Accesso Psicologi Registra il tuo centro gratis

Bambini e lutto, indicazioni per i genitori

<strong>Articolo rivisto</strong> dal

Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Il lutto è un avento destabilizzante per tutti i membri della famiglia, i bambini sono esposti come tutti a qeusto accadimento così difficile. Qualche indicazione per i genitori

26 GEN 2016 · Tempo di lettura: min.
Bambini e lutto, indicazioni per i genitori

La morte di una persona cara rappresenta di per sé l'esperienza emotiva più dolorosa per gli tutti gli esseri umani, adulti o bambini che siano.

La perdita diventa ancora più difficoltosa se è nella fattispecie quella di un genitore, per un bambino ancora maggiormente.

Anche la morte di un nonno rappresenta un momento particolarmente delicato per il bambino, che vive e attraversa l'esperienza della perdita per la prima volta, per la prima volta si confronta con questa tematica: anche la morte di un nonno apre diversi interrogativi nel bambino relativa alla vita, alla morte e alla possibilità di perdere giustappunto un genitore.

[Mattia, 4 anni; la nonna materna è mancata prima della sua nascita; spesso chiede alla sua mamma di ricordare la nonna "chi era la nonna, cosa faceva?".

Spesso riferisce alcune sue paure relative ai nonni che sono presenti nella sua vita. "Moriranno? Quando? In che modo? E anche tu mamma morirai prima o poi..."]

Il come il bambino vive a attraversa l'evento morte di un genitore o di una figura di riferimento dipende da molti fattori:

  • dall'età del bambino
  • dallo sviluppo cognitivo ed emotivo del bambino
  • dalle esperienze di vita pregresse
  • dalle reazioni cognitive ed emotive degli adulti

(nella fattispecie da cosa pensano gli adulti della morte, come la vivono emotivamente)

  • dalle circostanze della morte (morte per malattia e morte violenta)
  • dalla modalità con cui il bambino è stato informato della morte del proprio caro
  • dal sostegno che ha ricevuto successivamente

Le fasi

I bambini così come gli adulti attraversano tre fasi nell'elaborazione del lutto:

  • una fase detta dell'evitamento: il bambino è incapace di comprendere cosa sia successo e vi si oppone. Non vuole parlarne, cambia discorso, va via.
  • una fase detta del confronto emotivo, in cui il bambino si confronta con la perdita, ne prende atto cognitivamente, piano piano, seguendo i suoi tempi e i suoi modi, ponendo qualche domanda per provare ad avvicinarsi alla questione
  • una fase detta dell'accomodamento: il bambino progredisce giorno dopo giorno in modo adattivo al nuovo mondo, senza però dimenticare il vecchio mondo, e può reinvestire emotivamente verso il futuro.

In questa fase centrale è il ruolo di sostegno degli adulti di riferimento.

Le reazioni comuni ai sentimenti dopo la perdita di una persona cara sono: la tristezza, la rabbia (sia intesa come frustrazione per non avere potuto fare nulla per prevenire la morte, sia come regressione/protesta "Come hai potuto lasciarmi...sei cattivo"

I sentimenti più comuni sono

  • la colpa o l'autorimprovero: "avrei dovuto fare così, magari non sarebbe successo"
  • l'ansia: "ce la farò a cavarmela da solo..."
  • l'intorpidimento: "è troppo, troppo tutto, sono disorientato..."

E poi ancora, la solitudine, la stanchezza, il senso di impotenza, lo struggimento.

Le sensazioni fisiche più comuni che si possono presentare sono:

  • vuoto allo stomaco
  • inappetenza
  • stretta nel petto
  • stretta alla gola
  • ipersensibilità al rumore
  • affanno, respiro corto
  • muscoli deboli
  • mancanza di energia
  • poca salivazione

I comportamenti più comuni sono:

  • pianto disturbi nel sonno
  • disturbi nell'appetito
  • comportamento distratto
  • difficoltà a concentrarsi
  • difficoltà nella socializzazione
  • ritiro sociale

La variabilità dell'età è molto importante

  1. sotto i 2 anni la morte è associata al semplice dormire o all'assenza. "So sveglierà, tornerà"
  2. dai 3 ai 5 anni i bambini non differenziano la realtà dalla fantasia; la morte è reversibile, si torna in vita. Il pensiero è magico.
  3. dai 6 ai 9 anni: i bambini in età scolare iniziano a comprendere la non reversibilità della morte causata da vecchiaia, malattia e incidenti.
  4. dai 10 ai 12 anni la morte è concepita irreversibile, definitiva e inevitabile
  5. dai 12 anni ai 14 anni: la morte è completamente accettata come parte della vita
  6. in adolescenza: il concetto di morte è chiaro, ma le reazioni dipendono dai conflitti intrapsichici che attraversano il giovane, dai cambiamenti fisici e emotivi a cui è esposto.

Genitori, che fare?

Innanzitutto, comunicare la notizia il prima possibile, altrimenti il rischio è quello che il bambino possa immaginare cose ancor più terrificanti e allo stesso tempo possa sentirsi solo con questo fardello sulle spalle.

I bambini sono dei grandi osservatori: osservano i gesti e gli sguardi degli adulti che hanno accanto, leggono negli occhi i sentimenti e le emozioni, interpretano i comportamenti di chi sta accanto a loro. Si accorgono dei discorsi a bassa voce, dello sconvolgimento della routine quotidiana, delle emozioni negative che aleggiano nell'aria.

Prepararsi chiedendosi quali sensazioni e emozioni suscita in noi la morte; quale immagine abbiano noi della morte. Trovare parole semplici, chiare, precise senza usare metafore. Evitare di dire "è partito per un lungo viaggio".

Usare la parola "è morto", senza paura e reticenza.

Quattro sono i messaggi da dare al bambino: (es il nonno)

  • Il nonno non sarà più con te
  • il nonno non voleva morire
  • il nonno non tornerà più
  • non è colpa tua

Dimostrarsi disponibile a rispondere a tutte le domande che vorrà porre tenendo presente sempre l'età del bambino e la rappresentazione che egli può avere cognitivamente della morte

Osservare il bambino nelle sue reazioni emotive e comportamentali; comunicare alla scuola e alle insegnanti l'evento che si sta vivendo in casa; parlare molto dei propri sentimenti, confrontandosi su ciò che ciascuno di noi può provare.

Si può anche piangere; per il bambino è molto importante poi la fase della consolazione e della rassicurazione.

E' possibile veder piangere un proprio genitore, se lo si vede poi sereno.

Far partecipare il bambino al funerale secondo il proprio credo religioso; le ritualità connesse a queste celebrazioni, anche atee, sono molto importanti in quanto consentono alla psiche di dare un contenuto e un senso alle proprie emozioni.

E poi i bambini sono imprevedibili: Andrea 5 anni al funerale di una insegnante morta a seguito di un intervento chirurgico di routine. In chiesa rimase molto colpito dalle lacrime di un'altra insegnante."mamma, perchè la Titty piange?"

Scritto da

Dott.ssa Cristina Fumi

Lascia un commento
2 Commenti
  • Luana Vitolo

    Salve, da pochi giorni abbiamo subito un lutto in famiglia. Ho un bimbo di 29 mesi, e per l'età che ha è molto intelligente. La persona che ci ha lasciati è la mia adorata nonnina, nonché bisnonna di mio figlio, al quale era molto legato. L'abbiamo fatto salutare quando era nella bara e lui mi disse di stare in silenzio perché la sua nonnina dormiva nella culla grande. Beh ora viene il bello, so che gli manca tanto perché manca a tutti noi, ma lui è diventato capriccioso, inappetente, vuole stare solo con me, non so come comportarmi con lui. Chiedo aiuto grazie anticipatamente

  • francesca carella

    Ottima guida ottimi consigli grazie

ultimi articoli su psicologia infantile