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Che fare quando il bambino piange di notte?

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

È normale che i genitori possano sentirsi stanchi e disperati quando non riescono a dormire bene per giorni.

27 NOV 2017 · Tempo di lettura: min.
Che fare quando il bambino piange di notte?

Nel suo ultimo libro, il neuropsicologo spagnolo Álvaro Bilbao offre alcuni spunti per aiutare i bambini (e i genitori) a dormire meglio.

Nessun figlio arriva con il manuale delle istruzioni. Allo stesso tempo, anche madri e padri devono imparare, volta per volta, come diventare buoni genitori. Una delle prime prove che devono superare è sicuramente quella legata ai primi mesi di vita. Diventa realmente difficile dormire tutta la notte per molti mesi, mettendo a dura prova la resistenza di mamma e papà. È un periodo piuttosto confuso, fra la felicità per il nuovo arrivato, le paure e il poco sonno.

Sul tema del sonno del bambino si sono confrontati diversi esperti. C'è chi dice che sia preferibile lasciar piangere il bambino, come nel caso del metodo Estivill, e chi invece sconsiglia completamente questa strategia, ritenendola un'opzione piuttosto nociva. Il neuropsicologo spagnolo Álvaro Bilbao, spiega nel suo nuovo libro "Todos a la cama" (Tutti a letto), una teoria interessante che potrebbe aiutarci a migliorare il nostro sonno e quello dei nostri bambini. Questo libro cerca di spiegare ai genitori come funziona il sonno dei bambini e tutta una serie di strategie per poter riposare meglio.

Lo stesso autore, in un'intervista al quotidiano spagnolo El País, spiega alcuni dei trucchi presenti nel suo libro. Secondo il neuropsicologo, lasciar piangere il bambino può provocare stress ed essere un'esperienza piuttosto negativa e spaventosa per il piccolo che, al contrario di quanto si possa credere, potrebbe essere meno propenso a essere autonomo nel futuro.

Il bambino che piange durante la notte senza che i suoi genitori si occupino di lui, vive in realtà un momento terrificante: è spaventatissimo, non capisce che i suoi genitori in realtà si trovano oltre la porta. È come se gli venisse a mancare un'attenzione molto importante per lui. Per lui, i genitori sono completamente spariti. Secondo Álvaro Bilbao, il bambino piange perché sa che sua madre o suo padre andrà da lui. Più piange, più forte è la possibilità che questo accada dunque aumenta la possibilità di sopravvivenza. È questa la ragione per cui i genitori non dovrebbero mettere a tacere quest'istinto: va bene che i bambini piangano, e va bene che i genitori si prendano cura di loro.

Allo stesso tempo, però, l'autore ammette che è normale che i genitori possano sentirsi stanchi e disperati quando non riescono a dormire bene per giorni.

Per questo, Bilbao consiglia ai genitori con bambini di pochi mesi di condividere la stessa stanza o letto perché ciò permette di rendere meno bruschi e più brevi i risvegli. Poco a poco, i bambini riescono ad acquisire maggior autonomia e saranno pochissimi i casi in cui vorranno continuare a dormire nello stesso letto con i genitori. Un fattore determinante per avere un miglior sonno, inoltre, è cercare di capire perché il bambino piange, in maniera tale da essere meno nervosi e da offrire risposte più positive e tranquille al piccolo.

È piuttosto normale che i bambini si risveglino quando passano dalle nostre braccia alla culla in quanto, si passa dal contatto fisico a un luogo completamente diverso. Sarebbe opportuno insegnare al bambino ad associare la culla o il letto dei genitori con il sonno e che poco a poco impari ad addormentarsi da solo. Per questo, è preferibile che questo passaggio avvenga vicino alla culla o al letto e non in un'altra stanza.

È importante che i genitori accompagnino il bambino in queste fasi con amore e fiducia e regolando i suoi ritmi. Per questo, sarà utile cercare, per quanto è possibile, di offrirgli un sonno regolare, di farlo dormire in luoghi con poca luce e di farlo stare comodo e in una buona posizione. Per tranquillizzarlo, può aiutare parlare o leggere un racconto quando il bambino è più stanco e propenso a dormire.

Se vuoi ricevere maggiori informazioni sul tema, puoi consultare il nostro elenco di professionisti esperti in psicologia del bambino.

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