Comunità LGTBI +: l'importanza di crearsi una famiglia al di fuori della famiglia

Ti sei mai chiesto perché è così importante formarsi una famiglia che non sia di sangue quando si è gay, lesbica, bisessuale o transessuale?

25 GIU 2018 · Tempo di lettura: min.

PUBBLICITÀ

Comunità LGTBI +: l'importanza di crearsi una famiglia al di fuori della famiglia

Nonostante esista una maggiore accettazione della comunità LGTBI + in questi ultimi anni, e nonostante soprattutto nelle grandi città sia un atto un processo di normalizzazione, rimane ancora complicato fare "coming out" a livello familiare e, talvolta, anche a livello sociale (solo pochi giorni fa l'OMS ha ritirato il concetto di transessualità dall'elenco delle malattie mentali...). Questo fa sì la persona si senta spesso orfana, perché i suoi grandi punti di riferimento non accettano la realtà, perché non possono o non vogliono riconoscere che il loro figlio appartenga a questo gruppo. Altre volte la realtà viene tenuta segreta, il che è anche peggio, perché ci si ritrova a dover nascondere la propria identità e queste persone cercano all'esterno, a livello sociale, un modo per sentirsi integrati e accettati.

La storia di Raffa

Parlerò del caso di Raffa (nome fittizio), un ragazzo che quando venne in terapia per la prima volta aveva 24 anni e viveva in una piccola città della Catalogna. Questo ragazzo ha scoperto di essere omosessuale quando aveva 16 anni. Si rese conto che, a differenza dei suoi amici, non era attratto dalle ragazze, eppure aveva una relazione molto speciale con il suo migliore amico. Si rese conto di essere innamorato di lui ma voleva negarlo a se stesso e vivere senza relazionarsi a nessuno (sentimentalmente parlando), fino a quando non si trasferì a Barcellona all'età di 18 anni per studiare all'Università. Lì incontrò molte persone e nel suo gruppo di amici della facoltà c'era un ragazzo gay che parlava apertamente del suo orientamento sessuale. A poco a poco divenne un amico intimo di questo ragazzo finché non decise di confessargli il suo grande segreto, un segreto che viveva con vergogna.

L'amico conosciuto in facoltà lo aiutò allora a incontrare varie persone della comunità LGBTI +, e in questo modo riuscì lentamente a eliminare i suoi timori, a normalizzare se stesso e a crearsi una "famiglia" che lo capiva, che la pensava come lui e che lo aiutava in tutto quello che poteva. Il punto è che diceva di sentirsi come due persone in una: quando andava a casa dei suoi genitori indossava una maschera con un'identità determinata, quella che credeva i suoi genitori avessero bisogno di vedere e sentire, quando era a Barcellona poteva invece essere se stesso. Non ha mai voluto confessare il suo orientamento sessuale a casa, ma nel frattempo mandava segnali perché i suoi genitori un giorno potessero capire. Lo raccontò a tutti i suoi amici dell'infanzia e anche a suo fratello. Tutti lo accettarono, ma sapeva che i suoi genitori non avrebbero reagito allo stesso modo. In realtà sapeva che vivendo in un piccolo paese probabilmente le voci sarebbero arrivate presto fino a loro, ma i suoi genitori non avevano mai avuto il coraggio di dirgli nulla e nemmeno lui. Suo padre continuava a chiedegli di sedersi a guardare il calcio con lui, ma Raffa si limitava a rispondere che non gli piaceva il calcio e che si era iscritto a una scuola di danza classica.

La terapia di Raffa non si focalizzava sulla possibilità di "uscire dall'armadio" perché questo non era il suo desiderio. Raffa si è concentrato sulla possibilità di essere se stesso, cosa che ha ottenuto a poco a poco nella casa dei suoi genitori e in modo più solido e veloce a Barcellona, anche se non si è mai sentito in famiglia con i suoi genitori, mentre con i suoi amici riuscì a formare un piccolo nucleo che ha vissuto come l'unico vero ed autentico.

Quindi, perché è così importante trovare una famiglia al di fuori della famiglia?

Appartenere a una comunità che è al di fuori della "norma sociale" fa sì che le persone appartenenti alla LGTBI + possano sentirsi isolate, escluse o rifiutate, sia dagli amici che invece fanno parte della "norma" sia dai membri della famiglia.

Sebbene gli amici e la famiglia accettino queste persone e non ci sia un rifiuto diretto, gli interessi che si hanno sono diversi, le attività che vengono svolte anche e persino gli argomenti della conversazione possono essere molto diversi. Tutti abbiamo bisogno di sentire "l'identità di gruppo", il sentimento di appartenenza, ecco perché i gay, le lesbiche, i transessuali, i bisessuali, etc. si raggruppano e formano un insieme differenziato dal resto.

shutterstock-334479086.jpg

Ciò non significa che non possano avere amici eterosessuali, ma è molto comune per loro avere un'altra famiglia di "uguali" in parallelo.

E perché il sentimento di appartenenza è così importante?

La ragione è molto semplice: appartenere a un collettivo, qualunque esso sia, ci aiuta a consolidare il nostro senso di identità. Condividere interessi, hobby e valori aiuta a migliorare l'autostima, ad auto-affermarsi, a riconoscersi,a darsi il diritto di sentire e pensare quel che si sente e quel che si pensa. Quindi, se tutto questo migliora, migliora anche la qualità della nostra vita.

L'identità collettiva è in realtà molto più forte dell'identità individuale, ed è per questo che è così importante che le persone che appartengono al collettivo LGTBI + si sentano parte di una comunità.

Vorrei concludere questo post parlando di un caso molto famoso, quello di Ricky Martin. Ha trascorso gran parte della sua carriera combattendo le voci sulla sua presunta omosessualità e solo pochi anni fa ha deciso di confrontarsi apertamente con la realtà. Ora si è giunti ad ammettere che ha trascorso molti anni privo della libertà, dal momento che negava la sua identità, e ora dice di sentirsi libero perché è riuscito ad amare se stesso e a non nascondersi più. Per anni si è chiuso nell'armadio e ha fatto sì che altre persone lo facessero con lui ma ora è consapevole del fatto che si tratta un errore perché la sua vita è cambiata completamente da quando si è aperto (e le cose non sono peggiorate). Ha rimosso un gran peso dalle sue spalle e il cantante ha persino detto che vorrebbe che anche i suoi figli fossero omosessuali. Non spiega il perché, ma suppongo che potrebbe essere relazionato con il fatto e la consapevolezza di poter essere una famiglia in tutti i sensi per i suoi figli.

Articolo di Encarni Muñoz Silva pubblicato su MundoPsicologos.com

Se hai bisogno di ulteriori informazioni su questo tema, consulta il nostro elenco di professionisti specializzati in coming out.

PUBBLICITÀ

psicologi
Linkedin
Scritto da

GuidaPsicologi.it

Lascia un commento

PUBBLICITÀ

ultimi articoli su orientamento sessuale