Di cosa hai paura? E come?

Non è una domanda provocatoria! E' bene conoscere le proprie paure e farne una risorsa per operare scelte consapevoli.

1 GIU 2015 · Tempo di lettura: min.
Di cosa hai paura? E come?

Di cosa hai paura? Non è una domanda provocatoria! Prova a pensarci, cosa ti fa paura? Com'è il tuo corpo quando hai paura?

Ascolta il tuo corpo mentre pensi a ciò che ti fa paura: il battito cardiaco può accelerare, la respirazione farsi più frequente, il flusso di sangue si sposta verso le gambe per preparare alla fuga (da qui il tipico pallore al volto), vi può essere sudorazione diversa dalla propria norma.

Anche l'apparato gastrointestinale reagisce perché, in natura, l'animale che deve fuggire ha bisogno di essere leggero, quindi si libera di urine e feci prima della corsa.

L'essere umano raramente vive questo fenomeno, ma i bambini possono manifestare un ridotto controllo sfinterico proprio nei momenti di emozione intensa sia essa paura o altra emozione. I bambini, infatti, percepiscono un'attivazione elevata per tutte le emozioni e spesso la loro risposta fisiologia e comportamentale è simile per ogni emozione. Ecco perché è importante insegnare loro a riconoscere le emozioni.

Cosa fai quando hai paura?

La tendenza è di attacco oppure di fuga. In natura l'attacco è più probabile quando è necessario difendere il proprio territorio.

L'essere umano ha esteso il concetto di territorio al suo "territorio affettivo", cioè alle persone che sono importanti e con le quali ha una relazione significativa. Ad esempio, un genitore che vede minacciato e in pericolo il proprio figlio, non scappa via, ma cerca di scacciare il pericolo, di affrontarlo, anche a rischio della propria incolumità.

L'essere umano può reagire al pericolo attaccando anche in difesa di altri estranei, qualora ad essere minacciato sia un valore etico. Questo tipo di azioni sono spesso indicate dai mass media come atti eroici.

Che faccia fai quando hai paura?

Sono state studiate le configurazioni del volto quando si prova paura. Di norma, le labbra sono tese all'estremità, posizionandosi in linea retta; gli occhi sono più aperti, la palpebra inferiore tesa e quella superiore alzata; le sopracciglia sono sollevate e si avvicinano sopra il naso, possono prendere una forma "ad onda".

Io, qui, spezzo una lancia a favore della paura.

La paura è un'emozione primaria che indica la presenza di una pericolo o di una minaccia e induce a reagire con la fuga o con l'attacco.

Come tutte le emozioni, fa parte di un modello biologico messo a punto dalla nostra specie in milioni di anni e, nel tempo, ha protetto l'Uomo dagli altri animali, da altri esseri umani, dai pericoli naturali.

E' importante avere paura perché questo ci permette di notare i pericoli e proteggerci.

E' importante, anche, conoscere le prooprie paure e farne tesoro. Le proprie paure sono un messaggio per la protezione di se stessi e consentono di valutare meglio le proprie risorse e i propri limiti. La paura consente di scegliere cosa fa per sè, di selezionare amicizie, professione, attività del tempo libero.

Ma che succede quando qualcosa fa "troppa paura"?

In quel caso l'attivazione fisiologica è tale per cui l'organismo non è in grado di contenerla e può manifestarsi con blocchi del pensiero e fisici, reazioni intense (pianto, aggressività), difficoltà di respirazione e senso di impotenza.

E' molto meglio, in questi casi, evitare il fai da te e rivolgersi ad uno psicologo per conoscere i meccanismi cognitivi ed emotivi specifici della propria paura e per imparare tecniche per gestirla e ridurne l'impatto sulla propria vita.

Dott.ssa Francesca Fontanella

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Dott.ssa Francesca Fontanella

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