Come evitare la gelosia quando arriva un fratellino?

Come gestire la gelosia tra fratelli?

29 ott 2018 Crescita personale - Tempo di lettura: min.

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Photo by Laercio Cavalcanti on Unsplash

L’arrivo di un fratellino porta sempre in famiglia una ventata di cambiamenti che, se per i genitori sono vissuti con entusiasmo e gioia, lo stesso non sempre si può dire per il primogenito. I sentimenti di gelosia possono nascere, a volte più evidenti e a volte mascherati in modi diversi, ma sarà importante per i genitori saperli eventualmente cogliere e gestirli al meglio per evitare al figlio di vivere questo momento delicato con troppe difficoltà.

Ce ne parla il Dott. Michele Facci.

La gelosia è un’emozione che probabilmente tutti hanno provato almeno una volta nella vita e, se gestirla può essere difficile per un adulto, immaginiamo per un bambino! Non va quindi punita o negata con frasi come “non devi essere geloso di tuo fratello!” ma accolta, normalizzata ed accettata.

Dietro essa si nascondono paura e insicurezza; ciò che il bambino teme, ma che difficilmente è in grado di comunicare ai genitori, è di perdere il loro amore e le loro attenzioni. È importante quindi insegnare al bambino a gestire la gelosia rassicurandolo dalle sue paure facendogli sentire che lui è e rimarrà speciale per loro, che non gli vorranno meno bene perché arriva il fratellino ma che lui ha e avrà comunque un ruolo importante all’interno della famiglia.

Vediamo insieme come poter realizzare tutto questo.

Un bambino si sente importante quando viene visto dai propri genitori e coinvolto nelle loro attività; è quindi auspicabile informarlo adeguatamente sull’arrivo del fratellino. Comunicargli la notizia nove mesi prima della nascita implicherebbe sopportare per un tempo molto lungo sentimenti di attesa, paura e curiosità, anche se questo aspetto dipende molto da quanto è grande. È meglio quindi farlo quando la pancia della mamma inizia ad essere evidente dando informazioni chiare, semplici e sincere, in modo tale che non si crei illusioni o false aspettative. Gli si può spiegare che lì dentro c’è un fratellino, che quando nascerà sarà molto piccolo e che non potrà subito giocare con lui ma dovrà aspettare un po’ di tempo. Gli si possono mostrare fotografie e video di quando anche lui era nella pancia della mamma e di quando era appena nato in modo tale che si possa costruire un’idea del fratellino basata sulla somiglianza e sulla consapevolezza di quanto sarà piccolino.

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 Photo by Brytny.com on Unsplash  

I cambiamenti spesso fanno paura e destabilizzano perché rompono gli equilibri, è quindi importante che siano graduali in modo tale che il bambino li possa vivere serenamente e senza spaventarsi. Per fare questo è importante coinvolgerlo nella preparazione della culla, del corredino e nella scelta dei giochi, stimolando sentimenti di affetto e cura verso il fratellino e la sensazione che le sue idee siano importanti e d’aiuto per i genitori. Questi momenti devono essere alternati ad attività in cui il bambino possa avere per sé tutta l’attenzione dei suoi genitori, e questi momenti di esclusività devono essere frequenti e presenti anche dopo la nascita del piccolo in modo tale da creare continuità, sicurezza e divertimento.

Talvolta succede che al momento della nascita tutte le attenzioni degli adulti siano rivolte al nuovo arrivato sotto forma di regali, complimenti e coccole, lasciando un po’ in ombra il fratello comunicandogli che da quel momento lui è “quello grande”.  Questo messaggio è pericoloso perché può essere recepito dal bambino come “adesso che è arrivato mio fratello io sono grande e quindi non posso più avere le coccole e le attenzioni perché sono cose che si fanno ai piccoli”. Questa sua convinzione però non rispecchia la realtà; un bambino di 4, 5, 6 o 7 anni non è grande, è un bambino, che ha ancora bisogno di coccole, regali e attenzioni proprio come un neonato (ma anche come un adulto!). Se gli adulti non se ne accorgono sarà lui a farlo notare, a modo suo.

Quando un bambino è geloso, infatti, potrebbe non riuscire a comunicare verbalmente in modo razionale il suo comportamento ma potrebbe attuare comportamenti di regressione (ricominciare a fare la pipì a letto, succhiarsi il dito, fare i capricci…) per attirare su di sé l’attenzione dei propri genitori che vede impegnati nell’accudire un altro bambino, più piccolo di lui. Tutto questo la maggior parte delle volte non ha una lunga durata nel tempo e pertanto non deve allarmare i genitori. Nel frattempo è bene evitare di rimproverare o criticare il figlio per i suoi comportamenti, che, come abbiamo visto, sono il modo che lui utilizza per ricercare l’attenzione.  Va piuttosto compreso e accettato, coccolato ogni tanto come se fosse più piccolo di quello che è in modo tale da comunicargli che il loro affetto non è cambiato nel tempo e non è diverso da quello che provano per il fratellino.

Infine, per favorire lo sviluppo di una buona relazione tra i due fratelli è positivo evitare confronti e mettere l’accento sulle somiglianze e sui comportamenti d’affetto reciproci; per il bambino è importante sapere di piacere al suo fratellino in modo tale che diventi più facile per lui poter ricambiare e costruire un rapporto solido e sereno. In questo modo un fratellino può essere visto dal bambino come un dono che suoi genitori gli fanno; quello di avere per sempre accanto un compagno di vita.

Autori: Dott. Michele Facci e Dott.ssa Katia Vignola

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