Come si diventa veri ansiosi?

Ansia: cos'è? A cosa serve? Come si diventa veri ansiosi? Nell'articolo esploreremo alcuni aspetti legati a questo fenomeno chiamato ansia.

19 DIC 2017 · Tempo di lettura: min.

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Come si diventa veri ansiosi?

L'ansia non è una nemica, ma un segnale. L'ansia è quell'emozione che allarma, che a volte da l'impressione di togliere la pace, ma per sapere cosa farci, è importante conoscerla.

Proviamo un esercizio: torno ad essere degli studenti delle superiori, davanti al professore; l'insegnate più severo dell'istituto e non ho studiato. Cosa succede?

Nella mente compaiono frasi come "andrà male", "l'interrogazione è importante per la media" inizierò ad avere paura…"avrò un debito, potrei essere bocciata". Scatta l'allarme: inizio a sentire il sudore nelle mani, ho voglia di muovermi, continuo a guardarmi in giro….

L'ansia è proprio questo insieme di cose: una normale risposta psicobiologia dove la mia mente valuta la situazione (sono in pericolo?), emergono emozioni che accrescono una sensazione di urgenza, ci fa sentire nervosi e vogliamo di scappare da un potenziale danno.

Una normalissima e adattiva reazione, che si è evoluta per salvaguardarci quando vivevamo in contesti più rischiosi e che, se non entriamo in circoli viziosi, permette di affrontare le sfide.

È dunque importante guardare in faccia l'inquietudine e capire cosa faccio che mi aiuta e cosa che non aiuta:

  • l'ansia è un sistema di attacco o fuga, non è utile se la situazione non si affronta con queste strategie (è il caso dell'interrogazione);
  • se il livello di ansia è spropositato rispetto alla situazione oppure non esiste un pericolo reale (la paura degli ascensori dell'articolo precedente);
  • la situazione è distorta, esagerata;
  • l'allerta rimane anche dopo che il pericolo è passato.

Questo accade, in particolare, se interpretiamo male le situazioni, oppure, adottiamo strategie per controllare le sensazioni d'ansia che creano l'effetto contrario a quello desiderato.

Cosa succede, ad esempio, se ci concentriamo sulle sensazioni negative, le osserviamo e controlliamo? Aumentano, come la sensazione degli abiti sulla pelle: se non ci facciamo caso non li sentiamo, ma se ci facciamo attenzione, diventa sempre più presente; così per l'ansia: un normalissimo processo che però, se estremizzato, rischia di complicarci la vita.

Entriamo in un costante stato di allerta, più siamo in ansia, più diventiamo ansiosi, più ci preoccupiamo. La mente manda segnali di allarme che attirano l'attenzione e ci fanno notare solo potenziali minacce; la mente lancia previsioni catastrofiche; a volte scappiamo, pur di non sentire l'inquietudine.

Queste sono strategie che usiamo per affrontare i problemi, facendo del nostro meglio, ma a volte la soluzione diventa il problema! È dunque importante comprendere cosa faccio che mi aiuta o che peggiora la situazione.

Solo per fare alcuni esempi:

  • scappare non serve: se fossimo davanti ad un predatore, la fuga sarebbe una risposta adattiva, ma davanti ad una sensazione, no;
  • controllare all'infinito rassicurarsi che tutto è a posto o pretendere che tutto sia perfetto, nessuna incertezza. Ma quanto dura una rassicurazione? E che dire della perfezione;
  • raccogliere informazioni: non c'è fine alle notizie che possiamo trovare e nessuna darà mai una risposta definitiva; inoltre se sono in uno stato emotivo negativo, fisiologicamente, noterò solo le informazioni negative;
  • continuare a preoccuparsi e rimuginare, avendo la sensazione di cercare una soluzione, ma di fatto, senza arrivare a nulla di concreto.

Ci riconosciamo in qualcuno di questi?

Come si supera, dunque, l'ansia?

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Scritto da

dott.ssa Cinzia Gasperi

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