Commettere errori è fondamentale per il nostro cervello

Durante il processo di apprendimento, una parte del nostro cervello ci mostra gli sbagli che commettiamo e li memorizza per evitare che si ripetano in futuro.

26 NOV 2018 · Tempo di lettura: min.

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Commettere errori è fondamentale per il nostro cervello

«Le persone perfette non combattono, non mentono, non commettono errori e non esistono», Aristotele.

“Sbagliando s’impara” ci dicevano a scuola. Per molti è difficile accettare di aver commesso un errore, eppure sbagliare ci permette di incrementare le nostre conoscenze. Lo studio di una nuova lingua ne è un esempio. Se non abbiamo il coraggio di fare errori, difficilmente riusciremo a superare gli ostacoli, fino a parlare fluentemente una seconda lingua.

Secondo gli studiosi dell’Università Johns Hopkins (USA), il nostro cervello impara un compito motorio più velocemente la seconda o la terza volta, non solo per una ragione legata alla memoria del compito in sé, ma anche grazie agli errori commessi durante l'apprendimento.

Sembrerebbe, dunque, che la "macchina didattica" del cervello impara sbagliando, ovvero facendo predizioni e imparando dai suoi errori, aiutandoci, così, ad eseguire complesse azioni motorie  

I risultati dello studio

I ricercatori dell’Università Johns Hopkins hanno eseguito uno studio, pubblicato sulla rivista Science Express, in cui un gruppo di volontari sono stati invitati a compiere alcune azioni utilizzando un joystick.

Lo studio dell’attività cerebrale dei partecipanti ha messo in luce dati molto interessanti. Nell'apprendimento di un nuovo compito motorio sembrano esserci due processi in atto contemporaneamente, afferma Reza Shadmehr, Ph.D., professore nel Dipartimento di ingegneria biomedica presso la Johns Hopkins University School of Medicine: uno, che immagazzina le novità, impegnandosi nell'apprendimento dei comandi motori; l’altro che si dedica agli errori, memorizzando gli sbagli che sono più degni di attenzione.

Questo secondo processo lascia un ricordo degli errori che si sono verificati, rendendo le esperienze successive migliori e più veloci. Il cervello, notando le differenze tra come si aspettava che l’azione corretta si dovesse svolgere e come effettivamente si è svolta, usa queste informazioni per eseguire l'attività più agevolmente, la volta successiva. Queste piccole differenze sono definite scientificamente "errori di predizione" e il processo di apprendimento è in gran parte inconscio.  

Questo studio rappresenta un passo significativo verso la comprensione di come apprendiamo un'abilità motoria. I risultati possono migliorare le strategie di riabilitazione del movimento per i molti che hanno subito ictus e altre lesioni neuromotorie.

Come possiamo utilizzare questa informazione nella nostra vita quotidiana? Ecco alcuni consigli per imparare ad accettare i nostri sbagli e per poter apprendere più rapidamente.

  • Essere consapevoli dei propri errori: spesso non vogliamo ammettere, nemmeno a noi stessi, di aver sbagliato. Così ci convinciamo di saper fare bene qualcosa mentre non è necessariamente vero. Accettare la possibilità di migliorare è il primo passo per poter ammettere l’errore e, di conseguenza, imparare a superarlo.
  • Gli sbagli non devono minare l’autostima: proprio come ci suggerisce lo studio dell’Università Johns Hopkins, gli errori sono fondamentali nel processo di apprendimento. Per questo motivo è fondamentale non legare l’immagine che abbiamo di noi stessi agli errori commessi. È impossibile riuscire perfettamente in ogni cosa, ma è, invece, possibile focalizzarci sulle possibili soluzioni, lasciando che il cervello produca migliori risultati.
  • Circondarsi di persone che ci aiutano a imparare: anche se a volte lo dimentichiamo, abbiamo la possibilità di imparare sempre qualcosa di nuovo da ciascuna delle persone che ci è vicina. Amici, parenti, conoscenti, ognuno possiede informazioni che a noi mancano, ma è indispensabile mettersi nella posizione di imparare, evitando di andare in chiusura. Le interazioni sociali aiutano ad apprendere più rapidamente. Un esempio? Studiare con i compagni di università, così da favorire uno scambio di informazioni e di risoluzione degli errori.
  • Evitare eccessi di perfezionismo e concedersi qualche errore in più, perché sbagliando s’impara!

Con i risultati dello studio dell’Università Johns Hopkins, dunque, abbiamo un elemento in più per evitare di essere troppo perfezionisti e per “concederci” qualche errore in più. E ricorda: sbagliando s’impara!

 Articolo corretto e rivisto dalla dottoressa Luisa Ghianda  

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