Come stabilire degli obiettivi sani e funzionali?

Gli obiettivi sono degli step intermedi all’interno di un progetto più ampio. Devo aver chiara la direzione ultima e fissare degli obiettivi coerenti con essa.

5 OTT 2017 · Ultima modifica: 26 GEN 2018 · Tempo di lettura: min.
Come stabilire degli obiettivi sani e funzionali?

Gli obiettivi sono degli step intermedi all'interno di un progetto più ampio. Devo aver chiara la direzione ultima e fissare degli obiettivi coerenti con essa.

Posso quindi considerare gli obiettivi dei mezzi che mi accompagnano mentre realizzo il mio progetto di vita e di lavoro.

Sono due i fattori chiave, nel processo di definizione degli obiettivi, che se non gestiti adeguatamente, creano intoppi e frustrazione:

L' INVESTIMENTO EMOTIVO:

  • quanta importanza attribuisco al raggiungimento dell'obiettivo?
  • quale significato dò all'obiettivo in rapporto al mio valore personale? (se ottengo questo….allora vuol dire che sono…e di conseguenza se non lo ottengo…allora…)
  • quanto sono in grado di contestualizzare e relativizzare il mio obiettivo in funzione di tutti gli aspetti importanti della mia vita? (l'obiettivo è una fetta della mia vita, non deve mettere in discussione famiglia, relazioni, tempo libero, salute, ecc.)
IL COINVOLGIMENTO PRATICO:
  • qual è il mio impatto reale sulle attività da compiere per arrivare all'obiettivo?
  • quanto dipende da me e quanto dagli altri?
  • se modifico il mio grado di impegno nell'attività questo ha un impatto sul raggiungimento dell'obiettivo o è indifferente? (se il mio obiettivo è che la mia squadra del cuore vinca il campionato, qual è il mio reale coinvolgimento pratico ed impatto sulla vincita o sulla perdita delle partite?)
1)La situazione del quadrante n. 1 è proprio quella del tifoso di una squadra che mette tanto investimento emotivo nell'obiettivo, ma in realtà il suo reale coinvolgimento nell'attività è praticamente zero. O la situazione del genitore che vuole che il figlio superi l'esame, ma qual è il suo reale impatto sull'attività?

2)La situazione del quadrante n. 2 è la più rischiosa; se non gestita tende a condurre al burn-out, all'esaurimento poiché le persone che agiscono secondo questa attitudine, tendono a vedere ogni obiettivo come la vita o la morte. C'è un totale coinvolgimento emotivo e pratico e non si dà spazio a null'altro.

Il problema è che quando falliscono nel raggiungimento di uno scopo che si sono date, queste persone possono essere in una condizione di totale esaurimento psico-fisico e in seguito tenderanno ad evitare di impegnarsi nuovamente in un'attività (non voglio più sentir parlare di obiettivi, aspirazioni, ecc). Rischia di essere un PUNTO DI NON RITORNO:

  • SO COSA NON VOGLIO PIU'
  • NON HO CHIARO COSA VOGLIO
  • C'E' IL DESIDERIO VAGO DI FAR QUALCOSA
  • SONO BLOCCATO

Il problema è che questa situazione frena tantissimo nella crescita personale e professionale. Inoltre se e quando mi rimetto in gioco, lo farò ancora nell'unico modo totalizzante che conosco, alimentando nuovamente la spirale del burn-out.

3)La situazione del quadrante n.3 è una situazione con il livello di importanza ridotto al minimo, senza attaccamento ed aspettative eccessive. Ad esempio compro un biglietto della lotteria da 5 euro, e tento semplicemente la fortuna, non mi impegno più di tanto e non ho particolari aspettative di successo.

4)La situazione del quadrante n.4 è la migliore poiché riflette un adeguato coinvolgimento pratico nell'attività che mi porta all'obiettivo: quello che faccio è direttamente correlato ai risultati che ottengo ed il grado di coinvolgimento emotivo è sotto controllo, non è eccessivo, non c'è attaccamento. Mi impegno nell'attività, ma non metto in discussione il mio valore personale. Se non raggiungo quell'obiettivo, la mia vita va avanti lo stesso. La mia autostima e la mia identità non sono messe in discussione. Scelgo io le mie regole, non faccio in modo che "le regole decidano per me".

Scritto da

Anonimo-168532

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