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Che cos'è la Mindful-Eating? (Prima parte)

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Una tecnica che ha dimostrato una grande utilità clinica nel trattamento dell'obesità per controllare la bulimia e le abbuffate.

27 GIU 2019 · Tempo di lettura: min.
Che cos'è la Mindful-Eating? (Prima parte)

Sotto questo curioso termine si nasconde una delle tecniche più efficaci nel trattamento dei disturbi del comportamento alimentare.  Soprattutto di quelli che riguardano un eccesso di alimentazione: bulimia e abbuffate.

È noto che i disturbi del comportamento alimentare sono particolarmente resistenti al trattamento. I motivi sono abbastanza chiari: il soggetto ha una gratificazione immediata a mangiare ciò che vuole, spesso alleviando subito le proprie tensioni ed i propri problemi. Intraprendere invece una alimentazione corretta è un percorso lento ed impegnativo e le ricadute sono dietro l'angolo, con conseguente ripresa dei chili perduti così faticosamente!

Nel tempo gli studiosi hanno sviluppato vari protocolli e tecniche per affrontare questa problematica. Non è sufficiente, anche se è necessario, prendere coscienza dei propri punti di debolezza e delle proprie problematiche, ansie, tensioni, paure, stress e così via. Questo è il primo passo.

Poi bisogna passare all'atto pratico, con esercizi mirati, da praticare nella quotidianità. In questo senso la comune psicoterapia può non essere adeguata, se non si utilizzano tecniche specifiche.

La psicoterapia di orientamento cognitivo-comportamentale, tuttavia, utilizza da tempo i cosiddetti homework (lavoro a casa). Lo strumento più utilizzato è il cosiddetto diario alimentare. Il soggetto scrive ciò che mangia, riportando anche il momento e le emozioni relative!

Nelle Scuole di formazione in psicoterapia, tuttavia, accade che ai disturbi alimentari sia riservato un solo weekend o poco più, con conseguenze ovvie.

Occorre assolutamente far lavorare il soggetto a casa. Ed occorre la preziosa collaborazione con il nutrizionista, medico o dietista. Una tecnica fondamentale, sviluppata da non più di una decina d'anni, è proprio la Mindful-Eating.

Cos'è il Mindful-Eating?

Si tratta di una forma molto semplice di meditazione laica, cioè libera da qualunque contenuto religioso o che richiami ad una particolare dottrina, applicata proprio all'atto dell'alimentarsi! La mindfulness è stata messa a punto negli ultimi decenni da un grande studioso, il prof. John Kabat-Zinn, già professore di biochimica in prestigiose Università americane.

Egli ha, appunto, preso il meglio da antiche meditazioni orientali, delle quali era appassionato praticante, adattandole all'ambito clinico e liberandole da qualunque sfumatura religiosa. Il successo è stato universale, ed il sistema si sta diffondendo in tutti i Paesi moderni!

Lo studioso è giunto a fondare un importante Centro internazionale che si occupa solo di questo. Le applicazioni solo recentemente riguardano i disturbi alimentari, mentre per lungo tempo sono state applicate all'ansia ed ai disturbi psicosomatici.

Fondamentalmente si tratta di due tipi di meditazione molto semplici:

  • ascoltare il proprio respiro, senza cambiarlo in alcun modo;
  • osservare le sensazioni che provengono dal nostro corpo "dall'interno" (cosiddetto Body-Scan) magari a occhi chiusi, senza modificarle. Sensazioni di caldo/freddo, duro/morbido, colori, e così via.

Queste meditazioni sono inizialmente guidate dal/la terapeuta, individualmente od in gruppo, oppure con l'aiuto di una registrazione. In seguito il soggetto apprende a praticarla per proprio conto.

Troppo semplice? Ma è proprio ciò che oggi manca! I momenti di silenzio, di ascolto del Sé profondo, sono molto rari, a parte chi sia praticante di yoga o di meditazione.

Mindfulness vuol dire letteralmente "pienezza della mente", più in generale massima consapevolezza di sé e del momento presente. La metodica è stata già ampiamente validata in vari disturbi psicopatologici, alla base dei quali è presente un'ansia eccessiva, ed una scarsa consapevolezza del Sé e delle proprie sensazioni.

Nel prossimo articolo preciserò come questa tecnica viene applicata ai disturbi alimentari, soprattutto nella bulimia e più in genere in un modalità inadeguata di alimentarsi.

Qualcuno/a di voi ha sperimentato questa tecnica?

Articolo del dottor Tacchini, iscritto all'Ordine degli Psicologi della Toscana.

Scritto da

Dott. Leopoldo Tacchini

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