Come gestire i bambini al tempo del COVID-19

Anche i bambini e i ragazzi come gli adulti sono stati sottoposti a forte stress in questo periodo, paura, incertezza, rabbia, ansia sono presenti e possono essere gestiti dalla famiglia.

11 GIU 2020 · Tempo di lettura: min.
Come gestire i bambini  al tempo del COVID-19

Come gestire i bambini al tempo del COVID-19

La pandemia legata all'emergenza del coronavirus ha stravolto le vite di ognuno di noi e richiesto un cambiamento totale delle nostre abitudini, comportamenti e stili di vita che fino ad oggi credevamo assodate. Raggiungere negli anni e con impegno una propria stabilità e regolarità nel lavoro, nel tempo libero, a casa ci ha consentito di vivere una apparente sicurezza che ci faceva stare sereni e credere che "tutto sarebbe stato così". Il problema sanitario legato al COVID-19 ha sconvolto migliaia di vite in modo traumatico e determinando una vera e propria rottura con il nostro presente.

La paura, l'incertezza, il timore di venire in contatto con il virus hanno probabilmente caratterizzato la fase iniziale e centrale del periodo di isolamento sociale dove le famiglie si sono ritrovare a condividere spazi, fisici e mentali con gli altri membri della famiglia: il lavoro a casa, oppure la perdita del lavoro hanno determinato una riorganizzazione delle abitudini e degli impegni quotidiani, la gestione dei figli a casa è stato un altro grande cambiamento per molte famiglie e non sempre è stato facile.

Anche i bambini e i ragazzi come gli adulti sono stati sottoposti a forte stress e allora cosa posso fare le famiglie per gestire comportamenti di disagio manifestati dai minori?

Innanzitutto quali sono le manifestazioni più comuni di stress nei bambini e ragazzi:

  • Irritabilità
  • Comportamenti aggressivi
  • Disturbi del sonno o incubi
  • Sintomi fisici (mal di testa, mal di stomaco)
  • Richiesta di continue attenzioni da parte dei genitori
  • Riduzione appetito
  • isolamento

Cosa può fare il genitore?

L'emergenza sanitaria è stata una possibile fonte di stress come lo possono essere molteplici altre situazioni nella vita di un bambino o ragazzo (contesto sociale difficile, scuola, bullismo) quindi dal momento che non è possibile evitare lo stress quello che si può fare è aiutarli ad acquisire maggiore capacità di fronteggiamento dello stress. Tali capacità si costruiscono con il tempo e creando un'ambiente familiare dove siano presenti alcune caratteristiche chiave:

  • possibilità di dialogo aperto e continuo sulle proprie emozioni
  • condivisione e comprensione reciproca (sia tra adulti che rispetto ai propri figli)
  • mantenere distinti i ruoli genitoriali
  • dare aiuto e conforto
  • mantenere orari e abitudini circa i pasti, orari di gioco condiviso e quelli in solitaria come l'uso di tablet/pc
  • dedicare tempo all'esercizio fisico, allo "svago all'aria aperta" e con altri coetanei
  • promuovere la sperimentazione e il problem solving

Routine e ambiente strutturato aiutano il bambino ad avere sicurezze e riduce l'ansia che invece potrebbe aumentare quando non si sa cosa fare durante la giornata per cui ci sono tante ore a disposizione ma se non organizzate si rischia di non fruttarle al meglio.

Parlare di emozioni, condividere ansie e paure aiuta a creare un ambiente familiare dove il bambino si sentirà accolto e ascoltato. Da evitare invece la minimizzazione o ridicolizzazione delle paure del bambino ad es. se il bn la notte si sveglia perché ha un incubo e chiede vicinanza fisica del genitore non rimandarlo subito nella sua stanza magai dicendo "sei grande, è solo un incubo" ma fermarsi e dedicare del tempo con lui (dare un abbraccio se molto spaventato può dare sicurezza, poiché a volte potrebbero non sapere come mai sono spaventati e quindi non riuscire a spiegarsi con il genitore, oppure riaccompagnarlo nella stanza e stare con lui del tempo rassicurandolo con parole serene)

Incoraggiare attività varie e nuove dove il bambino possa sperimentarsi e scoprire nuovi aspetti di sé e nuove competenze. Il senso di autoefficacia e di autostima si conquistano con gradualità e con la possibilità di sperimentare anche fallimenti laddove questi vengano trasmessi dal genitori come momenti di vita inevitabili e che si possono superare.

Rabbia e frustrazione sono altre emozioni che i bambini potrebbero manifestare più frequentemente in questo periodo e nei mesi centrali della pandemia, cercare di mantenere un atteggiamento calmo e fermo, così come la disponibilità all'ascolto e la sollecitazione a esprimere ciò che prova, sente e pensa in quel momento il bambino lo potranno aiutare a calmarsi.

Non è semplice affrontare lo stress in famiglia soprattutto in questo periodo di grande incertezza per il futuro e crisi economica. Per le famiglie sono mesi difficili dove la perdita di speranza è dietro l'angolo. Nei momenti di sconforto e di difficoltà è necessario ricordarsi che le emozioni provate non sono stupide o sbagliate ma è del tutto normale provare scoraggiamento o demoralizzazione così come è normale per un genitore essere fragili e avere bisogno di un aiuto, anche esterno alla famiglia, per affrontare e gestire la complessità della vita.

Scritto da

Centro Psicologia e Psicoterapia - Dott.ssa Martina Lattanzi

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1 Commenti
  • Ivano giuliato

    Complimenti veramente nel leggere i vostri consigli mi avete aperto un mondo nuovo dove sono entrato immaginaria ente nella mente del mio nipotino, 5 anni, e ho scoperto che per capire un piccolino bisogna pensare con la sua testolina e allora capisci le sue necessità le sue vohlie le sue paure, ecc. Ecc. Grazie, mettendo a frutto quel poco che ho letto mi sento molto più coinvolto nel mio stesso personaggio, "nonno". Grazie.

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