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Come gestire a casa i più piccoli?

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Modifiche improvvise nello stile di vita dei bambini possono causare in loro confusione, spesso associata ad ansia e stress. Per questo è importante continuare a gestire la loro quotidianità

31 MAR 2020 · Tempo di lettura: min.
Come gestire a casa i più piccoli?

La modificazione improvvisa del nostro stile di vita a causa dell'emergenza Coronavirus, può generare nei bambini confusione associata spesso ad ansia e stress. Si trovano a non avere momenti di svago all'aperto, di gioco con altri coetanei e a relazionarsi con persone adulte che spesso non comprendono il loro stato d'animo, le loro emozioni e che scambiano le loro lacrime per "capricci" e la loro rabbia per "aggressività". Si generano così etichette del tipo "sei un bambino capriccioso", "sei troppo aggressivo!", "ti lamenti sempre!". Possiamo vedere che la gran parte di quello che pensiamo di noi stessi in età adulta deriva dalle etichette che spesso abbiamo ricevuto da bambini, che ci hanno attribuito.

È importante che ogni bambino venga riconosciuto, apprezzato e compreso rispettando i suoi tempi e rispettando quella che lo psicologo russo Lev Vygotskij ha definito "zona di sviluppo prossimale", che permette al bambino di crescere nell'ambiente più adatto a lui, seguendo i suoi ritmi, lasciandogli lo spazio per imparare da solo, per sperimentare cose nuove, costruirsi la propria autostima e la fiducia in sé. In situazioni di emergenza, come quella che stiamo affrontando, è importante che i più piccoli mantengano i loro ritmi per non creare in loro confusione e sentimenti "negativi". La stabilità delle loro abitudini, che hanno acquisito fino ad ora, deve essere mantenuta proprio per non minare il senso di calma e di sicurezza.

  • Potrebbe essere utile programmare la sera prima le attività da svolgere il giorno successivo come se andassero a scuola in questo modo manterranno la suddivisione della giornata e impareranno a gestire il tempo a disposizione.
  • È importante suddividere le giornate in giorni lavorativi e del week end in cui nelle giornate lavorative venga rispettato un ritmo costante del tipo : sveglia presto, colazione , lavarsi i denti, sistemare la cameretta, una o due attività didattiche, gioco organizzato, merenda, gioco libero, apparecchiare la tavola, pranzo. Nel week end i ritmi potrebbero essere più lenti ed in cui si è più liberi.
  • Durante la giornata si possono programmare attività da fare con loro e per loro rendendoli partecipi anche delle attività che vi riguardano in modo tale che non si sentano abbandonati ed esclusi anzi, fate svolgere anche a loro dei piccoli compiti domestici così potranno sentirsi utili e più responsabili. E' importante coinvolgerli nella strutturazione delle attività che prevediamo di fare con loro.
  • Per evitare che non subiscano traumi quando torneranno a scuola sarebbe opportuno non alterare il loro ciclo sonno/veglia, mantenendo gli stessi orari sia per il risveglio che per l'addormentamento, rispettando i loro rituali.
  • Includete uno spazio temporale in cui possano riposarsi e limitate il tempo passato davanti alla televisione o al computer in quanto studi recenti, come quello effettuato dall'Università di Bristol, dimostrano come il passare più di due ore davanti allo schermo generi nei più piccoli problemi comportamentali, difficoltà del sonno, irrequietezza ed obesità.
  • Affrontate con loro anche e soprattutto le emozioni ed i sentimenti legati alla rabbia, all'aggressività, è importante che queste non siano evitate ma riconosciute ed esaminate attraverso un dialogo sempre aperto ed attento. Stando a casa tutto il giorno, i bambini osservano di continuo il modo in cui i genitori provano e manifestano questo tipo di emozioni che non devono essere nascoste o censurate. Spesso i genitori gestiscono con più facilità le emozioni legate alla gioia, alla felicità e mostrano invece più difficoltà nella gestione di altre emozioni come rabbia e paura ed è per questo i bambini imparano meno riguardo a queste emozioni che si riflettono sulla loro capacità di controllarle quando saranno più grandi.
Scritto da

Dott.ssa Valentina Mosca

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