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Di che cosa hanno davvero bisogno i terremotati?

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Fino a che punto è umano digitalizzare il dolore?

2 SET 2016 · Tempo di lettura: min.
Di che cosa hanno davvero bisogno i terremotati?

Il 24 agosto 2016 ore 3.36 un terremoto di magnitudo 6.0 si abbatte sul centro Italia e distrugge case, chiese, imprese, ecc. nelle zone di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto. Fino ad ora si contano quasi 300 morti estratti dalle macerie.

Tutti i soccorsi sono stati attivati per il salvataggio di ulteriori sopravvissuti, per mettere in sicurezza le persone del posto, per offrire vitto e alloggio a coloro che hanno perso la casa, per dare sostegno medico e psicologico alle vittime del terremoto.

A livello psicologico, le persone dei luoghi colpiti dal sisma vanno incontro ad una serie di emozioni successive all'evento traumatico quali paura, dolore, incertezza, lutto, rabbia, con il rischio che queste sfocino in attacchi di panico, ansia e disturbi post-traumatici da stress, specie per le fasce più fragili: anziani e bambini. Tuttavia, la Società Italiana Psicologia delle Emergenze (Sipem) si è attivata affinché possano essere dati soccorsi psicologici nei centri medici delle tendopoli, per strada e anche raggiungendo quelle persone che, per propria scelta, dormono in macchina, per non abbandonare casa ed imprese agricole, data la paura di eventuali sciacalli. Tutte queste notizie vengono riportate da giornali, telegiornali e social media.

Ma fino a che punto è umano digitalizzare il dolore?

A partire da mercoledì 24 agosto le parole più ricercate su Google in Italia sono state: "Come comportarsi in caso di scosse", "Come poter inviare soldi alle vittime", "Come riconoscere se la propria casa è a prova di sisma", "Di che cosa hanno bisogno le vittime del terremoto". Orde di giornalisti si sono catapultati sul posto e hanno ripreso, fotografato ed intervistato vittime, soccorritori, personaggi pubblici, tutto questo durante le operazioni di soccorso. Molti personaggi dello showbiz offrono aiuto economico, pubblicando video della loro solidarietà e sfruttando i trend topic dei tag di Twitter, Facebook, Google, etc. e per risultare in vetta nelle visualizzazioni. Maree di video delle zone terremotate vengono pubblicate sui social e maree di associazioni si fotografano e mettono online la loro raccolta di viveri e beni di prima necessità.

In tutto il web vengono pubblicate lettere di orfani sopravvissuti, poi scoperte come bufale, messe online solo per ottenere denaro con le visualizzazioni, approfittando della capacità di commuoversi del genere umano e delle madri italiane. Ma allora, ritornando alle domande fatte a Google dagli italiani, "Di cosa hanno bisogno le vittime del terremoto?", qual è la risposta?

Hanno bisogno che i soccorsi possano essere efficaci e non che i giornalisti intralcino le operazioni di soccorso per sommergere di notizie le tv e i nuovi media ed hanno bisogno che, dopo gli eventi traumatici, il dolore delle perdite, il frastuono delle voci nelle tendopoli che non possono ricreare l'intimità di casa, qualcuno possa garantirgli pace, accoglienza umana e calore, non flash e telecamere per spettacolarizzare il dolore. Ad esempio la Sipem ha dovuto richiedere ai responsabili del campo che questi venissero allontanati da tendopoli e dalle zone calde.

Come dice anche Luca Nicoli nel suo articolo: "La seduzione della magia digitale", i mezzi tecnologici, in particolare gli smartphone, stanno divenendo per l'essere umano come una sorta di bacchetta magica la quale, con un click, magicamente permette di accedere a un mondo di inesauribile informazione, interminabili possibilità, tra cui la principale è quella di evacuare, cioè espellere tutti ciò che è indesiderato: dolore, lutto, incapacità, inadeguatezze le quali, invece che diventare coscienti al Sé, permangono in una zona di ombra e rimangono presenti in sordina, creando problematiche alle persone.

E così digitiamo "Come inviare soldi ai terremotati", pensando che, di fatto, se dono un euro dal mio cellulare con la mia carta prepagata, mi sentirò a posto, avrò fatto il mio, senza aver accesso reale a cosa la loro situazione possa significare, senza mettersi nei panni degli altri, premo click ed è tutto risolto.

Per ritornare sulla domanda Google: "Di cosa hanno bisogno le vittime".

Gabriele 8 anni, rimasto orfano dopo il terremoto, una storia che spiazza e ci riporta a ciò che siamo realmente, ciò che possiamo fare realmente. Non siamo maghi con una bacchetta, la casa e la famiglia di questo bambino, come di altri, non si ricostruiranno con la nostra bacchetta digitale, che invia soldi a portali online. Le immagini interne di Gabriele non si placheranno con un click, la sua mancanza non si colmerà, così, istantaneamente. L'essere umano necessita di tempo ed amore per riuscire a superare ciò, necessita di ricordare, anche quando tra qualche mese nessuno ne parlerà più, nemmeno ai telegiornali. Perciò, non limitiamoci solo a guardare il nostri cellulari, ma costruiamo legami fatti di attenzione e cura, costruiamo connessioni che arricchiscano la nostra vita, perché non sappiamo quanto questa possa durare.

Scritto da

Dott.ssa Moruzzi Sara

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