Come aumentare l’autostima

Cos'è la stima di sé? Come farla crescere? Si può acquistare l’autostima? Con questo articolo cercherò di rispondere a queste domande e fornirò alcune indicazioni pratiche.

26 GIU 2019 · Ultima modifica: 20 GIU 2019 · Tempo di lettura: min.
Photo by Simon Maage

Il dizionario indica l'autostima come la stima di sé, come una valutazione positiva delle proprie capacità, ma può anche essere una qualità che si apprende nel corso della vita. La si costruisce giorno per giorno, con fiducia e sicurezza nell'affrontare le prove della vita, consapevoli che sarà necessario affrontare sbagli ed errori.

L'autostima non è genetica, non si può ereditare ma va costruita ed alimentata giorno dopo giorno. Una buona e sana autostima, aiuta ogni soggetto, a costruire il proprio mondo funzionale, sia interiore sia esteriore, sperimentandosi con coraggio e curiosità.

L'autostima va sempre nutrita e incoraggiata, sin dalla gravidanza, e soprattutto dalla prima infanzia finalizzata all'adolescenza durante la quale si avranno già delle basi solide, con la costruzione della propria identità in un sano processo di individuazione e separazione, sviluppando un senso di fiducia verso il mondo esterno e le proprie capacità. È molto importante che i genitori siano consapevoli dell'importanza del loro compito: le parole e i modi di fare hanno un peso rilevante, condizionando profondamente il figlio, ma soprattutto avranno un peso negativo i loro giudizi. Per un figlio, la consapevolezza che un genitore abbia stima e fiducia in lui, lo accetti e confidi nel suo potenziale, è fondamentale: lo aiuta ad sviluppare la stima di sé e a sentirsi più fiducioso.

Un figlio più sicuro, meno condizionabile dagli altri, sarà meno orientato a cercare l'omologazione sociale e si sentirà più autonomo e indipendente.

È fondamentale osservare l'adolescente sia nel contesto familiare, in casa, sia all'esterno: eventuali segnali di disagio, di insicurezza o isolamento, sintomi somatici come male alla pancia, intestino, mal di testa o dolori articolari potrebbero essere significativi di uno stato problematico.

Segnali di bassa autostima

  • Eccessiva timidezza, insicuro o irritabile, a volte spavaldo e/o aggressivo.
  • Non ha doti da leader nelle attività o nelle relazioni con gli altri, sta sempre in disparte.
  • La postura è negativa: (spalle ricurve, tono di voce basso e insicuro, cammina con la testa orientata verso il basso, sguardo insicuro e sfuggente, non guarda mai negli occhi).
  • Ha una personalità passiva, teme cambiamenti ed evita situazioni in crisi sente sotto osservazione o giudizio.
  • Ricerca in modo ossessivo attenzioni, rassicurazione e conferme.
  • Non tollera insuccessi e sconfitte.
  • Tende a giocare in "difesa" sottovalutando le sue risorse e capacità.
  • Teme il confronto con i pari.
  • Costruisce la sua "profezia che si autoavvera" con pensieri negativi e ossessivi.

Come formare l'autostima? 7 utili indicazioni per i genitori con un figlio adolescente

  1. Agevola passioni e attività: è importante offrire al soggetto il giusto supporto per permettergli di seguire le sue passioni e le attività che gli danno gioia e soddisfazione.
  2. Non evitargli le sconfitte, bisogna invece lasciare il giusto spazio di autonomia e soggettività nel seguire i suoi sogni e le sue aspirazioni: proteggerlo troppo e spianargli la strada, gli creerà una forte dipendenza, senza sperimentare la propria auto-efficacia.
  3. Valorizza le qualità e le sue risorse: aiutarlo a non isolarsi ma a mettersi in gioco, sperimentarsi e libero di affrontare i suoi errori, confortandolo e supportandolo nello sconforto. I limiti devono essere accettati e visti come un'opportunità e uno stimolo di crescita: bisogna mettersi in gioco e impegnarsi per raggiungere gli obiettivi, si può cadere e farsi male, ma non bisogna arrendersi, ma alzarsi e riprovare, e in questo le attività sportive lo aiutano a formarsi. È necessario confrontarsi con lui in modo costruttivo, rispettando il suo pensiero agevolando una critica costruttiva.
  4. Osserva e ascolta: osservare il comportamento, i gesti, come si muove, cosa e "come" comunica, cercare di cogliere il suo punto di vista, osservare il "non verbale". I giovani anche se cercano l'individuazione e la separazione, hanno bisogno di sentire i genitori presenti e attenti alle loro richieste, che li capiscono quando c'è qualcosa che non va e li sostengono sempre.
  5. Non giudicare o paragonare: ogni soggetto è unico ed irripetibile. Non bisogna crearsi aspettative, proiettare ambizioni personali facendo pressioni. Confronti continui alimentano i vissuti di inadeguatezza e fragilità interiore.
  6. Stimolare il pensiero positivo: sono fondamentali i rinforzi positivi, attraverso commenti che lo aiuteranno a sentirsi bene come "Bravo, sei in gamba, ottimo lavoro", "continua così!", soprattutto quando riesce a superare i suoi limiti, paure e blocchi, così che creda sempre di più in se stesso. È importante però evitare di esagerare nei complimenti, in quanto possono creare pressioni eccessive, insinuare la paura di deludere aspettative, perdere di valore e non essere credibili.
  7. Rassicurare l'aspetto fisico: in adolescenza spesso i ragazzi non si piacciono a causa dei continui cambiamenti morfologici. Non si sentono abbastanza belli, al contrario si vedono brutti, hanno timore di far vedere alcune parti del loro corpo per la paura di essere presi in giro. Dunque evita di deridere tuo figlio sui suoi difetti, ma cerca invece di aiutarlo a valorizzare le sue unicità e ad apprezzarle.

Articolo scritto dal dottor Massimo Masserini, iscritto all'Ordine degli Psicologi della Lombardia

Scritto da

Dott. Massimo Masserini

Psicologo Nº iscrizione: 03/16154

Dott. Massimo Masserini Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Sessuologo Clinico e Pedagogista, Psicologo Giuridico e CTP, Neuroricercatore. Svolge attività di libero professionista a Bergamo presso il centro clinico e ricerca MindFit Clinic. Offre sostegno per depression, ansia, panico, etc.

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