Cosa vuol dire empatia? 12 caratteristiche delle persone empatiche

L’empatia è una capacità che ci permette di entrare in relazione con gli altri e che deriva da componenti biologiche, mentali ed emotive ma che può variare decisamente da persona a persona.

26 MAG 2021 · Tempo di lettura: min.

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Cosa vuol dire empatia? 12 caratteristiche delle persone empatiche

Cosa vuol dire essere empatico?

L'empatia è uno degli ingredienti fondamentali delle relazioni umane e della comunicazione. Si parla di empatia quando la persona riesce immedesimarsi nell’altro, riuscendo a cogliere e sviluppando una risposta emotiva alle emozioni che l’altro sta provando. Pertanto grazie all’empatia si può capire non solo ciò che gli altri dicono, ma anche entrare in una sorta di connessione psico-emotiva con l’altro, permettendo un tipo di comunicazione efficace e significativa. Questa capacità sociale è collegata a un’attività neuronale che si trova nella circonvoluzione sopramarginale destra del nostro cervello ed è comune a tutte le persone: quest’attività ci permette di non concentrarsi su noi stessi, ma di essere più ricettivi nei confronti degli altri e del mondo esterno.

Ma se tutti disponiamo di tale capacità perché ci sono persone più empatiche e altre meno? Esistono innanzitutto delle psicopatologie legate alla mancanza di empatia, come il disturbo narcisistico e borderline, ed altre collegato anche a un’eccessiva empatia. Al di là delle psicopatologie però, esistono tutta una serie di motivazioni che differenziano le persone più empatiche da quelle meno empatiche e che sono dovute per esempio a modelli educativi, esperienze e traumi infantili, contesto sociale. Ma vediamo più da vicino cosa si intende con il termine empatia in psicologia.

Empatia in psicologia

L’interesse per lo studio dell’empatia in psicologia, in particolare nella psicoanalisi, esplode negli anni ’50 in seguito ad alcuni studi sull’interpersonalità che erano già stati avviati da Freud e dai suoi successori, e che vedevano sopratutto nello studio della psicologia infantile alcuni importanti sviluppi nella svolta relazionale e nella capacità che possiede l’essere umano di alterare il proprio stato affettivo generando uno stato affettivo uguale a quello della persona con cui si sta relazionando, ed essendo cosciente che tale cambiamento è causato dallo stato emotivo dell’altro.

La conferma di tale ipotesi arriva nel 1996 dalla scoperta dei neuroni specchio dal neuro-scienziato Giacomo Rizzolatti che conferma così il fatto che la corteccia premotoria F5 comune a tutti i primati, reagisce sia quando deve compiere un’azione che quando la vede fare. Questo significa che gli essere umani sono programmati in qualche modo per relazionarsi con gli altri e non esiste una mente isolata poiché il mondo stesso è relazione. Al giorno d’oggi viene infatti sottolineato come sia necessaria una buona capacità empatica per poter instaurare delle buone e sane relazioni sociali ma anche per costruire in maniera positiva la nostra identità. Il DSM-5 (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) definisce infatti fondamentale per la salute psichica la possibilità di creare una cerchia di relazioni sociali positive.

Proprio grazie all’ampliamento del concetto di empatia alla sfera emotiva e non relegandola solo alla sfera mentale collegata alla teoria della mente, è possibile studiare gli effetti di tale componente relazionale, fondamentale per la nostra crescita e identità.

empatia in psicologia

Dall’empatia alla persona empatica

L'empatia è pertanto la capacità di provare un'emozione appropriata in risposta a quella espressa dagli altri, essendo consapevoli che tale emozioni derivi dall’altro e allo stesso tempo essendo in grado di distinguere tra sé e gli altri mentre si regolano le proprie risposte emotive. Ma come abbiamo detto non tutte le persone, nonostante siano in grado di recepire l’empatia, riescono poi a mettersi nei panni dell’altro.

Ovvero ci sono molte persone che sentono e capiscono cosa stia succedendo ma non riescono poi a gestire le emozioni e la comunicazione per empatizzare con l’altro. Le persone empatiche si differenziano proprio per il fatto di riuscire a proiettare i sentimenti e le emozioni dell’altro all’interno di sé, regolando però queste emozioni non come uno specchio, ma rielaborandole per non ferire, rimanere vicino e comunicare con l’altro in una maniera positiva e assertiva.

Una persona empatica è quindi in grado di essere consapevole della fonte dell'emozione e di decodificare l'emozione degli altri sulla propria pelle e di rispondere con una regolazione emotiva altruista e positiva. Proprio per questo sono molto sensibili alle emozioni delle persone e ai loro comportamenti capiscono come si sentono le persone e sono in grado di capire cosa stanno vivendo.

Le persone empatiche hanno  pertanto un livello di elaborazione dell' empatia più alto rispetto alla media e hanno affinato capacità alternative per connettersi con i sentimenti degli altri. Le persone empatiche tendono a vivere e percepire i sentimenti e gli stati mentali sia attraverso connessioni mentali che emotive ma non necessariamente fisiche. Normalmente gli empatici tendono ad evitare giudizi e ad avvicinarsi agli altri con una mentalità aperta e priva di critiche, allo stesso modo in cui sono dotati di un’intelligenza emotiva abbastanza spiccata e una propensione alla positività e all’assertività (in contrapposizione con atteggiamenti negativi ed ipercritici). L'empatico tenderà ad assorbire le emozioni che lo circondano ovunque vada. Ma non solo le emozioni positive. Case di cura, case di riposo o persino ospedali possono arrivare a causare sentimenti di depressione, disturbi fisici o persino stanchezza in questo tipo di persone. Vediamo quali sono alcune delle caratteristiche delle persone empatiche!

12 caratteristiche delle persone empatiche

Non tutte le persone empatiche sono uguali né tantomeno sperimentano gli eventi e le emozioni allo stesso modo. Possiamo pensare di tracciare però alcune caratteristiche comuni alle persone empatiche. Vediamone alcune.

1. Bisogno di nuovi stimoli


Le persone empatiche possono avere difficoltà a concentrarsi a lungo su cose che non stimolano la loro mente: sono sognatori che si annoiano o si distraggono facilmente. Quindi, se non stimolate, le loro menti si allontanano, finché non si staccano dalla realtà fisica. Per questo si trovano facilmente fantasticando o con la testa tra le nuvole.

2. Risolvono problemi

Le persone empatiche amano trovare soluzioni ai problemi, proprio perché sono grandi pensatori che amano esplorare diversi argomenti. Non appena si sentiranno preoccupati o angosciati per qualcosa inoltre, tenderanno a cercare subito una risposta alla loro crisi, per ritrovare la tranquillità.

caratteristiche persone empatiche

3. Sono persone calde e compassionevoli

Sono persone che emanano molto calore e compassione, e proprio per questo attraggono gli altri verso di loro: anche le persone che non li conoscono tenderanno ad avvicinarsi e ad aprirsi in inconsciamente a loro per raccontare dettagli della loro vita privata. È più facile aprire il proprio cuore a una persona empatica, perché ci si sente compresi e liberi di essere sé stessi. Anche gli animali tenderanno ad avvicinarsi e ad affezionarsi di più a queste persone.

4. Sono bravi ascoltatori e sanno leggere l’ambiente.

Gli empatici sono dei bravi ascoltatori e sono in grado di mettere a proprio agio le persone, tanto da far diventare l’ascolto uno dei loro punti di forza per conoscere e decifrare il mondo. Sono anche in grado di leggere l’ambiente e sono dotati di una buona intuizione per capire cosa stia provando o vivendo l’altro, senza che necessariamente debba esprimersi a parole.

5. Soffrono di sbalzi d’umore

Sono in grado di essere estroversi, allegri e scherzosi, ma possono anche sperimentare sbalzi d'umore, a seconda dei sentimenti e dei pensieri che li attraversano. Pertanto potrebbero tendere a passare dalla felicità alla tristezza abbastanza facilmente. Anche se le persone che hanno sviluppato questa capacità con il tempo tenderanno a imparare a regolare anche gli eccessi delle emozioni, riuscendo a non farsi risucchiare dalle emozioni altrui o dell’ambiente che li circonda.

6. Non amano le restrizioni

La libertà di movimento ed espressione sono molto importanti per un empatico. Regole troppo rigide, reclusione per controllo o routine sono tutte cose che potrebbero farli sentire male. Sentono il bisogno di scoprire il significato della vita e di fare esperienze per acquisire conoscenze su molti argomenti.

7. Conoscono bene le relazioni sociali

Le persone empatiche conoscono bene i meccanismi e le strutture che stanno dietro alle relazioni sociali e sanno anche molto bene come analizzarle. Proprio per la loro intuizione, capacità di ascolto e osservazioni, riescono a riconoscere i sentimenti e le intenzioni degli altri, anche se li hanno appena incontrati. Uno dei principali svantaggi dell'empatico è lasciarsi coinvolgere troppo dalle emozioni altrui, correndo il rischio di diventare una spugna emotiva e allo stesso tempo magari sopprimere e non lasciare trapelare le proprie emozioni, costruendo barriere emotive per se stessi in modo che gli altri non conoscano i loro pensieri e sentimenti privati.

8. Spiccata sensibilità a immagini, film, scene violente e drammatiche


Le persone empatiche sono particolarmente sensibili a immagini, scene, film, notizie, etc che hanno a che fare con la violenza, il dramma, la tristezza, l’ingiustizia, etc e non saranno in grado di guardarle.

9.Curiosità

Sono curiosi, hanno una conoscenza in continua espansione e un'immaginazione infinita: gli empatici hanno un grande interesse per le arti e la cultura, proprio perché sono una forma espressiva delle emozioni. Sono anche molto espressivi con linguaggio, corpo, parole, pensieri e sentimenti. La loro creatività si esprime attraverso la danza, il teatro o le loro espressioni corporee.

10. Stanchezza

Le persone empatiche possono essere spesso stanche perché usano molta della loro energia assorbendo energia dagli altri e dall’esterno.

11. Non amano le bugie

Hanno difficoltà a mentire: gli empatici hanno difficoltà a mentire perché sono molto espressivi, ma soprattutto perché hanno l'impressione che gli altri sappiano che stanno mentendo. Inoltre, non possono mentire a se stessi o fingere di apprezzare qualcosa che in realtà non gli piace. In genere lavorano in settori creativi (scrittura, danza, musica, ecc.) per potersi esprimere e nutrire la propria anima.

12. L’empatico in amore

In amore, l'empatico sa  esattamente come lo vede l'altro: il modo in cui lo ama, se lo rispetta o meno, cosa ne pensa della relazione. Trovare un partner è quindi una cosa difficile e le relazioni spesso rimangono incomprensibili per gli altri. Le persone di solito non si rendono conto di questo tipo di sensibilità, sono attratte da loro e inconsciamente rivelano cose molto personali. In un momento in cui le emozioni sono viste come debolezze, questa capacità può anche essere vista come una maledizione per l'empatico.

allenare l'empatia

Perché si diventa più empatici?

Nonostante questa capacità come abbiamo visto sia una capacità biologica e genetica di cui tutti disponiamo, molte persone non riescono a sviluppare. Pertanto l’empatia deve essere considerata come un processo cognitivo che va allenato e che può migliorare, e non solo un dato di fatto. L’allenamento ci permetterebbe infatti di gestire le nostre emozioni empatiche in maniera flessibile e consona al contesto o alla persona che ci troviamo di fronte, facendo si di non ricadere in un eccesso o in un assenza di tale capacità. Ma com’è possibile allenare l’empatia e quali sono i fattori che possono stimolarla o meno?

In generale l’educazione e l’ambiente in cui si cresce, l’esperienze vissute durante l’infanzia e l’adolescenza possono influire negativamente o positivamente in questo senso. Per esempio un clima molto competitivo in famiglia a scuola, l’instaurarsi di relazioni tossiche o una scarsa autostima, potrebbero influire negativamente sulla costruzione della capacità empatica. Ma non solo. Anche il contesto sociale riveste un ruolo fondamentale in questo senso. Secondo uno studio dell’Università del Michigan, gli studenti universitari odierni sono un 40% meno empatici rispetto agli studenti degli anni ’80-’90. Quali sono i motivi? Vediamone alcuni secondo quanto riporta questo studio:

  • Aumento all’esposizione dei media (inclusi televisione, giornali, film, videogiochi, etc): questo tipo di esposizione potrebbe rendere più indifferente le persone alla sofferenza perché si tenderebbe a normalizzarla. Se si include inoltre il sensazionalismo dei media odierni questa indifferenza non fa che peggiorare.
  • Il ruolo dei social media: le relazioni che si instaurano online, che siano d’amicizia o d’amore, tendono a essere gestite in una maniera differente rispetto a quelle che si vivono in persona, proprio grazie alla facilità con cui è facile disconnettersi se non si ha voglia di ascoltare i problemi dell’altro o semplicemente se non si ha più voglia di frequentarlo.
  • La competizione, il narcisismo e l’aspirazione al successo che viene promossa da molti modelli culturali (influencer, reality show, successo online, etc) fanno sì che le persone siano così concentrate su sé stesse e su questi valori effimeri e superficiali tanto da non avere tempo da dedicare alla cura degli altri e all’empatia.

L’egocentrismo, il narcisismo e la mancanza molto spesso di relazioni nel mondo offline, rendono la nostra società meno attenta alle richieste degli altri e allo sviluppo dell’empatia.

Psicopatologie legate alla mancanza di empatia

Lasciamo in questo paragrafo solo un breve accenno alle psicopatologie collegata alla mancanza di empatia ovvero alla mancanza di connessione emotiva con le altre persone e che rientrano nella categorie di disturbi della personalità.

  • Disturbo narcisistico dei personalità: questo disturbo si caratterizza per 3 tipi di manie: mancanza di empatia, concezione grandiosa del sé, costante bisogno di ammirazione. Proprio per la mancanza di empatia i narcisisti tendono a vedere solo sé stessi e i loro bisogni e ritengono privi di interesse i bisogni, le emozioni, le necessità, etc degli altri.
  • Disturbo istrionico di personalità: questo tipo di disturbo si definisce per la bassa autostima, la necessità di sentirsi sempre al centro dell’attenzione, un’incapacità di regolare le proprie emozioni e l’utilizzo della seduzione e della provocazione a livelli molto alti e incapacità di gestire le relazioni sociali. Anche in questo caso una parte della terapia ha a che vedere con il miglioramento delle abilità sociali, inclusa l’empatia.
  • Disturbo Borderline di personalità: si caratterizza per instabilità, impulsività, paura di essere abbandonato, emotività e comportamento instabili. Alcune ricerche situano come uno dei problemi alla base di tale disturbo la mancanza di empatia ma anche dei processi neuronali differenti nella zona cerebrale che riguarda l’empatia.
  • Disturbo antisociale di personalità: che si definisce in particolare modo per la sua aggressività, manipolazione e mancanza di rispetto per i diritti degli altri. Anche in questo caso una parte della terapia per questo disturbo prende in causa l’analisi delle relazioni sociali e un miglioramento della capacità empatica. 

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Bibliografia

  • https://news.umich.edu/empathy-college-students-don-t-have-as-much-as-they-used-to/
  • https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5513638/
  • https://www.apa.org/research/action/speaking-of-psychology/empathy-narcissism
  • https://www.healthline.com/health/what-is-an-empath

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