Depressione adolescenziale: come si manifesta e proposte di intervento

L’adolescenza è una fase di trasformazione e di passaggio che inizia con la pubertà per concludersi con l’ingresso nel mondo degli adulti; così come la conosciamo è non solo una fase evoluti

26 MAG 2015 · Tempo di lettura: min.

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Depressione adolescenziale: come si manifesta e proposte di intervento

Ogni individuo, in base alla propria personalità, alle proprie caratteristiche e alle proprie esperienze di vita, può maturare in momenti diversi o comunque vivere in maniera personale il periodo adolescenziale.

L'inserimento nella scuola, l'integrazione con i coetanei, l'apprendimento delle regole sociali per stare in gruppo, la maturazione puberale, i rapporti con l'altro sesso e lo sviluppo intellettuale sono "tutti eventi di notevole portata, che richiedono aggiustamenti dell'immagine di sé e delle proprie relazioni interpersonali" (Berti, Bombi 2005).

È importante, individuare gli eventuali segni di difficoltà, al fine di intervenire precocemente ed evitare che il disagio diventi un disturbo psichico severo. Un intervento psicologico in adolescenza può essere comunque indicato non solo nei casi in cui si riscontra un serio disturbo, ma anche per scopi di prevenzione o di diagnosi.

Gli interventi di supporto psicologico possono essere volti a diversi scopi quali per esempio potenziamento dell'autostima, delle abilità sociali, del riconoscimento delle proprie emozioni: questi sono tutti probabili percorsi che cercano di promuovere le potenzialità dei soggetti coinvolti.

Con l'adolescenza inizia l'epoca in cui le idee che prima erano accettate passivamente ed in modo conformistico, vengono riesaminate con spirito critico, l'adolescente si crea un'opinione personale ed autonoma del mondo e dell'ambiente che lo circonda, assume un atteggiamento di intransigente coerenza interiore , ponendosi in conflitto, anche aspro con i genitori e con gli adulti in genere, da lui colti come opportunisti e contraddittori. La pubertà apre al ragazzo ed alla ragazza un mondo nuovo di esperienze e di sensazioni. C'è una tensione verso il nuovo, un desiderio di fare prove ed esperienze di ogni genere; il nuovo, l'ignoto però, è anche fonte di paura, di timore di inadeguatezza, di non essere all'altezza dei compiti nuovi che si prospettano. Esiste, pertanto, un'ambivalenza verso il cambiamento, la voglia di provare e quella di trovare un rifugio noto e tranquillo. Questa oscillazione affettiva fra atteggiamenti contrari si riflette direttamente nella relazione conflittuale e nelle discussioni che si accendono con i genitori.

Molto spesso gli adolescenti si trasmettono tra loro, come sottogruppo sociale, stili e contenuti nelle scelte comportamentali e nelle opinioni. Questa trasmissione si organizza e travalica decisamente il singolo individuo, tanto che si è parlato di "cultura adolescenziale". Caratteristici aspetti di questa cultura sono: lo spirito trasgressivo, il desiderio di colpire con l'esibizione di condotte o di simboli, la gregarietà conformista e lo spirito di gruppo, la determinatezza radicale nel sostenere delle posizioni non mediabili, associata ad una certa volubilità ed incostanza.

Le proiezioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per il 2020 sono piuttosto preoccupanti, prevedono, infatti, che un ragazzo su cinque presenterà un disturbo mentale. Il carico di disabilità legato ai disturbi mentali nei giovani è destinato quindi ad aumentare e la depressione risulta la seconda causa di disagio fra tutte le condizioni morbose.

Nella depressione adolescenziale il senso di vuoto e/o la tristezza, tipico della depressione in età adulta, è solitamente caratterizzato dalla presenza di ira. L'ira può essere rivolta verso se stessi e/o diretta verso gli altri. L'umore irritabile può essere accompagnato da una vasta categoria di sintomi che comprendono: un'attribuzione negativa agli eventi della vita, una perdita di interesse o di piacere per tutte, o quasi tutte le attività, una riduzione del peso corporeo, disturbi del sonno, un senso di affaticamento, una scarsa concentrazione, un'indecisione, un'agitazione o un rallentamento psicomotorio, eccessivi sentimenti di colpa e di autosvalutazione e pensieri ricorrenti di morte.

L'adolescente risente degli influssi esercitati dalla cultura, dalle opportunità offerte dall'ambiente, dal suo temperamento e dalle sue capacità di rielaborare le esperienze. L'iter evolutivo di un ragazzo dipende quindi dalla continua interazione tra l'individuo e il suo contesto di appartenenza nonché dal tipo di esperienze pregresse e capacità che egli possiede per rielaborarle. Lo sviluppo è il risultato di una continua interazione tra l'individuo e l'ambiente di appartenenza e le traiettorie dello sviluppo sono irregolari e non identiche per tutti. (Schaffer 2000).

Nell'adolescenza la depressione è ricca di connotazioni ansiose, sintomi fisici e lamentele somatiche, si sente angosciato, irritabile, irrequieto, stanco e ansioso, il suo umore è spesso orientato in senso disforico, ma sono presenti anche comportamenti oppositivi e aggressivi nei confronti dei genitori e degli insegnanti. La rabbia è un'emozione che si rintraccia piuttosto di frequente nei ragazzi depressi; il controllo inadeguato della rabbia, fa oscillare il ragazzo tra autopunizioni e autocommiserazioni e può spingerlo a compiere comportamenti autodistruttivi e talvolta anche eterodistruttivi, che possono esplicarsi con l'abuso di sostanze anestetizzanti come l'alcool o droghe (Stark 2002), o con la messa in atto di condotte devianti come la guida pericolosa, aggressioni fisiche e verbali.

Senso di inadeguatezza, bassa autostima e inadeguate abilità di coping si riscontrano frequentemente negli adolescenti depressi, così come relazioni sociali poco soddisfacenti e rapporti conflittuali con i genitori. Gli effetti della depressione possono rendersi evidenti in maniera diversa da individuo a individuo, ma implicano in ogni caso modificazioni significative rispetto alla situazione precedente. Questi cambiamenti riguardano l'ambito comportamentale così come quello cognitivo ed emotivo.

Fattori di rischio:

  • Disagio psichico nei genitori;
  • Dinamiche relazionali intrafamiliari;
  • Dinamica interpersonale degli stili di attaccamento; per attaccamento si intende la propensione innata a cercare la vicinanza protettiva di una persona significativa quando si è vulnerabili ai pericoli ambientali per fatica, dolore, impotenza o malattia (Bowlby, 1969).
  • Esperienze traumatiche;
  • Stile cognitivo, emotivo, comportamentale del bambino a rischio di depressione;
  • L'influenza dei fattori genetici.

Fattori protettivi:

Benché si sappia poco sui fattori protettivi e sul loro funzionamento sono stati individuati almeno due tipi di fattori protettivi. Il primo fa riferimento alle caratteristiche di personalità dell'individuo, il secondo fattore protettivo include la qualità delle relazioni del minore.

La depressione può compromettere in maniera significativa molte aree importanti della vita di un adolescente e, se non riconosciuta e trattata in maniera adeguata, può persistere fino all'età adulta. Risulta evidente la necessità di disporre di conoscenze e di strumenti adeguati per la diagnosi precoce, soprattutto in considerazione del fatto che negli ultimi anni sembra dimostrato un abbassamento dell'età di insorgenza della depressione (Celi 2002).

Comorbilità

Numerose ricerche hanno dimostrato che, in età evolutiva, la sintomatologia depressiva si presenta molto frequentemente associata ad altri disturbi: per circa due casi su tre, i bambini e gli adolescenti presentano un altro problema psicopatologico associato.

Le comorbilità più frequenti sono: disturbi d'ansia, disturbi del comportamento, abuso di sostanze, disturbo di personalità, disturbo da tic, psicosi miste; esiste, inoltre, un'elevata incidenza di patologia depressiva associata ai disturbi di sviluppo quali: disturbo di linguaggio, disturbi di apprendimento verbali e non verbali, ritardo mentale. Un'altra associazione frequente è quella tra disturbo depressivo e disturbo dell'alimentazione.

La scuola rappresenta, in età evolutiva, un luogo di eccellenza in cui si possono osservare diversi disagi dell'adolescente, secondo Marcelli (1999), l'insuccesso scolastico nei ragazzi che presentano un episodio depressivo è una costante che accentua il disadattamento del ragazzo con il suo ambiente di appartenenza, che rafforza le sue convinzioni di incapacità e incompetenza e i suoi sensi di colpa.

Assessment

Nel corso dell'assessment dovrebbero emergere tutti quegli aspetti che possono portare alla corretta formulazione delle ipotesi eziopatogenetiche e che permettono la concettualizzazione del caso, oltre agli aspetti della vita del bambino o dell'adolescente che rappresentano dei personali punti di forza.

Colloqui con i genitori: è utile prevedere un incontro in cui sono presenti solo i genitori, in questo modo lo psicologo ha la possibilità di conoscere eventuali difficoltà psicologiche che può avere uno dei genitori, eventuali problemi di vita di coppia, approfondire lo stile educativo adottato nei confronti del figlio o particolari preoccupazioni e difficoltà di gestione rispetto alla situazione presentata.

È importante prevedere un colloquio in cui siano presenti sia i genitori sia l'adolescente, in modo da osservare direttamente le modalità di interazione e lo stile comunicativo presenti all'interno della famiglia, nonché per ottenere una descrizione della situazione da punti di vista differenti.

Colloquio con l'adolescente: il punto di vista dell'adolescente rispetto a quello dei genitori può essere molto diverso, può sentirsi a disagio nell'esprimersi davanti ai genitori ed esplicitare i propri stati d'animo o eventuali pensieri suicidari. Il clinico deve prestare particolare attenzione all'utilizzo di un vocabolario adeguato all'adolescente; conoscere espressioni e modi particolari di esprimersi degli adolescenti favorisce l'instaurarsi di un rapporto collaborativo.

Disturbi depressivi non adeguatamente trattati hanno maggiori possibilità di cronicizzate e di essere maggiormente resistenti a trattamenti intrapresi tardivamente.

Il trattamento psicologico: counseling e interventi di prevenzione

In una prima fase è sempre utile l'intervento di counseling, che, attraverso lo strumento del colloquio a due o di gruppo, fornisce informazioni, chiarimenti, suggerimenti e consigli relativi al disturbo depressivo e ai trattamenti disponibili. Questo tipo di intervento deve avere il fine di migliorare aree più ampie di funzionamento del minore e della sua famiglia.

Teoria cognitiva della depressione

Il modello cognitivo della depressione di Beck (1967) implica che, responsabile della depressione sia uno stile cognitivo disadattivo o depressogeno in cui sono centrali le "cognizioni negative". Il tema dominante è la perdita e i pensieri automatici sono caratterizzati da un generalizzato negativismo riguardo al Sé, al mondo e al futuro (triade cognitiva).

Terapia Cognitivo-Comportamentale

La natura della relazione terapeutica rappresenta un aspetto importante nei giovani, in quanto essi riconoscono nel terapeuta delle similitudini con le figure di autorità, per esempio genitori ed insegnanti, che generano una qualche risonanza con le difficoltà che essi vivono.

Il terapeuta evita un atteggiamento autoritario, in cui una persona prevale sull'altra e, preferisce instaurare una relazione tramite l'ascolto riflessivo ed empatico e l'accettazione della prospettiva del giovane, esaminando contemporaneamente, possibili alternative, in un contesto che permetta alla persona di proporre liberamente le sue idee.

La CBT si basa sulla collaborazione tra giovane paziente e terapeuta, allo scopo di raggiungere obiettivi condivisi. Uno degli obiettivi del trattamento è l'acquisizione di abilità di fronteggiamento dei problemi e il loro utilizzo in contesti di vita reale.

Seligman: "La felicità autentica deriva dall'identificare e coltivare le proprie potenzialità fondamentali e dall'usarle quotidianamente nel lavoro, nell'amore, nelle attività ricreative, nel ruolo di genitori". Tutti noi abbiamo determinate potenzialità che ci identificano e ci appartengono e che, una volta riconosciute, possono essere utilizzate per produrre felicità autentica e gratificazione. Le emozioni positive, al pari di quelle negative, rivestono un ruolo importante nell'evoluzione: esse ampliano le nostre risorse intellettuali, fisiche e sociali di base a cui possiamo attingere quando si presenta una minaccia o un'opportunità.

Le ricerche in letteratura mettono in evidenza come gli interventi basati sull'incremento di abilità comunicative e abilità sociali siano utili con bambini e adolescenti depressi che presentano difficoltà interpersonali (Donovan e Spence; 2005).

Bibliografia

  • Aringolo K. (2008), "La depressione nell'infanzia e nell'adolescenza: come si presenta, come si valuta, come si cura" (presentazione di Mancini F.), Franco Angeli Editore;
  • Dacomo M., Pizzo., (2012), "La depressione infantile: terapia cognitivo-comportamentale con bambini e adolescenti", Il Mulino Editore;
  • Di Pietro M., "Depressioni infantili",educazione-emotiva.it
  • Casoni A. (2011), "La solitudine dell'adolescente. Noia, depressione, dipendenze e panico", Kairos, Centro Clinico e di Ricerca;
  • Clark D.A.; Beck A.T., Alford B.A. (2001), "Teoria e terapia cognitive della depressione", Milano, Masson;
  • Isola L., Mancini F. (2007), "Psicoterapia cognitiva dell'infanzia e dell'adolescenza", Milano, Franco Angeli Editore;
  • Seligman E.P., (2010), "La costruzione della felicità. Che cos'è l'ottimismo, perché può migliorare la vita", Edizioni Sperling & Kupfer;
  • Seligman E.P., "Imparare l'ottimismo – come cambiare la vita cambiando il pensiero", (2009), Giunti Editore;

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Scritto da

Dott.ssa Ludovica Pitetti

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