Cos'è e come funziona l'inconscio?

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Cosa s’intende per inconscio? Quali sono le sue funzioni? Può arrivare a essere coscienza? Fino a che punto governa la nostra vita? Cerchiamo di rispondere con l’aiuto del dottor Tagliatti.

27 nov 2015 · Tempo di lettura: min.
Cos'è e come funziona l'inconscio?

L'inconscio è quell'entità psichica comprendente pensieri, impulsi, emozioni, rappresentazioni, modelli di comportamento che stanno alla base dell'agire umano ma di cui non si ha consapevolezza.

In quest'intervista il dottor Federico Tagliatti ha approfondito in maniera esauriente tutti gli aspetti principali riguardanti questa tematica.

Cosa s'intende per inconscio?

A costo di incorrere in un eccesso di noia, nel nostro caso fare un piccolo passo indietro ci permette di capire il ruolo che ha ricoperto la scoperta dell'inconscio nella storia dell'uomo: per la maggior parte della nostra esistenza, intesa come specie, abbiamo avuto un po' la necessità, forse anche l'arroganza, di considerarci il centro della realtà. Se ci pensiamo vale lo stesso discorso anche per un bambino piccolo, che all'inizio della sua vita pensa di essere una divinità in terra. Col passare del tempo le cose cambiano, i bambini crescono, maturano e, se sono fortunati, iniziano a guardare il mondo da angolature e prospettive differenti.

Così accadde anche per l'uomo: ad un certo punto si susseguirono una serie di rivoluzioni teoriche che sconvolsero le certezze egocentriste dell'uomo occidentale. Il "primo punto" lo segnò Copernico intorno al '500, il quale tolse il nostro pianeta dalla sua precedente posizione per dargli la giusta orbita intorno al sole che oggi conosciamo tutti. Dopo quasi quattro secoli le certezze dell'uomo vennero nuovamente messe alla prova, era infatti il tempo per Sir Charles Darwin di uscire con il suo "Origine della specie per mezzo della selezione naturale". Infine, all'inizio del XX secolo giunse il momento per Freud di mostrare all'uomo come in realtà non fosse egli stesso a muovere i fili della propria esistenza attraverso il raziocinio e il libero arbitrio, ma come tutto il meccanismo fosse retto da pulsioni ed istinti irrazionali situati, appunto, nell'inconscio.

Ovviamente l'inconscio non iniziò ad esistere perché Freud lo aveva scoperto, tanto quanto i pianeti non iniziarono a girare intorno al sole perché Copernico si era svegliato una mattina con quell'idea balzana. L'inconscio venne teorizzato molto prima che Freud gli desse il valore e la connotazione che conosciamo attraverso la psicoanalisi.

Quali sono le sue funzioni e come agisce?

L'inconscio è una funzione imprescindibile della mente umana, forse la più importante, e Freud ebbe il piglio intellettuale di capirne il funzionamento e descriverlo attentamente. Ovviamente Freud, per quanto i suoi detrattori potessero dire di lui, fu un fine osservatore; era stato in grado di dedurre l'esistenza dell'inconscio attraverso lo studio di alcune funzioni mentali comuni a tutte le persone, come ad esempio i sogni (che per migliaia di anni erano stati relegati alle arti divinatorie), la suggestione ipnotica e gli atti mancati, le dimenticanze e i lapsus, dando loro una connotazione precisa all'interno di un quadro descrittivo - funzionale. Soprattutto, però, né trovò conferma e applicazione nelle condizioni di disagio mentale dei suoi pazienti che, ai tempi, manifestavano sintomi che nessuno era in grado di comprendere. Ovviamente dovevano essere validate, quindi i suoi dati di ricerca vennero pubblicati e resi confrontabili con altri colleghi che, come lui, si occupavano della malattia mentale.

L'impatto ovviamente fu molto forte, e ancora oggi i teorici della psicoanalisi lavorano sul lavoro di Freud e dei suoi colleghi per ampliarne la portata e l'efficacia. Comprensibilmente tutto il lavoro di Frued fu molto difficile da digerire da parte della comunità scientifica di allora, questo vale per tutto il suo bagaglio teorico che si spinge ben oltre la teoria sull'inconscio. Gli strumenti d'indagine di cui ci si poteva avvalere non permettevano di approfondire la ricerca su di un piano localizzazionista o neuro-fisiologico; in poche parole, non era possibile attribuire un'ubicazione organica alle funzioni mentali che Freud descriveva, anche se lui per primo era convinto che un giorno la tecnologia avrebbe permesso di dare una forma neuro-anatomica a questo "infinito, oscuro e imprevedibile".

Potremmo immaginare la nostra comprensione dell'inconscio come un giorno di 24h, dove nelle prime 23,50 siamo riusciti attraverso l'osservazione clinica a teorizzare l'inconscio, darne una descrizione strutturale, capire come, in che modo e quanto influenza la vita delle persone, costruire tecniche terapeutiche in grado in intervenire sugli aspetti più profondi della nostra mente. Solo negli ultimi 10 minuti è stato possibile estendere lo studio dell'inconscio anche a una strumentazione di osservazione empirica come le tecniche di brain imaging: questi nuovi approcci non solo hanno confermato l'esistenza di processi mentali inconsci, ma hanno anche iniziato a individuare i substrati anatomici su cui questi processi sono basati (localizzazione).

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René Magritte, Il falso specchio

Quando parliamo di inconscio può essere utile creare dei riferimenti visivi per rendere più comprensibile il concetto; uno dei miei preferiti è l'immagine di un contenitore, una scatola enorme, delle dimensioni del cosmo conosciuto, dove restano immagazzinate quantità di informazioni inimmaginabili. Questi "pacchetti dati" non riguardano solo cose che realmente ci sono accadute, ma anche quelle che avrebbero potuto e abbiamo solo fantasticato; ognuno di questi nuclei di informazioni o memorie resta legata a un'altra componente fondamentale del nostro vissuto che sono le emozioni. Memorie ed emozioni spesso vivono in una condizione di simbiosi, altre volte possono separarsi, altre sostituirsi e invertirsi. Insieme costituiscono i mattoni fondamentali della struttura di personalità degli individui, si aggregano per formare dei cluster funzionali (una specie di Dna) e, come sappiamo, la nostra personalità è assolutamente unica, non esiste un individuo al mondo con un'impronta di personalità identica alla nostra come non potremmo trovare un fiocco di neve identico ad un'altro. Le caratteristiche strutturali di questi meccanismi inconsci sono il risultato di esperienze, fantasie ed emozioni che diventano ricordi impacchettati e rimossi.

Con il concetto di rimosso vi introduco a una delle funzioni mentali che di fatto lavorano più a stretto contatto con l'inconscio, tanto che potrebbe diventare complicato parlare dell'uno senza menzionare l'altra: la rimozione è un meccanismo che permette a ricordi ed emozioni "incompatibili" con la vita di tutti i giorni di entrare in contatto con la coscienza, la sua funzione è proprio quella di fare in modo che il materiale rimosso resti tale e soprattutto inaccessibile alla coscienza. Questo meccanismo è importantissimo per innumerevoli motivi, un esempio piuttosto chiaro potrebbe essere la presenza di un evento traumatico in un periodo imprecisato della nostra vita: il "pacchetto dati", quindi tutte le emozioni, i ricordi e le sensazioni tormentose legate a questo evento, renderebbero drasticamente complessa la vita quotidiana, impedendoci di svolgere le mansioni più elementari., La rimozione blocca le vie d'accesso alla coscienza di questi dati.

Il problema sussiste nel momento in cui il materiale rimosso non cessa di esistere nel suo essere inconscio, ma automaticamente cerca di forzare i meccanismi che lo tengono bloccato, generando quella che normalmente si definisce una "condizione conflittuale interna". È proprio questa condizione di continua "collisione" tra sistemi a determinare l'insorgere di alcuni tipi di disturbi psichici, nonché ad influenzare scelte di vita, dinamiche relazionali, emozioni e comportamenti che danno una forma a ogni istante della nostra giornata.

"Rendi cosciente l'inconscio, oppure sarà lui a guidare la tua vita e tu lo chiamerai Destino" - C.G.Jung

L'inconscio può arrivare a essere coscienza? Se si, come?

Nella mia esperienza clinica molti pazienti domandano se sia veramente importante fare emergere l'inconscio; rispondo di solito con una metafora piuttosto semplice: "immagina di essere un meccanico". Sai che per i meccanici fare un buon lavoro significa avere dei set efficienti di strumenti, chiavi inglesi, cacciaviti e molto altro. Ok, tu stai facendo il tuo lavoro con (poniamo) il 20% degli strumenti che potresti utilizzare, riesci a farlo comunque ma arranchi e alle volte neppure è sufficiente. L'analisi ti permette di scoprire tutte le potenzialità nascoste all'interno della tua stanza di lavoro e quindi di svolgere il tuo lavoro con maggiore tranquillità, efficienza e in condizioni di stress notevolmente ridotto.

Portare a livello di coscienza parti dell'inconscio non solo è possibile, ma è l'obiettivo stesso dell'intero approccio psicoanalitico e psicodinamico in generale. Purtroppo, contrariamente alle esigenze della nostra società, non è possibile intervenire brevemente sui meccanismi più profondi che strutturano la nostra personalità: i livelli di organizzazione sono estremamente stratificati e andare ad operare su quelli più profondi richiede tempo.

Tuttavia i benefici che se ne traggono sono cambiamenti strutturali profondi, progressivi e duraturi, ma soprattutto in grado di eliminare alla radice molte delle dinamiche psicopatologiche che conosciamo.

psicologi
Scritto da

Francesca Pani

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Commenti 7
  • bruno

    l'inconscio e come uno Stargate, una fonte di trasmissione da cui emerge ciò che non conosciamo, e ciò che abbiamo rimosso, è l'identità conscia è il suo ricevitore. Lo Stargate (dall'inglese porta delle stelle) è un dispositivo immaginato dalla mente umana, presente nell'universo fantascientifico nato nel 1994 dal film Stargate di Roland Emmerich. Gli Stargate sono portali che permettono di collegare in maniera quasi istantanea due punti dello spazio. "Un milione di anni fa nel cielo è Ra, Dio del Sole. Sigillata e sepolta per sempre".... Qui, non è "porta del cielo", ma "porta delle stelle". STARGATE!» (Dr. Daniel Jackson, nel film Stargate). Il film Stargate, mostra uno strumento circolare, che un Dio aveva ideato, per fare viaggi da un punto a un altro punto dello spazio. Se la mente umana, ha immaginato uno strumento, lo Stargate, che funziona da porta tra due mondi, in questa idea immaginaria, esiste la possibilità, che lo Stargate, in realtà non è una "porta del cielo", neanche una "porta delle stelle", ma una porta dentro di noi, dove attingiamo informazioni nuove, per conoscere la realtà e noi stessi.

  • Antonella Adelfio

    Un contenuto psichico colpevole di un comportamento sbagliato che si è rifugiato nell'inconscio, è dannoso per sé e per gli altri portarlo alla luce e rimuoverlo aiuterebbe le relazioni tra le persone.

  • antonino certa

    Io certe volte giocando al bilardo mi accorgo che con certe persone sono vincente io, tutto si convoglia affinché io esca vincitore...con altre si rovescia la cosa, tutto si convoglia affinché io ne esca perdente, è con un mal di testa è penso che i nostri pensieri fanno pure competizioni ma chi è più forte di energie mentale risulta il vingitore , che ne dice lei è esatta la mia tese o nò, quindi se sono giuste le mie ipotesi il nostro cervello è in grado di sviluppare energie.. mi chiamo antonino grazie .

  • Serenella

    Se l'inconscio si esprime attraverso i sogni, è importante capirne il significato, le emozioni e cosa vuole fare riemergere il nostro inconscio!

  • dott.mauro scattarella

    Interessantissimo e abbastanza semplice

  • MARIA GRAZIA SALI

    Quando ho fatto una psicoanalisi il mio analista mi disse che avevo un buon rapporto con il mio inconqscio...infatti è stato un susseguirsi di sogni fino al sogno traguardo...e da allora l'inconscio è il mio migliore amico e guida.

  • Laura

    Buonasera, da qualche tempo soffro della sindrome solipsistica, un disturbo che si manifestò molti anni fa, curato brevemente e male da una psicoterapeuta che infatti mi fornì il nome del disturbo di cui soffro (appunto solipsismo), quasi esaltandosi di averne incontrato uno! Poi per molti anni non ci ho pensato più, sono andata più o meno avanti con la mia vita, ma senza realizzarmi in coppia e con un lavoro precario, ma purtroppo mi è ritornata da circa un anno e stavolta è molto difficile uscirne, anche a causa di articoli che sto leggendo sul web (specialmente in lingua inglese) dove l'inconscio viene presentato proprio come il dio - universo del solipsista! Chiedo quindi se esiste un qualche approccio per risolvere questa dolorosa e complicata situazione. Grazie!