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Dipendenza da videogames: conoscere i rischi per prevenire

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Gioco e videodipendenza: informare, sensibilizzare, consapevolizzare i giovani per prevenire i rischi.

14 MAR 2016 · Tempo di lettura: min.
Dipendenza da videogames: conoscere i rischi per prevenire

Il gioco è un'attività naturale e fondamentale per i bambini perché svolge delle funzioni insostituibili anche in età adulta, in cui trova delle modalità di manifestazione e degli spazi diversi, rivelandosi come un'esigenza e una capacità intrinseca all'essere umano in tutto l'arco della vita.

Da un po' di anni, gran parte del tempo libero destinato alle attività ludiche è stato conquistato dall'attrazione esercitata dalle nuove possibilità tecnologiche dei videogiochi, che sono divenuti uno dei passatempi preferiti, capaci di appassionare il pubblico di ogni età, sia maschile che femminile.

I potenziali effetti positivi

Il videogioco possiede potenzialmente effetti positivi in quanto può:

  • rappresentare uno stimolo per alcune abilità manuali e di percezione;
  • stimolare la comprensione dei compiti da svolgere;
  • abituare a gestire gli obiettivi;
  • favorire l'allenamento dell'autocontrollo e della gestione delle emozioni;
  • sviluppare diversi aspetti della personalità;
  • favorire apprendimenti specifici su alcune tematiche.

I potenziali effetti negativi

Un utilizzo incondizionato e spropositato dei videogiochi può comportare anche diverse conseguenze negative a livello psicofisico quali:

  • videomania (o videoabuso), problemi di astinenza da gioco;
  • compromissione della salute (sedentarietà e sovrappeso);
  • videofissazione (prolungata esposizione ad un videogame, senza pause e completamente assorbiti dal gioco in silenzio e, spesso, in una stanza poco illuminata);
  • scarso rendimento scolastico (difficoltà a concentrarsi);
  • compromissione dei rapporti sociali favorendo isolamento, individualismo, introversione e tendenza a trascurare interessi e hobby;
  • disturbi dl sonno (insonnia);
  • disturbi dell'alimentazione;
  • disturbi dell'umore (irritabilità, irascibilità..);
  • derealizzazione (perdita di controllo con la realtà.

Il quadro clinico della videodipendenza si delinea proprio quando non si riesce più a controllare volontariamente il proprio comportamento in rapporto all'uso del videogames. Spesso c'è bisogno di dimostrare a se stessi e all' antagonista virtuale il proprio valore e le proprie capacità, inducendo ad una sorta di "fuga" da una realtà insoddisfacente, noiosa ed anonima, all'interno di un ambiente virtuale nel quale essi trovano rifugio. Si fa un uso eccessivo di videogames per soddisfare sul piano virtuale quel che non si riesce a ottenere sul piano della realtà, fino al punto di percepire il mondo reale come un semplice ostacolo o impedimento all'esercizio della propria onnipotenza che si sperimenta con immenso piacere nel mondo virtuale, conducendo il soggetto ad una vera e propria depersonalizzazione e derealizzazione.

Tutto ciò può seriamente compromettere l' ambito scolastico, relazionale e fisico.

Il rischio maggiore della videodipendenza è l'epilessia, una malattia neurologica del cervello, caratterizzata dal ripetersi di crisi epilettiche (manifestazione elettronica dovuta a una scarica abnorme dei nostri neuroni cerebrali); questa scarica può avvenire in maniera spontanea se c'è ad esempio una patologia, oppure può anche avvenire in particolari situazioni, in seguito a determinati stimoli luminosi, ad esempio durante l' esposizione ai videogiochi.

I fattori che incrementano le crisi epilettiche sono:

  • essere un soggetto fotosensibile (predisposizione genetica);
  • gli stimoli propriocettivi degli occhi e delle palpebre (video-fissazione);
  • movimento e coordinazione occhio-mano;
  • emotività (coinvolgimento emotivo);
  • tensione psichica (livello di concentrazione);
  • pensiero strategico (strategie da mettere in atto durante il gioco competitivo).

È fondamentale specificare che non è lo strumento di gioco di per sè ad essere nocivo, ma il suo utilizzo incondizionato e spropositato, perciò la regola migliore rimane sempre e comunque la prevenzione, fondata su buone abitudini, la conoscenza e la consapevolezza degli eventuali rischi del gioco.

Scritto da

Dott.ssa Margherita Giordano

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