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Batteri intestinali e demenza: un possibile collegamento

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Un recente studio ha dimostrato che la composizione del microbioma intestinale sarebbe collegata al rischio di sviluppare determinate condizioni come demenza, obesità, asma...

7 OTT 2019 · Tempo di lettura: min.
Batteri intestinali e demenza: un possibile collegamento

Un'equipe di ricercatori giapponesi ha scoperto delle grandi differenze a livello intestinale tra anziani che soffrono di demenza e anziani che non ne soffrono. I due gruppi presenterebbero un microbioma intestinale altamente diverso. Con il termine "microbioma" si fa riferimento ai trilioni di batteri ed altri microbi che vivono all'interno del sistema digestivo umano.

Batteri intestinali diversi

Come mostrato in precedenza da studi recenti, i batteri intestinali fanno ben più che limitarsi a facilitare la digestione. Sembrerebbero, infatti, entrare in gioco in occasione di una vasta gamma di funzioni corporali, dalle difese immunitarie alla produzione di vitamine, composti anti-infiammatori, senza dimenticare i composti chimici in grado di trasmettere vari messaggi da una cellula cerebrale all'altra.

I ricercatori, inoltre, hanno scoperto che la composizione del microbioma intestinale è collegata al rischio di sviluppare varie malattie quali l'obesità, l'asma e il diabete di tipo 1.

Questi studi, però, non sono in grado di provare che i batteri intestinali siano capaci di contribuire allo sviluppo di queste malattie o alla protezione da esse. Gli esperti, infatti, tengono a precisare che neppure il nuovo studio giapponese è in grado di offrire delle certezze assolute.

Questo studio ha rivelato che soltanto un gruppo di pazienti affetti da demenza presentava dei microbi intestinali diversi rispetto agli adulti che non soffrivano di questa malattia, eppure dovremmo aspettarci di trovare un gran numero di differenze tra questi due gruppi di persone.

È molto probabile, secondo i ricercatori, che la demenza fosse la causa delle differenze presenti all'interno dell'intestino e non il risultato di queste differenze. Ad esempio, considerando quanto l'alimentazione sia fondamentale alla composizione dei batteri intestinali, il fatto che le persone affette da demenza spesso presentino dei cambiamenti a livello dell'appetito porta spesso questi pazienti a soffrire di malnutrizione.

A questo punto non si è ancora in grado di dire se si tratti di un'associazione di causa ed effetto. Non sappiamo se si manifesta in primo luogo la demenza o le differenze all'interno del microbioma intestinale.

In generale, i ricercatori hanno scoperto che i pazienti affetti da demenza presentavano una concentrazione maggiore di determinati composti, come ad esempio l'ammoniaca, l'indolo e il fenolo, collegati a livelli inferiori di bacteroides, ovvero di un gruppo di batteri che possono risultare benefici all'interno dell'intestino dal momento che aiutano a ridurre i microbi maligni, che causano le infezioni.

I batteri attaccano le cellule nervose

Al momento, si ritiene che la relazione tra il microbioma intestinale e la malattia non sia altro che un'area di ricerca interessante, ma ancora in fase di sviluppo. Resta ancora sconosciuto se i microbi abbiano un effetto diretto sul rischio di sviluppare la demenza.

Altri studi recenti si sono dedicati ad investigare se l'infezione cronica potesse presentare un legame con la demenza. Un gruppo di ricercatori, ad esempio, ha riferito di aver ritrovato lo stesso batterio che causa la gengivite, all'interno del cervello delle persone affette da Alzheimer. In alcuni esperimenti condotti sui topi è stato mostrato che i batteri avrebbero potuto spostarsi dalla bocca al cervello per poi attaccare le cellule nervose. Altre ricerche, invece, hanno mostrato dei livelli particolarmente elevati di alcuni ceppi del virus dell'herpes all'interno del cervello delle persone affette da Alzheimer.

Tutto ciò non fa che aumentare la possibilità che degli "organismi esterni" potrebbero giocare un ruolo importante nello sviluppo della demenza, tuttavia nessuno sa ancora cosa accada con esattezza.

Tenere la pressione sanguigna bassa

Riguardo quest'ultimo studio, alcuni studiosi sottolineano che, benché la presenza di determinati batteri infettivi sia stata collegata alla demenza, potrebbe non trattarsi direttamente delle infezioni: i batteri responsabili della gengivite e il virus dell'Herpes sono estremamente comuni. La semplice presenza di questi batteri o virus, quindi, non costituisce un fattore critico per lo sviluppo della malattia di Alzheimer, potrebbe piuttosto essere la reazione generale del corpo a costituire un fattore di rischio.

Per una buona prevenzione delle malattie come la demenza, gli esperti raccomandano il solito stile di vita già collegato in passato ad una migliore salute cerebrale: praticare dell'esercizio fisico in modo regolare, non fumare e seguire un'alimentazione sana per la salute cardiaca. Inoltre, va fatta notare l'importanza di mantenere una pressione sanguigna bassa. Secondo un importante studio pubblicato di recente, infatti, un controllo della pressione "intensivo", al di sotto dei 120 mm Hg, contribuirebbe ad abbassare il rischio di sviluppare dei problemi lievi relativi alla memoria e al pensiero negli anziani.

Fonti:Saji N, Niida S, Murotani K, Hisada T, Tsuduki T, Sugimoto T, Kimura A, Toba K, Sakurai T, "Analysis of the relationship between the gut microbiome and dementia: a cross-sectional study conducted in Japan". Sci Rep. 2019 Jan 30;9(1):1008. doi: 10.1038/s41598-018-38218-7.

Scritto da

Dott Federico Baranzini

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