Buongiorno Tristezza!

Chi ha detto che la tristezza sia un’emozione negativa? Al contrario può diventare una nostra grandissima alleata!

12 GIU 2020 · Tempo di lettura: min.
Buongiorno Tristezza!

Le emozioni sono fondamentali per l'essere umano. Oltre a farci sentire "vivi", ci forniscono tutta una serie di informazioni indispensabili alla nostra sopravvivenza: la paura è quell'emozione che ci terrebbe distanti dal bordo di un cornicione, così come il disgusto, potente meccanismo di difesa nato per aiutare l'uomo a stare lontano da cibi avariati, contaminati o che possano, in qualche modo, fargli male. Paura e disgusto non sono certamente emozioni piacevoli da sperimentare, ciononostante possiamo certamente considerarle come positive.

Tuttavia, nonostante la tendenza a ritenere tutte le emozioni funzionali al nostro benessere mentale, ma anche fisico, siamo ugualmente portati a ritenerne alcune come più "negative" rispetto ad altre. Questo atteggiamento vale soprattutto nei confronti della tristezza.

Lo scorso anno mi sono ritrovata a condurre un laboratorio, che trattava il tema delle emozioni, in una scuola elementare. Al progetto partecipavano tutte le classi dell'Istituto, quindi mi sono potuta confrontare con alunni di età differenti, e di fronte alla mia domanda di apertura dell'attività: "Secondo voi, la tristezza è un'emozione positiva o negativa?", l'opinione di tutti i bambini intervistati è stata la stessa: "La tristezza è certamente un'emozione negativa".

Se riproponessi il medesimo quesito anche agli adulti, sono quasi certa, che molti di loro mi darebbero la stessa risposta.

Quello che in genere si sperimenta, quando ci si sente tristi, è un grande senso di malessere, di vuoto e di solitudine. La tristezza compare ogni qual volta si sperimenti il dolore per una perdita, ma può anche essere collegata al senso di frustrazione per una mancanza che, in principio ci farà provare rabbia, ma che, quasi sempre, si risolverà con un pianto a dirotto.

Guardando perciò la tristezza per come è solita presentarsi, sembrerebbe, effettivamente, non avere una sua utilità, in quanto sappiamo non proteggerci dai pericoli come fa la paura, di certo non ci permette di essere felici, compito della gioia, nè, tantomeno, ci consente di affermarci nel mondo, facendoci sentire fragili e deboli.

Come può quindi essere anche la tristezza considerata un'emozione positiva?

Ebbene la tristezza è fondamentale per elaborare gli eventi spiacevoli che ci accadono. Una delle sue funzioni principali è proprio quella di esplicitare il desiderio di avere la vicinanza degli altri e, utilizzando il meccanismo del pianto, segnale che attiva negli esseri umani l'empatia, stimola la messa in atto di comportamenti di conforto e sostegno. Quindi la tristezza agevola il rafforzamento dei legami interpersonali attraverso i processi di attaccamento.

Altra funzione importante svolta dalla tristezza è quella di consentirci di entrare in contatto profondo con noi stessi e con gli eventi della nostra vita. In tal senso diventa anche promotrice di cambiamenti: stare in contatto con la tristezza ci consente di prendere maggior consapevolezza riguardo i nostri moti interni segnalandoci, attraverso il malessere che percepiamo, che qualcosa ci addolora e, non risultando funzionale per noi e il nostro adattamento nel mondo, ci sollecita ad un cambiamento teso a raggiungere un equilibrio migliore.

La nostra cultura spesso ci porta a considerare la tristezza come un qualcosa che sia meglio nascondere e non mostrare, in quanto considerata un rischio per essere valutati dagli altri come fragili, stigmatizzandola come qualcosa di pericoloso e controproducente per la nostra vita. Ma il non consentirci di sperimentare la tristezza ci priva della possibilità di imparare a gestirla o, semplicemente, di accettarla come parte della nostra vita. Per questo diventa fondamentale imparare ad ascoltarci, stando in contatto con quello che proviamo, consentendoci di utilizzare ciò che percepiamo in maniera positiva, anche in termini di crescita personale. Accettare la tristezza e considerarla come nostra alleata ci consente di riconoscere il suo valore e di averne sempre meno paura. La tristezza permette al dolore di parlarci, e ciò allo scopo di aiutarci a pensare alla nostra vita e ai nostri valori ritrovando le forze per ripartire dopo un momento difficile, magari in una diversa direzione.

La parola felicità perderebbe il suo significato se non fosse bilanciata dalla tristezza.

- Carl Gustav Jung, psicoanalista -

Scritto da

Dott.ssa Cristina Modica

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