Come viene scelto il capro espiatorio nelle famiglie disfunzionali?

In una famiglia disfunzionale, fare di un membro della famiglia il capro espiatorio aiuta un genitore a mantenere il controllo.

20 MAG 2021 · Tempo di lettura: min.

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Come viene scelto il capro espiatorio nelle famiglie disfunzionali?

In caso di violenza verbale, il capro espiatorio ritorna con grande regolarità. In una famiglia con un genitore controllante o manipolare, il capro espiatorio è uno strumento efficace per mantenere il controllo sulle interazioni e sui comportamenti di tutti i membri del nucleo stesso.

Come ha sottolineato il ricercatore Gary Gemmill, il capro espiatorio consente al genitore di pensare che la famiglia sia più sana e funzioni meglio di quanto non succeda in realtà. Se non fosse per quella persona - ovvero il capro espiatorio - la famiglia sarebbe perfetta e la vita sarebbe felice.

Un altro studio di Zachary R. Rothschild, e altri studi, hanno dimostrato che individuare un capro espiatorio consente alla persona di ridurre al minimo il suo senso di colpa e il suo senso responsabilità per un risultato negativo: dà un maggiore senso di controllo perché c'è sempre un altro colpevole di un ipotetico cattivo risultato. Un esempio?

L'auto di famiglia che viene danneggiata di notte mentre è parcheggiata nel vialetto. Un incidente che può capitare. Ma il genitore che cerca sempre un colpevole o un capro espiatorio non interpreterà l’evento in questi termini: si concentrerà sul fatto che Jack ha guidato l'auto per ultimo e non l’ha parcheggiata nel luogo più opportuno, rendendo il vandalismo molto più facile. Nella storia, Jack sarebbe effettivamente il responsabile anche se non lo è. Ecco come funziona il capro espiatorio.

Chi diventa un capro espiatorio?

In molte famiglie, il capro espiatorio è un ruolo permanente. Ecco il racconto di Roberta.

"Il mio fratello di mezzo, Andrea, era il capro espiatorio perché ha sempre risposto e resistito alle manipolazioni di mia madre. Era ironico, atletico e aveva un bell'aspetto. Prendeva anche dei buoni voti, ma mia madre non sopportava il fatto che lei non potesse contenerlo come riusciva a fare con me e i miei due fratelli più piccoli. Il resto di noi non reagiva, cercando di rimanere il più neutrale possibile in modo che nostra madre non si rivoltasse contro di noi. Tom è andato via di casa a 18 anni, si è iscritto al college, poi alla facoltà di legge e 10 anni fa ha smesso di parlare con i nostri genitori. Una pecora nera di grande successo. Io lo vedo ancora, ma mia sorella e mio fratello hanno troppa paura , anche da adulti, di far arrabbiare mia madre. Anche se non ero io il capro espiatorio, ho un sacco di problemi che devo affrontare in terapia. Ho passato tutta la mia infanzia e tutta la mia vita sulla difensiva”.

Vi proponiamo un ‘altra storia.

“Secondo mia madre, tutto quello che è andato storto nella sua vita è colpa mia. Sarebbe stata la mia nascita ad averla allontanata da mio padre che ha finito per chiedere il divorzio. Questa non è la storia che racconta mio padre, ovviamente, e io avevo 7 anni quando se ne andò. Non si è mai risposata. Idem per il suo lavoro, non è mai salita di grado: secondo lei anche questo era colpa mia. Quando avevo 30 anni, sono entrata nello studio di un professionista e ho finito per confrontarmi con mia madre che ha negato tutto questo. Ha sempre cercato di manipolarmi. La sua incapacità di assumersi la responsabilità delle sue azioni e delle sue parole mi fa impazzire.

Come viene scelto il capro espiatorio?

Vi proponiamo dei modelli che, ci teniamo a precisarlo, non sono scientifici ma che potrebbero comunque essere di interesse per capire alcune dinamiche. Alcuni di loro sono più evidenti di altri.

1. Il resistente o il ribelle

Poiché ogni abuso verbale riguarda il controllo e lo squilibrio di potere, non sorprende che il bambino che non partecipa al gioco di potere e che non si lascia sopraffare sia scelto ed emarginato per questo. Questo modello fa eco alla storia di Roberta e di suo fratello Andrea.

2. Il sensibile

La persona sensibile dà all'aggressore un'ondata di potere: sarà molto più soddisfacente se il capro espiatorio risponde e reagisce davvero. Inoltre, consente al genitore di giustificare questo atteggiamento come necessario per "indurire il bambino" o per portarlo a "smettere di essere troppo sensibile".

Questo accade sia ai figli che alle figlie ed emerge come un forte modello di ruolo in molte famiglie, sfortunatamente. Altri bambini fanno il possibile per sopprimere e non dare a vedere tutte le loro reazioni emotive, il che li protegge ma provoca un diverso tipo di danno.

3. L'intruso

Specialmente in alcune famiglie, individuare un bambino come “intruso” dipende da quanto sia diverso dagli membri, dagli altri suoi figli e dagli stessi genitori. È dunque semplice scaricare la colpa su di lui. Nella narrativa familiare, questo bambino di solito ha l'onere della responsabilità se la famiglia è difficile da gestire o qualsiasi altro problema che si dovrebbe affrontare.

4. Il promemoria

Ciò accade più spesso con i bambini di figli divorziati che assomigliano o si comportano come l'ex coniuge di uno dei genitori. Viene trattato come tale perché è (o sarebbe, per meglio dire) una pecora nera o appunto perché ricorderebbe qualcun altro. Le frasi più tipiche?

"Sei come tuo padre, irresponsabile e pigro".

Ecco un altro esempio:

"Da bambino, non riuscivo a capire perché ero sempre da biasimare e mia sorella, invece, sempre favolosa. Ero uno studente modello. Poi capii il perché. Mio padre ha commesso il peccato di lasciare mia madre e di risposarsi felicemente. Io da parte mia ho commesso l’errore di assomigliargli: alto, magro, scuro e intellettuale. Mia sorella invece è il clone di mia madre”.

Se hai vissuto dinamiche di questo genere e se pensi di aver bisogno di supporto, ti consigliamo di rivolgerti a un professionista.

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Bibliografia

  • Gemmill, Gary. “The Dynamics of Scapegoating in Small Groups, Small Group Research (November, 1989), vol, 20 (4), pp. 406-418
  • Rothschild, Zachary R., Mark J. Landau, et al. “A Dual Motive Model of Scapegoating: Displacing Blame to Reduce Guilt or Increase Control,” Journal of Personality and Social Psychology (2012), vol. 102(6), 1148-1161.

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Commenti 6
  • MARIA GRAZIA SALI

    I O SONO DIVENTATA IL CAPRO ESPIATORIO DELLA PRIMOGENITA PER ESSERMENE ANDATA NEL 1965 DOPO AVER FATTO E VINTO UN CONCORSO PER L'ALLORA COMUNITA' ECONOMICA EUROPEA...CHE NEL 1994 MI SALTO' ADDOSSO PER FARMI PAGARE LA MIA PARTE DELLE RETTE DELLA CASA DI RIPOSO DOVE AVEVANO DEPOSITATO LA MAMMA SENZA DOMANDARE IL MIO AVVISO...ETC....COSI' EBBE LA SCUSA DI INTASCARE TUTTA L'EREDITA' (poca) SICURA CHE DEKA MIA NON VEDRA' L'OMBRA ..ETC.... HA CONTAMINATO SUO MARITO E LE DUE FIGLIE... CON I SUOI URLI ISTERICI...ETC...

  • Barbara rossi

    Eccomi un molto' jack " e un po perché assomiglio a mio padre,sempre triangolato con me da non capire che lui faceva il gioco delle due covert.Una la matriarca e l'altra l'estessione di essa,io il capro espiatorio naturalmente mio padre contro di me, incitato dalle due.che schifo di famiglia.

  • Rosalba

    Potrei essere io il soggetto "negativo" che trova il capro espiatorio, però secondo me, ignorante in materia, questo articolo è molto superficiale, bisognerebbe essere più equi e attenti nel tracciare qualsiasi profilo. Così si rischia di creare vittime colpevoli e non mi sembra molto professionale.

  • Lucia Provenzale

    Se il soggetto aggressivo verbalmente è un figlio ed uno dei genitori (in genere la madre) è il capro espiatorio, quale lettura bisogna dare? E come comportarsi?

  • Roberto filippi

    Quando si dice in questo articolo: "Un altro studio di Zachary R. Rothschild, e altri studi, hanno dimostrato che individuare un capro espiatorio consente alla persona di ridurre al minimo il suo senso di colpa e il suo senso responsabilità per un risultato negativo: dà un maggiore senso di controllo perché c'è sempre un altro colpevole di un ipotetico cattivo risultato." Si pensa solo a persone della famiglia, mentre si potrebbe estendere a persone fuori della famiglia nella fattispecie gli insegnanti con cui i figli hanno problemi, in questo caso vedere in loro il problema riduce il senso di colpa trovando dell'insegnante, che diviene il nemico esterno, una causa dei problemi interni che magari trovano nel figlio proprio la vittima.

  • Loredana Scursatone

    Mia madre, personalità border-line, ha sposato mio padre più vecchio di lei di 20 anni, narcisista, manipolatore, dissociato e violento) nonostante tutti l'avessero messa in guardia dal fatto che stesse commettendo un errore. Dopo pochi mesi di matrimonio si è trovata di fronte alla realtà, cioè che si trovava in un inferno, ma era già incinta. Sono nata io, ma anche se non fossi nata non sarebbe riuscita lo stesso a rinunciare al matrimonio: dipendenza affettiva, difficoltà a comprendere la realtà, inaccettabile socialmente il divorzio all'inizio degli anni 70... il capro espiatorio perfetto ero io, nata pure femmina a fronte del fatto che mio padre odiasse le donne. Dopo tre anni è nato mio fratello, il maschio che aveva il compito di riscattare ciò che invece io vevevo rovinato. Io ero responsabile di tutta la infelicità possibile, lui l'unica fonte di orgoglio. A distanza di anni posso dire che a lui è andata peggio: io ho avuto la possibilità di prendere le distanze e di affrontare in un contesto terapeutico quello che era questo modo, lui ha faticato molto di più e non ha mai avuto il coraggio di rivolgersi agli specialisti. Non posso dire di aver fatto meglio di lui, ma credo che la consapevolezza del nostro vissuto sia molto differente a causa dei nostri percorsi

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