Accesso Psicologi Registra il tuo centro gratis

Bravo, bravissimo! Difficoltà educative ed aspettative genitoriali

<strong>Articolo rivisto</strong> dal

Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Le difficoltà educative, le aspettative genitoriali e le difficoltà che i figli e i bambini in generale vivono nella relazione con gli adulti

12 FEB 2020 · Tempo di lettura: min.
Bravo, bravissimo! Difficoltà educative ed aspettative genitoriali

"Fai il bravo eh!"

"Sei bravissima!"

Ammettilo: anche tu, felice genitore di uno o più pargoli, vuoi sorreggere l'autostima della tua progenie. E allora, come spessissimo (ahimè) capita, immagini che "bravo", anzi "Bravo!" sia una buona idea.

Facciamo un passo indietro, creiamo un po' di "sfondo" dicono i gestaltisti.

Conosci la differenza tra dire (perdonerai il francesismo), "sei un cretino" e "hai fatto una cretinata"?

Se la cosa non ti balza all'occhio, cerco di chiarirla.

Sei un cretino: è un'etichetta, un giudizio di valore, una diagnosi, un giudizio SULLA persona.

Hai fatto una cretinata: è un'etichetta, un giudizio di valore, una diagnosi ma su un comportamento.

Ergo: la prima è un giudizio su chi sei. La seconda su ciò che fai.

"Sono cosi come tu mi vedi, sono cosi come tu mi dici che sono."

Immagina anche il tono con cui viene detto. Un comportamento è qualcosa che si fa. Posso fare qualcosa male e farla bene. Ma se smetto di farla, rimango sempre io che faccio o non faccio qualcosa. Ma se invece io ricevo un giudizio di valore, cosa posso modificare? È un giudizio su di me, e non posso smettere di essere me.

Il comportamento è quello che facciamo ed è solitamente rivolto verso l'esterno. Invece la persona è la persona.

Ora: come un bravo mutatore sa, i primissimi mattoni che vengono poggiati, determineranno il risultato finale di tutto il muro che ci si appresta a costruire. Dritto oppure storto, inclinato o perfettamente perpendicolare, si deciderà dall'inizio.

Bene: se immagini di sostenere l'autostima del figlio tuo con complimenti e sorridenti "Bravo!" Succederanno, a mio avviso, almeno un paio di cose che potrei considerare spiacevoli. La prima: "bravo!". E il figlio sorridente è chiaramente felice del complimento, ma bravo a fare cosa?

"Mi raccomando, fai il bravo!"

Che vuol dire? Ti faccio notare una cosa: dire " fai il bravo" è molto diverso da " comportati bene" (che è comunque vaga come espressione perché "bene" ha un milione di accezioni diverse, ma almeno pone l'accento sul comportamento da tenere e non sulla persona da dover essere), che è ancora diverso da "fai quello che dice nonna".

Fare quello che "dice nonna" vuol dire qualcosa tipo "rimetti la tua volontà al volere di nonna". Certo, magari non sarà la cosa più bella del mondo da fare, ma è una traccia concreta da seguire. Si limita il libero arbitrio, ma è molto meno vago di " fai il bravo".

La seconda cosa spiacevole è questa: tu figlio a cui piace ricevere complimenti, pur di continuare a riceverli, farai quello che io genitore ti dico di fare. Non sai cosa, ma cerchi di farlo.

Quindi potrebbe accadere che quel bravo, si trasformi in un'inconsapevole manipolazione più utile a me genitore, per la "gestione" del figlio, che non al sostegno della sua autostima.

Detta in soldoni l'autostima dipenderà non da me, ma dal giudizio che tu genitore mi dai.

Ma da grandi ci saranno mille genitori (capi, colleghi, amici, amanti,...) E purtroppo se dovesse dipendere sempre dall'esterno, dovrò perennemente piegare la mia volontà, il mio volere, all'altrui volontà. In una metaforica gara, parto sempre con mezzo giro di ritardo.

Scritto da

Giovanni Ruggiero

Lascia un commento

ultimi articoli su psicologia infantile