Crisi di vita

In alcuni momenti della vita è necessario fermarsi, ascoltarsi ed osservare quanto accade. La crisi può pervadere il nostro se' e rendere tutto grigio, apatico, triste.

27 NOV 2017 · Tempo di lettura: min.
Crisi di vita

In alcuni momenti di vita occorre sostare, fermarsi ed ascoltarsi per giungere ad un percorso di guarigione. Diventa allora imprescindibile ascoltare il proprio cuore.

Senza apertura del cuore l'intuizione al cambiamento non arriva, occorre aprirsi all'altro. Nell'incontro relazionale è contenuta l'illuminazione del cambiamento.

Questo rappresenta il punto di partenza di ogni guarigione.

Io sono in genere costantemente influenzata dai miei pensieri ad esempio "io non valgo nulla, non posso farcela, sono in ansia".

Questi pensieri negativi creano il mio mondo interno e trovano riscontro nel mondo esterno. La mia convinzione limitante "non valgo nulla" agisce in modo subdolo.

Questi messaggi negativi hanno una velocità di trasmissione fortissima, influenzano il mio sonno, i miei pensieri notturni fino a giungere nelle ore diurne limitando il mio essere autentico.

Ciò che mi succede è esattamente lo specchio di questi pensieri disfunzionali.

Il primo passaggio è diventare consapevole di ciò che condiziona costantemente la mia vita. Occorre costruire nuove convinzioni potenzianti che integrano, aggiungono, ampliano il mio modo di vedere il mondo.

Cerco di far posto alla vita, lascio andare quello che non mi serve più o che non posso trattenere.

Mi apro alla relazione andando verso l'altro, assumo un atteggiamento di apertura. L'altro ne beneficia, si crea un clima di cambiamento.

Se sostiamo troppo nella depressione è pericoloso dal punto di vista biochimico, il corpo ne risente. Se permango in questo stato interiore anche le persone accanto saranno melanconiche e annoiate. Tutto andrà male, non riuscirò a vedere miglioramenti.

Occorre quindi diventare responsabili delle azioni e altresì responsabili dei pensieri ad esempio se io sono sempre arrabbiata non ho una visione completa della realtà, ignoro alcuni aspetti di me stessa.

La nuova responsabilità è quella del mio sentire, attraggo ciò che desidero e respingo ciò che non mi appartiene.

Succede che se io ho paura del rifiuto inevitabilmente gli altri mi rifiutano. Viceversa se ho paura dell'abbandono sarò abbandonata.

In sostanza ciò che desidero deve passare attraverso il mio sentire per giungere ad un cambiamento significativo. L'altro percepisce sempre tutto di noi, non è possibile nascondersi.

Scritto da

Dr.ssa Donatella Costa Linkedin

Psicologa Nº iscrizione: Nº iscrizione all’Albo 03/4277

Psicologa clinica specializzata in counseling, svolge la professione con impegno e serietà mediante continui aggiornamenti e supervisioni da diversi anni. Utilizzando frequentemente la tecnica del counseling, scarica emozioni negative, ridimensiona il problema, individua strategie. Ha inoltre una formazione specifica in psicosessuologia con master in strategica breve.

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