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Coronavirus e quarantena: cosa succederà dopo?

Alcuni studi dimostrano come quarantena e isolamento abbiano determinato in passato effetti psicologici sulla salute delle persone. È per questo importante riconoscerli per poterli prevenire

29 APR 2020 · Tempo di lettura: min.
Coronavirus e quarantena: cosa succederà dopo?

È ormai chiaro a chiunque che la quarantena sia la misura più adeguata per contrastare la diffusione del Coronavirus, più propriamente identificato con il nome di Covid-19.

Ma quali saranno i suoi effetti? Riusciremo a tornare ad una vita "normale"? Torneremo a fare quello che facevamo prima?

Queste sono le domande che ogni giorno la maggior parte delle persone si sta ponendo e alle quali probabilmente, ad oggi, nessuno ancora ha dato una risposta. È la prima volta nella storia della Repubblica Italiana che vengono adottate misure così restrittive e limitanti della vita di ciascuno che avranno effetti di grande portata non solo economici ma anche e soprattutto psicosociali. Ad ognuno è stato richiesto, infatti, un cambiamento radicale, obbligato ed improvviso degli stili di vita, che da tempo si erano fatti propri, e della libertà individuale. Da un giorno all'altro ci si è ritrovati a non godere più della presenza delle persone amate cui eravamo abituati, a rinunciare alle relazioni con altri; inoltre, lo stare forzatamente a casa può rivelarsi peggiore in caso di coppie conflittuali, violenze domestiche, convivenza in spazi ristretti.

Per queste persone infatti l'uscita di casa rappresenta un'attività atta a garantire un proprio benessere psicologico. La casa, se da un lato rappresenta un punto di riferimento stabile e sicuro, una difesa dalla malattia, dall'altro può generare e amplificare conflitti e dinamiche familiari nascoste e ignorate. Tutto questo può determinare nella popolazione generale un contesto caratterizzato da incertezza, preoccupazione ma soprattutto paura.

Quest'ultima , in realtà, potrebbe essere funzionale perché determina un innalzamento dei livelli di arousal e a prestare quindi maggiore attenzione a quelle regole igienico-sanitarie che ci vengono richieste. La perdita del proprio lavoro, della propria routine quotidiana e l'annullamento del contatto sociale determinano spesso sentimenti negativi, come demoralizzazione, senso di solitudine e di impotenza.

A questo si aggiungono fattori di stress quali paura dell'infezione, noia e senso di isolamento e preoccupazioni socio-economiche. Secondo uno studio effettuato dal Dipartimento di psicologia medica dell'università britannica King's College di Londra, in base ad esperienze di quarantene passate, gli effetti psicologici della quarantena sarebbero riconducibili a disturbi emotivi, depressione, stress, disturbi dell'umore, irritabilità, insonnia e segnali di stress post-traumatico .

È per questo importante adottare una serie di strategie e/o accorgimenti per poter contrastare queste forme di disagio psicologico, come ad esempio:

  • limitare l'esposizione ai media rispetto alla situazione attuale in quanto potrebbero essere fonte di ansia, di angoscia e di frustrazione per non aver ricevuto informazioni chiare e definite;
  • strutturare le giornate organizzando attività, suddividendo tempi e spazi nel rispetto di quelli propri e altrui;
  • dedicare il tempo a se stessi, alla cura personale, ai propri talenti e alle proprie passioni e mantenere dei contatti sociali in modo tale da ridurre il senso di isolamento.

Per placare l'ansia che sperimenta il cervello a causa dell'interruzione brusca delle sue abitudini, è importante acquisire altre nuove abitudini: lavoro in casa, svago, riposo ed esercizio fisico. Mantenere una quotidianità costante è vitale soprattutto per la socialità: chiamate, messaggi, videochiamate sono una grande risorsa nel mantenere le nostre routine e il nostro rapporto con amici, parenti, persone a noi care e per non far entrare il nostro cervello in uno stato d'allarme sperimentando uno stato di stress. L'accettazione della situazione, una maggiore consapevolezza rispetto a quello che sta succedendo risulta essere condizione necessaria per lo sviluppo di comportamenti resilienti, di adattamento e riorganizzazione della propria vita in seguito a situazioni difficili.

Scritto da

Dott.ssa Valentina Mosca

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