“C’era una volta una bellissima principessa...”

L’immagine del femminile che troviamo nelle favole più comuni racconta di stereotipi profondamente radicato nella nostra società.

9 MAG 2018 · Tempo di lettura: min.
“C’era una volta una bellissima principessa...”

"C'era una volta...." così cominciano le favole più conosciute....

La maggior parte di queste rappresentano stereotipi piuttosto comuni del ruolo del femminile nella famiglia e nella società.

Pensiamo alla favola di Biancaneve, di Cenerentola, della Bella Addormentata nel bosco: la principessa é sempre bellissima, dalle rare e incantevoli virtù, che a causa della situazione in cui si trova deve necessariamente attendere che un principe che non conosce non solo la salvi, ma se ne innamori immediatamente al punto da sposarla in pochi giorni ( come se fosse il massimo premio).

Domanda: perché le principesse devono essere bellissime? Quelle brutte che fine fanno?

Perché le principesse devono sopportare angherie ed ingiustizie di ogni tipo per potersi meritare di avere un futuro migliore vedi terribili sorelle di Cenerentola o la matrigna di Biancaneve.....?

Perché le principesse devono essere sposate obbligatoriamente da chi le salva?

Perché l’amore vero é solo a prima vista o svista perché in diversi casi la principessa era morta e non ha visto chi la baciava?

Purtroppo in molti casi, nelle favole che ci appartengono e che hanno accompagnato la nostra infanzia, il modello di auspicata e bellissima ( da augurarsi addirittura "per sempre") relazione affettiva che tratteggiano come desiderio massimo a cui aspirare per una donna, ove l'unica risorsa della stessa universalmente riconosciuta é costituita dalla sua superiore bellezza, dal suo candore e virtuosità e dal dover attendere un uomo che la salva, porta ad attendere inconsciamente " un principe azzurro" che o si é estinto o mai è esistito.

In quasi tutte le favole l'amore é a prima vista, e la meravigliosa principessa risulta felicissima di abbandonare la sua terra, la sua casa, tutto di ciò che aveva costruito nella sua vita ( come se valesse nulla,come se fosse stato solo un passare il tempo in attesa della svolta) per dedicarsi anima e core ad un principe con cui neppure ci ha preso un caffè. Non bastava un “ grazie principe!”?

Il ruolo della principessa spesso é passivo, fragile, in secondo piano. Non si può tirare fuori dai guai, non può prendere decisioni, non può avere difetti o cadute di stile, non può rendere pan per focaccia....

Favole. Sappiamo benissimo che sono solo favole. Eppure proviamo a chiederci :

Quanto sono radicati questi stereotipi che ci vengono trasmessi da generazioni nel nostro inconscio ?

Prendiamoci il tempo di guardarci!

Scritto da

Dott.ssa Fabiana Nicolini

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