Come affrontare serenamente abbondanti pasti festivi

Le abbondati mangiate nei periodi natalizi mettono un po' di ansia per molte persone. Analizziamo insieme quali siano alcune motivazioni che portano ad affrontare molto male feste e pasti.

12 DIC 2019 · Tempo di lettura: min.

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Come affrontare serenamente abbondanti pasti festivi

Capire i meccanismi sottostanti per poter affrontare senza problemi abbondanti mangiate in famiglia durante il periodo di festa.

"Dai, assaggia, l'ho cucinato apposta per te!", "Non mi dire che sei a dieta in questo periodo!", "Ma hai mangiato tutta quella roba?", "Una fetta di panettone non puoi non mangiarla!"

Se anche a voi una di queste domande infastidisce, forse è meglio provare ad addentrarci in quest’argomento e capirne un po' di più.

Come ogni anno, arriva il periodo festivo. È un periodo dell'anno in cui la normale routine cambia, tutto rallenta, i bambini e i ragazzi sono a casa per le vacanze, le città si vestono a festa, si addobbano. Gli alberi di Natale sono tutti illuminati nelle case; le pubblicità mostrano nuove fragranze da acquistare, gioielli all'ultimo grido, ma anche pandori e panettoni mangiati allegramente da famiglie unite e felici, tutti sorridenti. Tutto il clima attorno a noi è leggermente diverso dal solito, è particolare, quasi magico. Ma torniamo alla realtà! Non è tutto oro ciò che luccica.

Affrontare il Natale per molti non significa vivere quella finta, serena atmosfera, ma dover affrontare un momento di difficile condivisione, magari imposta dalla solita "abitudine" di ogni anno di dover mangiare con la famiglia al completo; dover affrontare uno o una serie di pasti infiniti e esagerati per poi sentirsi in colpa per aver mangiato eccessivamente; dover avere tanti pensieri negativi e conflittuali che vanno a rendere questo momento qualcosa di terrificante.

Allora come fare a viversi meglio questi momenti?

Affrontiamo una tematica per volta.

Primo problema da affrontare: il troppo cibo e la tentazione di divorare qualunque squisitezza

Intanto è importante sapere che pensare troppo al cibo che verrà consumato o a come fare per smaltire quello che abbiamo mangiato in più, conduce in un meccanismo disfunzionale di iper-controllo (situazione, cibo, parenti, ecc.). La soluzione perfetta per un enorme fallimento a tavola, con conseguente abbuffata in perfetto stile. Nonostante ci si trovi a dieta, sia dimagrante che terapeutica, il potersi concedere qualche sfizio in più è per tutti.

Rimanere a guardare gli altri attorno a noi che si gustano la tanto amata, ma proibita lasagna e dolci di ogni tipo, senza darci la possibilità di concedercene uno, innesca in noi il meccanismo di desiderare in maniera sempre più forte quel cibo. D'altronde ciò che è proibito diventa maggiormente desiderato e il nostro pensiero, in maniera fastidiosa e intrusiva ricade sempre lì. L'unico modo per eliminarlo è uno e uno soltanto: concedersi ciò che più ci piace. Se quotidianamente si impara a viversi la concessione all'interno di una dieta sana e variata, si arriverà a cambiare le connotazione e il significato che ha quell'alimento. Un pezzetto di cioccolato al giorno permette di non mangiarsi l'intera barretta il fine settimana. D'altronde il nostro meccanismo della ricompensa funziona così. Se decidiamo di assecondarlo, possiamo solo che trarne vantaggi reciproci! Inoltre c'è un ulteriore trucco che potrebbe aiutare a rendere i momenti di festa un autentico disastro, ovvero ricordarsi la famosa formula: "la profezia che si auto-avvera".

Quindi più pensiamo a ciò che non vogliamo si realizzi, più accadrà quanto stiamo pensando! Ecco perché non solo è dispendioso, ma soprattutto controproducente fasciarsi la testa in anticipo.

Secondo problema: come "rimediare" dopo aver esagerato (anche con le bibite, eh!)

Se dovesse esserci una "scivolata" con una mangiata molto abbondante, niente paura e soprattutto niente senso di colpa: dall'errore si impara sempre. Quindi quale migliore occasione per vedere il cibo "sgarro" non più come un errore, che fa sentire in colpa e in vergogna, ma come quel trampolino di lancio da cui iniziare a cambiare gli schematismi rigidi e radicati che hanno, in fondo in fondo, portato a esagerare?

Tanto, mal che vada, occorre semplicemente accettare di aver esagerato un po' e scoprire che con una mangiata abbondante al proprio corpo non succede proprio, ma proprio niente!

Oggettivamente una mangiata abbondate, come può essere quella di natale, Santo Stefano, capodanno e l'epifania, di per sé non apporta alcun cambiamento al fisico. Provate ad osservarvi!

Terzo problema: lo sguardo inquisitorio del perenti

Ecco, ricordiamoci sempre che il loro pensiero è loro e rimane loro. Il vostro è il vostro e rimane vostro. Dunque se vi va di assaggiare tutto il menù, nonostante qualcuno possa pensare che esageriate, guardateli, sorridete loro e mangiare quello che più vi va. Così come se non vi va il tris di lasagne, anche con il rischio di offendere la cuoca, dite "no, grazie", sempre con il sorriso e non mangiatele.

È più importante quello che possono pensare loro di voi o ascoltarvi sinceramente e mangiare quello che desiderate? Bel dilemma!

Allora perché non iniziare a vedere queste occasioni come un momento di cambio della routine quotidiana, magari un po' più tempo per se stessi, condivisione di tempo con altre persone, che seppure non siano quelle più desiderate, è pur sempre meglio che rimanere da soli e, perché no, magari utilizzare queste occasioni per provare e mettersi in gioco nel superare alcuni schemi mentali un po' rigidi, come l'essere troppo giudicanti con sé e con gli altri (che comunque non perdiamo ma possiamo recuperare e utilizzare tranquillamente in qualsiasi altro momento!)

Uscire dalla zona di confort non è una passeggiata, ma ciò che se ne trae sono solo vantaggi.

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Scritto da

Dott.ssa Serena Mangano

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