Come superare il dolore per la fine di una relazione

Spesso paragonata alla sofferenza causata da un lutto, la fine di una relazione viene affrontata in maniera diversa da ogni persona, anche se in tutte le storie ci sono tratti comuni.

18 OTT 2013 · Tempo di lettura: min.

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Come superare il dolore per la fine di una relazione

"È meglio aver amato e perduto, che non aver mai perduto niente" scriveva il poeta Alfred Tennyson. Questa frase entrata nel linguaggio comune e dalla chiara connotazione positiva si scontra spesso con il dolore che molte persone provano, durante la propria esistenza, a causa della fine di una relazione. Spesso paragonata alla sofferenza causata da un lutto, questa situazione viene affrontata in maniera diversa da ogni persona, anche se, in tutte le storie ci sono tratti comuni che portano alla fase di accettazione della separazione e a riprendere il corso naturale della propria vita.

Superare il dolore ha come fattore indispensabile il tempo, anche se è possibile mettere in pratica alcune strategie per alleggerire il sentimento di sofferenza.

Le fasi della fine di una storia

Numerosi psicologi, attraverso gli studi del medico psichiatra Elizabeth Kubler-Ross sul lutto, hanno paragonato la fine di una storia d'amore alla perdita di una persona cara. L'elaborazione di entrambe le situazioni, infatti, avverrebbe nella stessa maniera.

La raccomandazione principale è quella di non evitare il dolore, ma far passare il tempo necessario affinché si possa rielaborare l'accaduto.

Per superare il malessere, secondo la psichiatra, bisogna affrontare le cinque fasi relazionate con la perdita. Queste possono accavallarsi, presentarsi più volte e svanire in tempi diversi a seconda della persona e dell'intensità delle emozioni.

  1. Negazione. La reazione immediata quando una storia finisce è quella del rifiuto della realtà. È la fase in cui ci si protegge dall'infrangersi dei progetti e dei sogni che si erano costruiti con la persona amata. Serve ad ammortizzare il dolore di una notizia improvvisa che pian piano porterà la persona ad aprirsi verso un maggiore ordine.
  2. Rabbia. Nel momento in cui ci si rende conto della separazione, i primi sentimenti che affiorano sono la rabbia e il risentimento. Queste emozioni vengono direzionate verso tutto e tutti indistintamente, ed è la reazione più difficile da gestire per chi si trova vicino alla persona che soffre. La famiglia e gli amici devono cercare di capire che la rabbia scaturisce dal senso di abbandono e che non è realmente destinata alle persone vicine.
  3. Patteggiamento. Fra la rabbia e le lacrime si cerca di stringere un patto con sé stessi, provando a cercare le cause della separazione e ad affrontare la fase traumatica.
  4. Depressione. Quando scompare completamente la negazione e si va verso la fase di accettazione, si passa per un periodo di profonda tristezza. Per quanto le persone vicine pensino che mostrare i lati positivi della situazione possa aiutare, la cosa migliore da fare è lasciare che venga espresso il dolore anche attraverso la tristezza. In questo momento l'unico aiuto possibile è l'ascolto.
  5. Accettazione. L'ultima tappa non è da confondere con una fase di felicità, ma rappresenta semplicemente la calma dopo la tempesta. La persona che ha subito la separazione si trova in uno stato di relativa quiete e pace da cui si avvia la ripresa.

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Fonte wikihow.com

Alcuni consigli per mitigare il dolore

Il superamento di una perdita amorosa ha le sue fasi da cui non si può sfuggire, la cui durata varia a seconda della persona. Tuttavia può essere utile mettere in pratica qualche piccolo consiglio in modo da alleggerire il carico e riprendere in mano le redini della propria vita. Prima della vera e propria fase dell'accettazione, è indispensabile accettare di soffrire. Evitarlo, oltre che difficile è controproducente. Imparare a conoscere e accogliere le emozioni negative è il primo passo per poter superare la fase della negazione, evitando di rimanere legati al passato.

Se si accetta il dolore è importante rendersi conto che esistono motivazioni relazionate con la rottura che non si possono capire o controllare. Sentirsi in colpa senza un motivo reale può solamente tardare la fase di recupero. Per poter raggiungere questo stadio è utile "guardarsi dall'esterno" cercando di mettersi in un punto neutrale rispetto al problema. In questo modo si può uscire dalla situazione di prigionia che si è creata per poter guardare le proprie emozioni e la situazioni in modo diverso.

Per questo può essere molto utile scrivere. È un buon metodo per sfogare la rabbia o accelerare la fase del patteggiamento. Si può ad esempio fare una lista delle cose positive della relazione e di quelle che hanno portato alla fine della storia, in modo da poter apprendere dai propri errori e allo stesso tempo eliminare il senso di colpa.

Insieme allo scrivere può essere molto utile parlare ed esprimere le proprie emozioni invece di reprimerle. In alcuni casi è di grande aiuto intraprendere il percorso di accettazione con un terapeuta.

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Scritto da

Paola Giura

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10 Commenti
  • Luigi caruso

    Per la gelosia paranoica ho perso l'ennesima donna, soffro e mi rendo conto che ho bisogno di aiuto.

  • Irene

    Da quanto mia nonna è andata via, nel 2001, ho sempre avuto difficoltà ad elaborare il distacco, ma la vita è andata avanti e in un modo o nell'altro, ho dovuto riorganizzarmi. Penso che il tempo sia l'unica soluzione: prendersi il tempo per il dolore, chiudendosi in casa a piangere e pensare alla cose belle vissute insieme; prendersi il tempo per riflettere sul perché la storia sia finita, ammettendo i propri limiti e quelli dell'altra persona; prendersi il tempo per riprendere la vita in mano dedicandosi a se stessi con sport, lettura, lavoro, shopping, passioni, hobby. Piano piano con la presenza della famiglia e degli amici, si inizia a vivere una nuova vita e, siccome la vita è straordinaria, solo quando saremo pronti, riusciremo a vederla e a guardarla con occhi nuovi e le nuove occasioni si presenteranno a noi. Facciamo tesoro di ciò che abbiamo provato e sentito e non condanniamoci troppo, perché se una storia finisce si ha sempre torto e ragione al 50%. E soprattutto, se una storia d'amore finisce, evidentemente non era quella giusta o per noi o per il partner. Purtroppo adesso devo iniziare nuovamente dalla fase 1. Ciao

  • Sonia

    Ciao, io ho lasciato il mio fidanzato, più grande di me dopo quasi quattro anni di tira e molla. Ho 35 anni e lui 56, io volevo sposarmi lui no, volevo un figlio lui no...mi sono allontanata dalla mia famiglia, ho perso tutte le mie amicizie e adesso mi ritrovo sola e la cosa più brutta e che lui è il mio capo e sono costretta a vederlo tutti i giorni... non so che fare sono disperata.

  • Selago Comparozzi

    Denis...ti capisco benissimo! Anche io sto attraversando questa fase dove i "ricordi" presenti ovunque (soprattutto se hai vissuto intensamente i momenti con la tua ex) e il terrore di incontrarla con un altro è sempre vivo dentro...ma in questi casi l'unica soluzione sperimentata e funzionante è quella di leggere più libri possibili sull'argomento per aiutarti a metabolizzare il dramma che stai vivendo! Le soluzioni più intelligenti per avviarti alla "guarigione" sono: leggere, appunto (ti consiglio "riprendi il Tuo potere"), ed accettare un aiuto di un/una buon/a terapeuta specializzato/a sulla coppia e sulla dipendenza affettiva. A parer mio (e te lo dice uno che sta sulla tua stessa barca!). Ti sconsiglio soluzioni "fai da te" e soprattutto elabora la rabbia senza soffocarla in quanto, inevitabilmente, si ripresenterá all'interno del tuo prossimo rapporto a discapito, magari, di una Donna che non merita di pagare un conto non suo! Vivi il tuo dolore ma senza risentimenti...tu probabilmente hai generato e donato Amore e nn devi rimproverarti nulla...lei ha fatto la sua scelta e se hai fatto il possibile per creare un'altra opportunità e non è andata In porto, non puoi far altro che lasciare andare senza rimproverare nulla e proponiti, con pensieri positivi, per accogliere una persona che ti accetti per quello che sei...a patto che anche tu faccia la tua parte nel pieno rispetto! In bocca al lupo e affidati ai consigli dei componenti di questi forum perché sentirsi a "casa" in situazioni così drammatiche aiuta tantissimo. In bocca al lupo e buona vita!

  • Denis Corrain

    Non sono d'accordo! La separazione è la fine! Si sta male e assicuro che anche con gli antidepressivi non risolvi una cippa di niente! È la morte di chi ama e ha amato, che ha vissuto i suoi giorni solo esclusivamente per la persona amata e che vede andarsene insieme alla propria vita! La incontrerai mano nella mano con chissà chi, il suo corpo tra le braccia di un altro e magari scoprirà il vero piacere sessuale. Cose che ti girano per la testa di giorno e ti esplodono dentro di notte non facendoti dormire. Ogni cosa ti parla di lei, ogni odore lo colleghi a lei. Le foto ti spaccano il cuore e subentra l'ansia. Scrivere? Cazzo! dovrei scrivere una lista tipo quella della spesa per non dimenticare di essere stato un cattivo uomo e di averla persa per sempre.

  • catia mengaccu

    Io ho affrontato la fine di una storia molto importante, di 8 anni, con l'aiuto di un terapeuta..con il senno di poi posso dire che le fasi sono effettivamente quelle..e il percorso non è né breve né facile..io personalmente sono stata in terapia circa 9 mesi...mi ha aiutato moltissimo ad effettuare dei passaggi che erano fondamentali..ho sofferto tanto..pianto tantissimo ...pur non essendone consapevole sono passata attraverso una vera fase di depressione ..si dorme poco, si mangia ancora meno..si perde peso...e poi qualcosa inizia a cambiare , qualcosa si muove dentro. oggi a distanza di più di un anno da questo percorso io sono una persona nuova e posso dire che passare attraverso quel dolore è essenziale per superarlo. non c'è altra via, ma se ne esce, provati, ma certamente rinnovati.

  • danilo zanet

    Tutto quanto scritto e corretto tecnicamente, solo che adattarlo alla realtà diventa difficile, soprattutto quando vivi con una persona per tanti anni cercando di lasciar correre anche delle cose che ti fanno male dentro pur di vivere una vita "serena" sopratutto per i figli. Comunque un plauso a chi cerca, sinceramente, di aiutare a migliorare certe situazioni.

  • 3404001680

    Ha ragione il ragazzo Quando dice di non saper dove mettersi le mani

  • 3404001680

    È' facile parlare , e' molto difficile accettare ciò che è successo a me

  • Giordana

    Leggerle questi "consigli" e' facile, ma viverli sulla propria pelle un po' meno, soprattutto dopo 31 anni vissuti con la stessa persona. E volersi continuamente aggrappare alla speranza di poter ricostruire un rapporto, anche quando sai che l'altro dice di essersi innamorato di un altra, (il solo dirlo mi fa star male e' come ricevere un pugno nello stomaco). Non so piu' dove sbattere la testa, mi sento sola ed ho paura di dover restare da sola.

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