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Colloqui psicologici online: perché tanta diffidenza?

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

L'articolo propone alcune riflessioni sui pregiudizi nell'utilizzo dei colloqui psicologici online, con l'obiettivo di abbassare la diffidenza, aumentando la conoscenza.

1 APR 2020 · Tempo di lettura: min.
Colloqui psicologici online: perché tanta diffidenza?

Come mai tante persone pensano di non potersi affidare alla modalità online per avere un supporto psicologico? Anche molti colleghi psicologi nutrono profondi pregiudizi rispetto al colloquio psicologico a distanza e questo colpisce ancor di più, poiché ormai diversi studi scientifici hanno dimostrato che i colloqui a distanza hanno la stessa validità ed efficacia di quelli in presenza, ma questo dato di realtà sembra non bastare.

Proviamo a fare qualche riflessione su quali possano essere le cause, con l'obiettivo di aumentare la consapevolezza dei pregiudizi possibili e aumentare la confidenza rispetto all'uso di questo strumento che in certi momenti è una grande risorsa per aiutare e farsi aiutare.

Da poco usiamo la videochiamata nella nostra quotidianità e l'esperienza non è mai molto confortevole, non siamo abituati a gestire il fatto che l'audio non sia sincronizzato; si generano blocchi ed imbarazzo nella conversazione. Rispettare i turni di parola è faticoso. Poi siamo impegnati a capire come gli altri ci vedono e siamo curiosi di scoprire cosa ci sia alle spalle della persona con cui stiamo parlando. Dovremmo metterla nel riquadro più grande, per vederla meglio, invece, a tratti, mettiamo noi in evidenza e ci osserviamo per capire cosa vede.

Questo aspetto nei bambini è evidentissimo, i primi cinque minuti di videochiamata sono passati a dirsi solo: "ciao", "ciao", perché sono immersi in altri compiti, come guardarsi e guardare. La comunicazione e l'ascolto dell'altro cadono miseramente in secondo piano. Dal punto di vista del sentirsi ascoltati e dell'ascoltare è un'esperienza un po' ruvida, scomoda.

Se questa è l'esperienza comune di videochiamata, è comprensibile che non si abbia molto desiderio di fare un colloquio psicologico online! Se ci si decide a raccontare e guardare le parti della propria vita che fanno più male, si desidera certamente essere almeno in una situazione confortevole e questa non lo sembra proprio. Ma l'esperienza con lo psicologo online non ha nulla a che fare con l'esperienza delle videochiamate fatte per gioco o per compagnia.

Prima di tutto c'è un appuntamento dato solitamente con largo anticipo: il colloquio psicologico online non irrompe senza preavviso, come una telefonata tra amici. Inoltre lo psicologo, negli accordi precedenti al colloquio, invita a scegliere un luogo confortevole, con la giusta temperatura, comodo, con assoluta privacy.

Secondariamente la videochiamata è effettuata con un professionista che vive la sua professione immerso nell'ascolto dell'altro e questo è possibile sia avendo la persona fisicamente davanti, che vedendo la sua immagine in tempo reale attraverso un monitor.

Gli psicologi sono tra i professionisti che più di tutti attivano l'ascolto empatico durante il loro lavoro, qualsiasi sia il mezzo di comunicazione. Quindi, l'esperienza che si fa come clienti/pazienti è un'esperienza di ascolto profondo anche a distanza.

In ultimo, lo psicologo che svolge la sua professione online, si occupa anche di aiutare a proteggere i momenti successivi alla chiusura della seduta a distanza. Il colloquio psicologico online ha un aspetto un po' negativo: schiacciando il bottone per chiudere la conversazione ci si trova immediatamente immersi nella propria realtà. Potrebbero esserci nella stanza accanto i famigliari tutti riuniti per la cena che mi attendono e magari sono ancora molto emozionato per il colloquio, perché è stata una occasione per fare riflessioni importanti che mi hanno attivato particolarmente.

Lo psicologo che vi segue vi guiderà anche nel proteggere questi attimi, nel capire quale è il momento migliore per fare un colloquio psicologico online, in modo che ci sia un tempo per arrivare ed entrare e un tempo per uscire dal colloquio stesso, anche dopo aver fatto clic e aver chiuso la schermata.

In conclusione possiamo dire che noi psicologici abbiamo il dovere di interrogarci ancora su quali possano essere i pregiudizi contro questa nuova modalità che ha bisogno di essere conosciuta e avvicinata per poter mettere a frutto il suo potenziale. Certo non è una modalità adatta a tutte le situazioni e a tutte le persone, ma attualmente è ancora troppo poco sfruttata e si può fare di più, soprattutto nei casi in cui l'alternativa non sia possibile e quindi ci si perda l'occasione di essere seguiti dal punto di vista psicologico.

Scritto da

Dott.ssa Spirito Marcella Maria

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