Considerazioni sugli attacchi di panico

Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Cosa succede quando arriva un attacco di panico? La testimonianza di un paziente aiuta nella comprensione di questi episodi

5 feb 2015 · Tempo di lettura: min.
Foto di wikipedia

Per descrivere l'attacco di panico do la parola ad un mio paziente, che lo raccontava così : "dottore, è un'angoscia improvvisa e paralizzante, in quel momento ho paura di morire, ho paura della paura, paura che diventi di pubblico dominio, ho paura di star male in pubblico e mi chiedo se il mio corpo ce la farà a sopportare tutto questo, sono terrorizzato che il corpo mi abbandoni".

La descrizione clinica dell'attacco di panico lo caratterizza come un attacco di angoscia con un inizio improvviso, accompagnato da un marcato senso di pericolo e di urgenza di allontanarsi. Un'ansia generalizzata che si abbatte ed inonda il corpo, con palpitazioni, aritmie, sudorazioni, senso di soffocamento e tremori, nausea e vertigini, depersonalizzazione e paura di morire o di avere un attacco di cuore.

Il terreno psicologico e fecondante l'attacco di panico è un luogo dove viene tenuta in prigione la libertà di vivere, la spensieratezza, e il piacere è stato bandito, esiliato, mal sopportato. La personalità è rigida, prevalgono le regole, l'autocontrollo, il senso del dovere, i divieti, la morale e questo non lascia possibilità di scampo.

Il panico con la sua tempesta emotiva entra come elemento caotico, viene a "scuoterci", è un impeto ribelle, una forza prorompente che cerca di liberarci dalla camicia di forza, dalla ripetitività, dalla vita sempre uguale a se stessa, dalla prevedibilità, dalla paura di essere come ci si sente di essere e dai binari obbligati e soporiferi.

Il sogno di Andrea

Ero con dei bambini in paese e avevamo sentito che in una villa antica abitava uno scienziato eccentrico che si narra avesse dei cani come il cerbero della divina commedia. Talmente violenti ed aggressivi che nessuno osava avvicinarsi alla villa, per paura di questa leggenda. Diversi dai cani di un'abitazione vicina dove giocavamo, che non erano famelici e non temevamo, quelli da temere erano quelli che non avevamo visto. Cercavamo di tranquillizzarci:"è impossibile che esistano dei cani così violenti ed aggressivi da aver terrore, sono sempre dei cani". Si decide di andare a vedere. La villa era un maniero in stile gotico sinistra e cupa ed era talmente grande che avevamo difficoltà a capire come entrare. O entri e suoni il campanello o salti e rischi. Io faccio il temerario e saltiamo il recinto, seguito dai miei amici. Il parco è enorme e dei cani nemmeno l'ombra. Arriviamo alla villa e sbirciamo da una finestra: non c'è nessuno. Se dovessimo andare via ora non avremmo avuto nessuna risposta e saremmo rimasti con le nostre paure. Suono il campanello. Apre un signore distinto con il sigaro e dico: dove sono i cani? Lui meravigliato della domanda chiama dei cani, due da salotto e uno da compagnia. Noi: ma dove sono i cani cattivi?

I suoi avi avevano dei cani da caccia ma non sa come era nata la leggenda dei cani cattivi. Torniamo a casa soddisfatti, pensando che a volte ci si immagina e ci si fa un'idea di una determinata cosa e poi quando si va a vedere meglio, la realtà è ben diversa da quella immaginata.

Nel racconto del sogno verso la fine della cura, Andrea da forma al cambiamento che è avvenuto dentro se. La diversità di prospettiva rispetto al suo sentire iniziale fa transitare il paziente dal pensiero limitante e chiuso in se stesso al pensiero libero, creativo e ludico.

Nella crisi di panico l'animalità, il mondo degli istinti, trascurato, maltrattato,zittito e abbandonato, si ribella e reclama il suo diritto di vita e di spazio.

La cura

Nella terapia dell'attacco di panico l'approccio comportamentale coabita con l'approccio psicodinamico e questo rende la cura efficace per la soluzione del problema.

Dott. Luciano Marchet, psicologo-psicoterapeuta, psicoanalista, sessuologo

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Dott. Luciano Marchet

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