Bisogna superare i pregiudizi sulla terapia sessuale

In generale, la maggioranza delle persone che ha un problema sessuale, non si comporta seguendo il buon senso.

10 NOV 2014 · Tempo di lettura: min.

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Foto: opiumpinkprincess, deviantart

Non tutti reagiscono alla stessa maniera di fronte a problemi di diversa indole. Per esempio, davanti alla stessa situazione scolastica, economica o professionale, le risposte sono diverse. Ogni persona affronta lo stesso problema con gli strumenti della propria personalità.

  • Alcune persone cercano di affrontare il problema con serenità e lo analizzano per trovare la soluzione migliore; consultano o raccontano il tema a un buon amico, consigliere o esperto in materia; cercano di conoscere la causa, s'informano sulle soluzioni e prendono decisioni. Altre persone cercano di nascondere la testa sotto la sabbia, ingannando sé stessi, pensando che il problema si risolverà da solo.
  • Ci sono persone che s'innervosiscono e si preoccupano esageratamente e quando cercano di trovare soluzioni si bloccano e la loro agitazione gli fa peggiorare la situazione.

Non c'è dubbio che se ci chiedessimo qual è il comportamento più adatto per risolvere un problema risponderemmo che lo è il primo. In teoria, questa sarebbe la risposta sensata e razionale.

Le convinzioni ci condizionano

In generale, la maggioranza delle persone che ha un problema sessuale, non si comporta seguendo il buon senso. Davanti al problema reagiamo irrazionalmente, nascondendolo, non parlandone, non chiedendo consiglio e cercando di dimenticarsi della sua esistenza. Non ne parliamo nemmeno con il nostro partner o i nostri amici e soffriamo in silenzio.

Negli uomini quest'atteggiamento è probabilmente più marcato. Si tratta di una sorta di “complesso dell'uomo falso": mi hanno insegnato che sono “un uomo" e questo significa una risposta sessuale perfetta in ogni momento. Seguendo questa convinzione, quando qualcosa non va perfettamente, pretendo di essere e sembrare quello che devo essere, anche se, in fondo, ho paura di non esserlo e lo nascondo, perché credo che non esserlo è sinonimo di perdente.

Funzionano proprio così le nostre teste, con convinzioni false ed erronee rispetto a quello che “dobbiamo essere" e a quello che gli altri “si aspettano" da noi. Credenze erronee di ogni tipo che ci portano a comportamenti ugualmente erronei e dannosi per noi stessi e per le nostre relazioni, facendoci soffrire inutilmente.

Quest'atteggiamento ci porta, in molti casi, a cercare di evitare le circostanze in cui il problema si manifesta e i momenti in cui può scaturire una conversazione sul tema. Organizziamo giornate lavorative interminabili in modo da prolungare la nostra permanenza in ufficio con diversi compiti, tutti prorogabili; ci riuniamo con gli amici al bar, bevendo fino a tarda notte o anche fino alla mattina; accampiamo scuse come la stanchezza, preoccupazioni, stress lavorativo, ecc. Se in tono scherzoso (che è quello più utilizzato nel gergo maschile da bar) qualche amico fa riferimento al nostro problema o a qualcosa di simile, partecipiamo come se non ci riguardasse.

Cerchiamo di evitare i momenti d'intimità con il nostro partner, evitiamo situazioni che ci possano “compromettere", ottenendo in cambio che l'altra persona inizi a farsi domande sul proprio fascino, sul nostro affetto e su molte altre cose che mineranno la fiducia e la comunicazione, aspetti molto importanti in una relazione.

Cosa fare quando si ha un problema sessuale

Quando ci rendiamo conto di avere un problema nella nostra risposta sessuale, sia quando pratichiamo autoerotismo o quando abbiamo relazioni sessuali con un'altra persona, quello che bisogna sapere è che:

  1. Questo problema ha una soluzione nel 95% dei casi, ci sono trattamenti per poter avere una vita sessuale soddisfacente al 100%.
  2. Sicuramente è un problema che possiamo risolvere in poco tempo se agiamo rapidamente.
  3. Più tempo lasciamo passare senza rivolgerci ad un/a professionista, più rischiamo di peggiorare il problema e di rendere cronico il nostro comportamento, con le conseguenze che questo ha per noi stessi e per la coppia.

La sostanza della questione si trova, dunque, nel superare questi pregiudizi, questa vertigine, questa vergogna e questo timore di andare in terapia. Ecco una serie d'idee che ci permettono d'impostare il problema in maniera corretta e che ci aiutano a superare i nostri pregiudizi.

  • Si stima che un 70-80% degli uomini hanno sofferto, durante il corso della loro vita, di qualche tipo di disfunzione sessuale. Per questo è più probabile che se parliamo del nostro problema con amici, partner e famiglia, apertamente e senza timore, ci diranno che anche loro hanno sofferto o soffrono di problemi simili.
  • In ogni caso, se potessimo leggere nelle loro menti, leggeremmo le stesse cose che ci sono nella nostra. Tuttavia parlare lenisce il timore e lo stress che ci causa l'isolamento e l'incomunicabilità. Gli altri saranno grati per la fiducia e per la nostra apertura. In questo modo contribuiremo a normalizzare la sessualità e distruggeremo stereotipi come quello del “macho".
  • C'è sempre una prima volta per tutto. Ricordiamoci della prima volta che arrivammo a scuola o all'università o a lavoro o al primo appuntamento. Probabilmente provavamo timidezza, timore, insicurezza, ansia, ecc. Prima superiamo questi pregiudizi verso la terapia prima potremo affrontare e risolvere il nostro problema.
  • Se non andiamo in terapia perché pensiamo che già è passato molto tempo e che sarà difficile risolvere il nostro problema, cerchiamo di ricordare che nonostante sia già passato del tempo è sempre possibile risolverlo.
  • Se non andiamo pensando che non esista una soluzione, ci stiamo dando per vinti prima di cercarla; siamo stati sconfitti prima di affrontare la situazione. Questo non solo non aiuta ma danneggia altre aree della nostra personalità generando: bassa autostima, insicurezza, scontentezza, frustrazione, insoddisfazione, repressione, tristezza, ansia, elusione delle relazioni emozionali e intime con altre persone, ecc.
  • Pensiamo a cosa è più importante: la nostra immagine o il nostro benessere? Ci sono persone che vivono solamente per l'immagine che proiettano all'esterno e non si rendono conto che ciò produce un enorme grado di insoddisfazione personale. Tutto, infatti, viene fatto in funzione di quello che penseranno gli altri, senza prendere in considerazione le proprie necessità e desideri. Al contrario, se diamo priorità al nostro benessere otterremo due cose: 1) essere più felici; 2) sviluppare ulteriormente la nostra autostima e personalità. Paradossalmente il secondo modello di comportamento produce molti più ammiratori che il primo. Ottiene maggior successo a livello sociale una che persona agisce secondo i propri schemi piuttosto che chi cerca l'approvazione e l'accettazione degli altri.
  • La terapia non è sinonimo di debolezza, incapacità sessuale, ecc. ma d'intelligenza. In terapia c'informiamo, acquisiamo conoscenza sul nostro corpo e il suo funzionamento. Abbiamo più strumenti mentali per risolvere soddisfacentemente questo e altri problemi. Impariamo nuovi comportamenti che arricchiscono la nostra personalità, cresciamo e ci sentiamo meglio. Saremo maggiormente capaci di dare una mano e consigliare un amico, un fratello, un figlio o un collega che sta vivendo lo stesso problema.
  • Quando si supera questo “complesso del falso uomo" e si va in terapia si recupera autostima, aumenta la sicurezza in sé stessi e s'impara a affrontare i problemi in altri modi. Evitiamo di soffrire gratuitamente.

Non bisogna rinunciare ad una vita sessuale felice

Potremmo continuare ancora a elencare i vantaggi di superare i pregiudizi per andare in terapia, però quelle già esposte sono più che sufficienti per chiederci se vale la pena avere un atteggiamento di rifiuto e di autoinganno o decidere di affrontare il problema come se si trattasse di un problema alla vista, al cuore o una gastrite.

Non dimentichiamo che la sessualità è fonte di piacere, gratificazione e soddisfazione non solo fisica ma anche emozionale, affettiva e intellettuale. Godere di una sessualità equilibrata e condivisa genera uno stato di piacere e benessere che incide direttamente e indirettamente sulla nostra salute. La chimica che si produce nel nostro cervello (ormoni, proteine, endorfine, dopamine, ecc) circolano nel nostro sistema nervoso e nel sangue giungendo agli organi vitali (cuore, rene, cervello) che si alimentano di questi “nutrienti", facilitandone e migliorandone il funzionamento.

Il benessere emozionale che provoca una sessualità vissuta pienamente contribuisce notevolmente a uno stato d'animo positivo, allegro e vitale. E a sua volta questo stato d'animo influisce sulla nostra salute fisica.

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