Cosa s’intende per terapia cognitivo comportamentale?

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La terapia cognitivo comportamentale ha un'efficacia molto alta, soprattutto nel lungo periodo.

4 ott 2016 · Tempo di lettura: min.
Cosa s’intende per terapia cognitivo comportamentale?

Quando cerchiamo uno psicoterapeuta è utile sapere qual è il suo approccio al trattamento. Fra i vari tipi di terapia disponibili, esiste quella cognitivo comportamentale. In cosa consiste?

In generale, la terapia cognitivo comportamentale ha una durata breve-media e si basa sulla risoluzione di problemi concreti e attuali. È una teoria fondata scientificamente e viene scelta soprattutto per la cura degli attacchi di panico.

La teoria cognitivo comportamentale

La terapia cognitivo comportamentale è un approccio pratico e moderno, diffusosi negli anni Sessanta del secolo scorso. Nasce dall'unione di altre due teorie: la terapia cognitiva e quella comportamentale. Nel primo caso, lo psicoterapeuta aiuta a riconoscere quegli schemi mentali che causano emozioni negative e cerca, insieme al paziente, di correggerli. Nel secondo caso, invece, la terapia comportamentale analizza le situazioni che causano il disturbo e prova a modificare le reazioni negative che accompagnano determinati eventi.

Uno dei principali teorici della teoria cognitiva fu, negli anni '60, Aron T. Beck che si focalizzò sui flussi di pensieri degli individui. Gli schemi mentali, in alcuni casi, erano i responsabili delle emozioni negative. Lo studio di questa corrispondenza portò Beck a pensare che i comportamenti e i sentimenti, e quindi alcuni problemi psicologici, sono influenzati da questo flusso di pensieri.

Le reazioni emotive, infatti, secondo la teoria cognitivo comportamentale, sono influenzate dalla nostra interpretazione degli eventi. Ogni persona può avere una diversa decodificazione di ciascun evento e rispondere in maniera diversa.

Lo psicoterapeuta che segue l'approccio cognitivo comportamentale cerca le relazioni esistenti fra i problemi e i pensieri e gli schemi mentali. Ciò che pensiamo influenza grandemente il nostro modo di sentire. Intervenire su questi comportamenti vuol dire cercar di "spegnere" le sensazioni negative.

Il trattamento

La terapia cognitivo comportamentale è una delle più utilizzate perché permette di affrontare una vasta gamma di problemi psicologici, dalla depressione all'ansia, dai disturbi della personalità ai problemi di coppia. Alcuni studi, infatti, hanno dimostrato che questo tipo di terapia ha un'efficacia simile a quella degli psicofarmaci nella cura di determinati disturbi psicologici. Tuttavia, la sua efficacia aumenta molto di più sul lungo periodo, evitando così eventuali ricadute. L'efficacia della terapia è provata scientificamente e, solitamente, con una decina di sedute è possibile riconoscere chiaramente i primi importanti cambiamenti.

Il terapeuta si concentra nel raccogliere le informazioni relative al paziente e alle cause del suo disturbo. In seguito, si occuperà di insegnarli strategie che possano ridurre l'ansia e, in generale, i pensieri che sono alla base del problema psicologico. Durante le sedute, il terapeuta cercherà di infondere fiducia al paziente ma soprattutto un maggiore controllo sul proprio flusso di pensieri. Il soggetto, infatti, deve essere sicuro di poter guarire anche grazie alla terapia. Per fare piccoli passi in avanti, inoltre, il terapeuta potrà dare al paziente dei piccoli esercizi da eseguire a casa.

Se vuoi ricevere maggiori informazioni sul tema, puoi consultare il nostro elenco di professionisti esperti in terapia cognitivo-comportamentale.

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Commenti 6
  • Mauro Settimi Bilei

    Sono in cura al SSM di Fabriano da 2001 per ansia, crisi d'ansia e attacchi di panico. Il panico non l'ho più, grazie ad una terapia da cavallo. Sulla bacheca c'è scritto che fanno la cognitivo comportamentale, ma a me non l'hanno mai fatta. Mi hanno solo imbottito di farmaci. Ora leggo che voi considerate quella terapia adatta soprattutto all'ansia. Cosa posso fare per farmela praticare. Far telefonare da qualcuno?

  • Samantha Marchetti

    Vorrei uno psicoterapeuta.

  • Fusillo tina

    Gentilissima dottoressa ho assunto per un anno 100, 150 gocce di lormetazepam per una forte ansia e la paraoxetina per attacchi di panico. Ora sto smettendo eliminando giorno per giorno levando una goccia al giorno. Però sto male, ho tachicardia, giramenti di testa, dissenteria, paure immotivate! Mi darebbe un consiglio sul come fare a stare bene? Faccio respirazione e meditazione tutti i giorni, mi giovano un po' poi l'ansia torna. La ringrazio anticipatamente!

  • maria rosa furini

    Ritengo fondamentale questo tipo di terapia in un'epoca di continui cambiamenti, noi ancorati ai vecchi schemi comportamentali dove non sappiamo più relazionarci.

  • Lisa B.

    Si, anche io vorrei sapere qualcosa di più. Grazie

  • Deborah Dal Checco

    Mi interessa in prima persona, ne vorrei sapere di più, grazie, Deborah