Come diciamo a nostro figlio che vogliamo separarci?

Come diciamo a nostro figlio che vogliamo separarci? È giusto dirglielo? Non vogliamo farli soffrire, cosa dobbiamo fare?

24 NOV 2021 · Tempo di lettura: min.

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Come diciamo a nostro figlio che vogliamo separarci?

Come diciamo a nostro figlio che vogliamo separarci?

Spesso nel mio studio incontro dei genitori che portano questo tipo di problematica da affrontare...

"Non andiamo d'accordo da un pò, abbiamo però sempre tenuto fuori nostro figlio da tutto ciò, ma ora che abbiamo preso la decisione di separarci, non sappiamo come e cosa dire a nostro figlio, non vorremmo che lui ne possa soffrire"

Può succedere che una coppia decida di non stare più insieme, di non riuscire a superare delle difficoltà che ci sono nel rapporto e condividere la stessa casa non sembra la cosa più giusta da fare, quindi uno dei genitori decide di andare via. Arrivati a questo punto. Cosa dire ai figli? E quanto dire?

Questo varia certamente rispetto all'età del bambino, di quanto necessiti di una spiegazione più dettagliata.

Ma una cosa vale per tutte le età, dire la verità!

Ma questo farà soffrire i nostri figli?

Molto spesso questa è la preoccupazione principale che i genitori hanno, i figli hanno il diritto di sapere cosa sta succedendo alla loro famiglia, ci sono molti modi per dirlo, e in questo caso la cosa più giusta sarebbe quella di affrontare questo momento con l'aiuto di un esperto che vi guiderà verso la cosa più conforme da fare, ma diciamo che in linea generale vige la risposta più vera cioè "mamma e papà hanno deciso di non stare più insieme perchè non vanno più d'accordo, ma sappi che noi rimarremo sempre i tuoi genitori e per te ci saremo sempre".

Decidere di fare finta di nulla o di sperare che loro capiscano da soli, non è la strada migliore anche se forse la più semplice, perchè è giusto spiegargli quello che sta succedendo, un dovere che rientra nelle Funzioni Genitoriali detta funzione significante cioè dare significato a ciò che accade e a dare nome ai sentimenti e ai legami che cambiano, perché loro sentono e vedono che sta cambiando qualcosa ed è giusto legittimare la sensazione che loro provano e non confonderli in quel momento asserendo che va tutto bene, anche se l'intento sia quello di rassicurarli.

Perché? Per evitare che i nostri figli si diano da soli delle risposte che molto spesso tendono ad auto colpevolizzarsi ed a perdere la fiducia nei propri genitori.

La difficoltà in questo caso per i genitori è avventurarsi in un terreno non prevedibile perché si devono sapere gestire sia le emozioni del bambino ma anche le proprie.

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Scritto da

Dott.ssa Debora Balsamo

Bibliografia

  • Visentin, G.L. (2006). Definizione e funzioni della genitorialità
  • Di Blasio, P. (2005). Genitori e figli oltre la crisi: la valutazione delle competenze parentali tra rischio e protezione, Milano: Unicopoli
  • Rangone G., Chistolini M., Vadilonga F. (2003). Le Parole Difficili: La formazione degli operatori in maniera di maltrattamento.

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