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Convivere con una malattia cronica

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Convivere con una malattia cronica è complesso, non sempre si arriva ad accettarla in modo spontaneo.

1 MAR 2019 · Tempo di lettura: min.
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L'approccio alla malattia cronica, nel mondo della sanità, sta cambiando. Sempre più spesso nelle pubblicazioni scientifiche viene messo in luce come gli aspetti psicologici e sociali siano importanti nella gestione della malattia.

La persona che riceve una diagnosi di malattia cronica si trova a dover riorganizzare il proprio stile di vita in virtù dei nuovi limiti che si ritrova a dover affrontare

Tali limiti, propri della malattia, devono entrare a far parte della propria quotidianità e spesso comportano delle perdite e delle rinunce più o meno importanti.

I limiti, se vissuti come imposti dall'esterno, come qualcosa che non ci appartiene e che ci impedisce di condurre la vita "come prima", non vengono accettati e portano a una convivenza con la malattia che viene vissuta come un incubo, un nemico; purtroppo invece, proprio per via della condizione di cronicità della stessa, sarebbe opportuno che si instaurasse un'alleanza con la malattia.

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A volte più essere difficile accettare i limiti imposti dalla malattia, farli propri, e le reazioni a tutto ciò possono avere diverse forme:

  • una mal gestione della cura prescritta, che a volte porta essa stessa delle invalidazioni e degli ulteriori limiti, o a sottovalutare la gravità della malattia comportandosi come se essa non ci fosse;
  • altre volte la reazione è nel verso della tristezza e dello sconforto nel dover abbandonare attività piacevoli. Tristezza che, se trascurata, può prendere la forma di un'apatia diffusa privandoci anche del piacere che possiamo trarre da altre attività;
  • diversa ancora è la reazione di sovra controllo che, se dal punto di vista medico non produce delle gravi conseguenze, dal punto di vista emotivo e sociale può diventare fortemente invalidante.

La strada dell'accettazione della malattia

Per uscire da queste difficili ripercussioni che può portare con sé la malattia cronica, bisogna imboccare la strada dell'accettazione della malattia. Ma come?

  • Affrontando i vissuti difficili di paura, tristezza e vergogna;
  • aprendo nuove possibilità di crescita indirizzando ed le proprie energie verso i valori personali;
  • vivendo la malattia come una nuova fase della propria vita.

 Articolo della dottoressa Alessa Ribilotta, iscritta all'Ordine degli Psicologi del Veneto  

Scritto da

Dott.ssa Alessia Ribilotta

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1 Commenti
  • Cristina Tumminelli

    Io sono una malata cronica da 10 anni. Sopravvivo con dolori molto forti 24 ore su 24.solo quando dormo non sento ma devo prendere dei sonniferi, altrimenti i dolori non mi fanno dormire. Non esistono farmaci di nessun tipo per le mie condizioni. E questo ha cambiato non solo la mia vita ma anche quella di mio marito (non possiamo più nemmeno avere figli: cosa che desideravamo tantissimo e ci sta dando un grosso dolore). Ho tentato il suicidio 3 volte (la terza ce l'avevo quasi fatta!) accettare? È impossibile! Ho perso troppo di me, di quella che ero, del matrimonio che avevo....

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