Compagni di viaggio al tempo di pandemia

Ansia e insonnia sono due "compagne di viaggio" che ricordano che non è possibile abbassare la guardia, che si è in uno stato di allerta: sono segnali fisiologici di ipervigilanza...

3 GIU 2020 · Tempo di lettura: min.

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Compagni di viaggio al tempo di pandemia

L'isolamento, la permanenza forzata in casa, la paura di essere contagiati, la stretta al cuore nel sentire il numero aggiornato dei deceduti: sono tutte "armi che torturano" la mente e il corpo. In modo particolare, gli stati ansiosi generalizzati e le difficoltà ad addormentarsi, i risvegli notturni vengono prodotti o acutizzati dall'attuale situazione legata alla pandemia. Ansia e insonnia sono due "compagne di viaggio" che ricordano che non è possibile abbassare la guardia, che si è in uno stato di allerta: sono segnali fisiologici di ipervigilanza che esprimono che l'organismo è in difficoltà nel processo di adattamento ai cambiamenti di questi giorni. Quando l'adattamento non è ottimale allora emerge l'angoscia fallimentare.

Come è possibile amplificare la capacità di adattamento? e potenziare anche la capacità di resilienza di fronte agli eventi stressanti? Chi non ha maturato una sufficiente capacità di resistenza prima d'ora, questo è il momento in cui la sta sviluppando.

Le indicazioni sono quelle di partire da ciò che già si sa fare e si è soliti fare. Ogni individuo metterà in atto le strategie di coping che già ha utilizzato o ne sperimenterà di nuove. Per mantenersi nello "stato di salute", bisogna sforzarsi di rimanere agganciati al quotidiano concreto, recuperandone la motivazione e la bellezza. Accanto all'ancoraggio al quotidiano, non bisogna dimenticare di dare spazio ai dettagli creativi, che sono quelli che rendono la routine "diversa" ogni giorno: sperimentare cose nuove o sperimentare forme nuove, per contattare la novità nutriente e l'inedito che stupisce.

Come suggerisce Bessel Van der Kolk, psichiatra olandese, uno dei più importanti pionieri nella ricerca e nel trattamento dello stress traumatico, per non bloccare l'energia fisiologica, raccomanda di muoversi (valorizzando il muoversi anche dentro casa) per evitare che l'energia inespressa diventi aggressività o rabbia. Inoltre, per aumentare il senso di sicurezza, suggerisce di comprendere cosa placa la persona, cercando qualcosa che funga da sostegno: per esempio avere un animale domestico vicino, un cane o un gatto, toccare un oggetto specifico, ascoltare quella canzone, leggere un libro, sentire il proprio respiro.

Ritengo che sia necessario attuare delle controtendenze all'isolamento, quindi tenersi il più possibile in contatto con parenti, amici e colleghi, ma anche con le persone che abitano nello stesso stabile o quartiere, per mantenere viva la rete sociale informale.

Come insegna la pratica della Mindfulness, quando affiorano parti di sè fragili, sofferenti, arrabbiate o intimorite, parti che definiamo e viviamo come "strane e straniere", è necessario accoglierle in modo compassionevole, senza rimproverarsi o criticarsi, né sentirsi in colpa per averle provate.

Aggiungo che forse è anche il tempo giusto per scoprire o ritrovare la propria dimensione di fede, in una pratica religiosa, in un credo, in sè stessi, con la fiducia che questo periodo ignoto porterà a "nuovi compagni di viaggio", nuovi apprendimenti e nuovi modi di stare nel mondo.

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Scritto da

D.ssa Stefania Lo Nigro

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