Accesso Psicologi Registra il tuo centro gratis

Come smettere di criticarsi troppo

<strong>Articolo rivisto</strong> dal

Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Possediamo tutti due voci interne: una che ci critica e un’altra che si prende cura, una che ci tira su e un’altra che ci butta giù... Hanno entrambe un ruolo.

23 SET 2019 · Tempo di lettura: min.
Come smettere di criticarsi troppo

Possediamo tutti due voci interne: una che ci critica e un'altra che si prende cura; una che ci tira su e un'altra che ci butta giù. Hanno entrambe un ruolo. La voce interna che si prende cura ha il compito di stimolare la compassione per sé e l'incoraggiamento, mentre quella che ci critica ci guida nel comprendere quando stiamo sbagliando e cosa va fatto per sistemare le cose. Ma molte volte questa voce in alcuni di noi diventa un vero e proprio strumento di autoflagellazione inducendo forte senso di colpa e vergogna. Questo provoca un'alterazione dell'equilibrio interno. In questo caso la voce accudente assumerà un ruolo estremamente secondario con degli effetti negativi sulla valutazione di sé e la propria resilienza.

Come ripristinare questo equilibrio?

In primo luogo va riconosciuto in che modo funziona la critica verso se stessi, in che modo opera dentro di te. Fai caso a qualsiasi negazione o minimizzazione del dolore, dei tuoi bisogni e dei tuoi diritti. Riconosci e osserva quanto i tuoi pensieri sminuiscono i risultati ottenuti con il tuo impegno: "Si è trattato di pura fortuna….."; " Avrebbe potuto farlo chiunque"; " Ho fallito molte altre volte". Diventa osservatore di tutti quei pensieri che sminuiscono il tuo valore e la tua persona.

  • Comincia a riconoscere quanto la rabbia verso di te è esagerata rispetto alle situazioni

Quella rabbia sembrerà la voce di qualcuno che ti fa la morale con frasi come: "Ti dovresti vergognare", "Sei un fallimento". Sganciati da questi pensieri, osservali come fossero lontani e collocali nella categoria di auto-critica controproducente. Quando prendi coscienza del tuo dialogo interno con la parte critica, sei in grado di osservare il suo flusso di pensieri imbevuti di irrealismo ed esagerazione. Ma soprattutto ti consente di distanziarti/sganciarti da questo processo e a non identificarlo più come parte di te.

  • Quando la parte critica comincia ad incalzare, vai verso la parte che si prende cura di te e alleati con lei

La nostra capacità di cambiare rotta è comunque influenzata dalle relazioni nei primi anni di vita. Sin da piccoli, la parte che si prende cura comincia a svilupparsi, attraverso l'interiorizzazione di esperienze con i nostri caregiver, come i genitori, gli insegnanti e altre persone a noi vicine durante l'infanzia. Se le esperienze passate di accudimento sono state negative o in qualche modo compromesse - ad esempio l'aver avuto un genitore estremamente svalutante - chiaramente avremo molta difficoltà ad accedere alla parte che si prende cura di noi per cui attiveremo in maniera prevalente la parte critica.

  • Lotta con la tua parte critica e prova a batterla con determinazione

Scrivi una delle frasi di battaglia della tua parte critica, ad esempio: "non fai altro che perdere" e successivamente una delle frasi associate invece ai tuoi successi. Prova a battere la tua parte critica con frasi del tipo: "La critica ha una parte di verità, ma per il resto risulta un'esagerazione", "Tutto questo non mi aiuta e non devo ascoltarlo per forza". Altra strategia è cominciare a ridicolizzare la tua parte critica come fosse un personaggio buffo e cattivo di un cartone .

  • Pensa a qualcuno di cui hai stima per la sua gentilezza e bontà

Pensa a qualcun altro che secondo te è una brava persona. Fai caso a quanto spesso vedi negli altri delle qualità. Ora sposta la prospettiva su di te e realizza che la maggior parte delle persone sono esattamente come te. Anche gli altri tendono di base a riconoscere degli aspetti positivi nelle persone e tra queste persone sei inclusa/o anche tu.

  • Sei in grado di vederti come gli altri ti vedono, brava/o e meritevole?

Fare questo passaggio risulta difficile per molte persone, come se fosse un taboo. Ma perché non riconoscere il proprio valore esattamente come lo facciamo quando riconosciamo quello degli altri?

  • Durante le tue giornate, fai caso a quello che gli altri vedono di buono in te

Fai caso a quello che gli altri vedono di buono in te in termini di capacità, impegno, gentilezza, soprattutto nei piccoli momenti, nelle piccole cose. Impara a vedere il buono in te, esattamente come lo vedi negli altri. Riconosci le tue qualità e tienili impresse nella tua mente associandole a frasi come: "Provaci con determinazione", "Tieni duro quando le cose si fanno difficili", "Essere in grado di ammettere i propri errori".

Articolo della dottoressa Maria Teresa Caputo, iscritta all'Ordine degli Psicologi della Campania.

Scritto da

Dott.ssa Maria Teresa Caputo

Lascia un commento

ultimi articoli su autostima