fama pressoché mondiale, e le sue scoperte sono ormai conosciute in ogni Paese industrializzato.

Nel suo lavoro egli ricorreva a precisi test muscolari (prove specifiche della forza di determinati muscoli) allo scopo di affrontare determinate patologie artro-muscolari, test che, d'altra parte, erano già stati messi a punto da eminenti studiosi prima di lui. Egli cercava non tanto la soddisfazione di risolvere brillantemente molti casi facili, bensì la soluzione positiva dei casi più ostici, considerati irrisolvibili dai Colleghi.

Ebbene, in modo del tutto casuale giunse ad alcune scoperte sorprendenti, purtroppo ancora spesso ignorate dalla medicina "ufficiale" (non del tutto perché in Italia c'è un Master riconosciuto valido a livello medico) ma che hanno avuto applicazioni nella sua metodica:

  • un muscolo trovato "debole" al test diventava improvvisamente più forte quando il paziente metteva in bocca, od anche semplicemente prendeva in mano, una medicina per lui benefica. La cosa più incredibile è che ciò funziona anche se il farmaco è sigillato in un flacone di vetro, o addirittura di plastica. La stessa cosa si verifica con vitamine ed altri rimedi naturali;
  • un muscolo trovato "forte" diviene improvvisamente "debole" se il paziente tocca un punto del suo corpo malato o dolorante;
  • questo muscolo "debole" ridiventa "forte" ponendo a contatto della pelle il rimedio giusto per quel soggetto;
  • c'è un collegamento tra muscoli ed organi. Per esempio se c'è un problema di stomaco si indebolisce un muscolo ben preciso e non un altro;
  • ancora più importante è il collegamento tra muscoli e cervello: ed è ciò che ci interessa ora: vediamo tra un attimo perché.

Queste tre scoperte hanno dato luogo ad una metodica ricchissima di applicazioni ed in espansione in tutto il mondo. Pensate che dagli anni '60 si sono sviluppate nel mondo oltre 300 scuole dedicate al sistema, applicata ai campi più diversi, dalla posturologia, all'odontoiatria, alla nutrizione, alla medicina interna ed alla psicologia e neuropsicologia appunto.

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Vediamo ora come applicare il tutto ai nostri disturbi dell'apprendimento, ed alla dislessia in specifico.

Nel testo "Medicina kinesiologia" di uno dei maggiori esperti italiani della materia. il dr. Mauro Stegagno, medico cardiologo, ecografista, esperto di numerose medicine non convenzionali e di medicina cinese, c'è una breve descrizione della diagnosi e trattamento applicati al cervello sinistro. La riporto con le mie parole.

Diagnosi e trattamenti applicati all'emisfero sinistro

  • Troviamo un muscolo che sia "forte". Ad esempio il deltoide. Un braccio in fuori, palmo verso il basso. Quando il muscolo è forte non riusciamo ad abbassare il braccio. Ovviamente dobbiamo chiedere al soggetto di "resistere" alla nostra pressione. Poniamo una mano sul polso e d una sulla spalla, e premiamo gradualmente verso il basso. La tecnica richiede un minimo di pratica.
  • A questo punto invitiamo il soggetto a compiere una attività che richiede un maggior impegno da parte dell'emisfero sinistro. Può essere appunto la lettura. Stegagno suggerisce, e probabilmente è ancora più attendibile, di contare all'indietro di "tre in tre", ovvero saltando due numeri alla volta, partendo ad esempio da 100. È molto difficile, provate! Vi garantisco che non ho ancora visto un solo bambino con DSA che conserva la forza del braccio, dunque:
    • il muscolo diventa debole;
    • per testare l'emisfero destro, quasi mai utile per la dislessia, si chiederà al soggetto di cantare, anche solo una canzoncina semplicissima;
    • a questo punto si pongono sulla lingua, uno dopo l'altro, alcune sostanze naturali: vitamine, minerali, erbe. Quelle giuste, cioè che aiutano il problema (la lettura nel nostro caso);
    • faranno tornare il muscolo forte anche durante la lettura o il conteggio.

Vi sembra incredibile? Provate! Però dovete sapere cosa mettere sulla lingua!

Per le solite ragioni etiche e deontologiche non posso qui indicare rimedi specifici. Infatti ancora una volta l'esperienza clinica mi ha dimostrato che certi integratori funzionano molto meglio di altri; inoltre bisogna conoscere le dosi esatte e, soprattutto, ogni persona ha i suoi, cioè gli stessi non funzionano per tutti. Inoltre non possiamo "dare tutto", trasformando il soggetto in una farmacia ambulante! In questo caso probabilmente andrebbe curata meglio la dieta giornaliera.

Ma soprattutto: tutto questo non "guarisce" la dislessia o l'ADHD. Ma può essere, spesso, un grosso aiuto.

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Volete sapere cosa uso? Non credo di violare il nostro Codice deontologico citando cosa suggerisce il dr. Stegagno per il cervello sinistro, fermo restando che bisogna conoscere le proporzioni esatte, quindi sconsiglio assolutamente il fai da te. Inoltre per i minerali esiste un esame specifico, che è l'analisi minerale tissutale o mineralogramma, che ci può indicare esattamente l'entità delle carenze. Dedicherò ad esso un articolo specifico.

Il dr. Stegagno indica come utili per l'emisfero sinistro:

  • le vitamine idrosolubili (aggiungo io che il complesso vit. B è fondamentale, ma bisogna conoscere appunto quanto di ciascuna);
  • la vitamina C (tanto banale quanto utile...);
  • il manganese (uso diversi altri minerali, tra i quali rame, zinco e ferro, dopo gli opportuni accertamenti medici, ma non per l'emisfero sinistro);
  • ormoni tiroidei (ma più degli ormoni, riservati alla prescrizione medica, sostanze facilitanti la funzione tiroidea come potassio, selenio ed aminoacidi); sull'insufficienza "subclinica" della tiroide nei disturbi dell'apprendimento torneremo ancora.

Vi sono poi altre sostanze per l'integrazione tra gli emisferi od altre fitoterapiche, molto adatta per i bambini, ma il discorso diverrebbe troppo complesso per queste brevi note.

Infine esiste una metodica abbastanza nota, il Brain Gym (non tutti sanno che deriva dalla Kinesiologia Applicata) che prevede vari esercizi "corporei" e "ginnici" per stimolare appunto la coordinazione interemisferica. Ma, a mio avviso, il discorso rimane incompleto trascurando quanto abbiamo visto.

Articolo del dottor Tacchini, iscritto all'Ordine degli Psicologi della Toscana    

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