Depressione Post Partum: confessioni su internet

Essere in dolce attesa non sempre significa essere felici. Una donna su sette può vivere l’evento come un cambiamento drammatico, difficile da riconoscere e da confessare. Per questo è oggi

9 LUG 2013 · Tempo di lettura: min.
Depressione Post Partum: confessioni su internet

Una patologia che sta interessando un numero sempre maggiore di esperti e che richiede sempre maggiore attenzione è la depressione post partum. Se l'opinione comune vede l'esperienza di diventare madre come una cosa solo positiva, molte donne soffrono questa condizione, incontrando spesso scarsa solidarietà da parte di chi le circonda e rinchiudendosi a parlare della propria sofferenza solo in forum anonimi su internet.

Aspettare un figlio significa anche passare i nove mesi precedenti pieni di dubbi, accettare un altro essere umano nel proprio corpo, ripercorrere mentalmente ricordi belli e brutti della propria infanzia e infine accettare il distacco. Tutto questo può generare uno stress cui non tutte le future mamme hanno gli strumenti per reagire, ed è importante che lo psicologo s'interessi ad una patologia di cui sempre più donne confessano di soffrire. Secondo uno studio svolto da Wisner (un ricercatore dell'Università di Pittsburgh) su 10.000 volontarie, a soffrire di questa malattia è una donna su sette. Molte pubblicazioni se ne sono occupate negli ultimi anni, offrendo interessanti spunti di riflessione.

Alcuni evidenziano nelle mamme provenienti da famiglie più povere una connessione tra baby blues e attaccamento insicuro, il quale sorgerebbe a causa delle ridotte risorse economiche e delle limitate possibilità di accudire nel modo adatto il proprio figlio, il che genererebbe nella madre una profonda sensazione di inadeguatezza e una tendenza a perpetrare tentativi inefficaci di prendersi cura del bambino, tali per cui si inizia a classificare il neonato come difficile sino ad evitarlo o, nel caso opposto, a curarlo in maniera eccessiva. Questo comporterebbe problemi nel bambino che potrebbe sperimentare in futuro “internalizing problems" -un miscuglio di depressione, ritiro sociale manifestato anche somaticamente- oppure “externalizing problems"- rabbia, atteggiamenti aggressivi e/o possibili comportamenti da piccolo delinquente.

Altre ricerche hanno invece studiato il linguaggio delle madri affette da Depressione Post Parto, comparandolo con quello delle madri "normali": le prime parlano più spesso di se stesse che del figlio o al figlio; si esprimono in tono negativo raccontando dell'ambiente che le circonda. Una patologia per cui l'occhio attento e osservatore dello psicologo può fare la differenza, molte donne infatti stentano a chiedere aiuto per questo, rapite in uno stato di vergogna che non può che peggiorare la loro situazione. L'80% delle neo mamme affette da tale disturbo corre il rischio di ricaderci e di generare uno stato di infelicità per se stesse, il bambino e il partner.

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Scritto da

Manuela Pirrone

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