Bambini, adolescenti e famiglie in un periodo di emergenza

In questo periodo di emergenza e di isolamento in famiglia, bambini, adolescenti e genitori potrebbero attraversare delle difficoltà, dalle più fisiologiche alle più impegnative. Come fare?

7 MAG 2020 · Tempo di lettura: min.
Bambini, adolescenti e famiglie in un periodo di emergenza

In questo periodo di emergenza COVID-19, le famiglie si sono trovate a riunirsi per un tempo lungo ed inaspettato. Da un lato questo può rappresentare un'occasione, dall'altro si tratta comunque di una situazione di emergenza, che può quindi favorire delle difficoltà di adattamento fino ad avere un vero e proprio impatto traumatico. Pensiamo ad esempio alle famiglie che hanno perso una persona cara senza poterla salutare.

Spiegare

È importante che ai bambini, anche ai più piccoli, venga raccontato, spiegato, ciò che sta accadendo, naturalmente in modo appropriato ad ogni età. Parlare insieme di qualcosa che genera timori, dubbi, incertezza, può aiutare i bambini a dar significato a ciò che è cambiato nella loro vita e in quella della famiglia. "Perché bisogna lavarsi le mani più spesso del solito?", "Perché non andiamo più a trovare la nonna?", "Perché non possiamo andare al parco per giocare con i miei amici?" - sono domande che i bambini si pongono, anche quando rimangono inespresse. Sta agli adulti farle emergere con delicatezza e rassicurare i bambini, senza però dar loro una prospettiva irrealistica. È importante essere chiari e coerenti.

Da un lato occorre proteggerli, ad esempio da un'esposizione eccessiva ai media, che talvolta potrebbe spingere al panico anche gli aduti, dall'altro non possiamo nemmeno minimizzare la situazione se la realtà ci impone ancora una certa vigilanza e se noi adulti stessi ci sentiamo preoccupati.

Quando sorgono delle difficoltà, cosa fare?

I bambini, soprattutto quelli piccoli, non comunicano con le parole allo stesso modo degli adulti, ma questo non significa che non possano risentire della situazione. Dobbiamo essere allora attenti osservatori dei loro comportamenti. Ad esempio qualche bambino potrebbe diventare più irrequieto, faticare ad addormentarsi, essere più irritabile, oppure non giocare più come prima, potrebbe cominciare a fare giochi ripetitivi o potrebbe regredire ad abitudini precedenti e sembrare più piccolo di quello che è. I modi di reagire ad una situazione sconosciuta sono i più vari e possono andare dal normale adattamento a difficoltà più importanti.

Soprattutto per i più piccoli, la perdita della routine giornaliera precedente può essere fonte di ansia. Possiamo aiutarli dando loro dei punti di riferimento nel corso della giornata, una nuova routine che possa diventare prevedibile, stabile, prestando attenzione però a non farci prendere dall'ansia di doverli impegnare continuamente in mille attività interessanti: per i bambini anche alcuni spazi liberi possono diventare spazi di creatività, se sentono che in caso di bisogno possono ritrovare la presenza rassicurante dell'adulto.

Antenne

Soprattutto, è importante comprendere che i bambini sono delle antenne formidabili per captare le emozioni di chi si occupa di loro: le nostre parole, i toni, i gesti, le espressioni del volto, i nostri atteggiamenti in generale, lasciano un'impressione forte su di loro. Per questo la nostra tranquillità, ma anche la nostra inquietudine, possono facilmente diventare la loro. I bambini però non hanno gli stessi strumenti degli adulti per conoscere e fronteggiare la realtà. Da un lato sappiamo che dispongono di una flessibilità e di una capacità creativa molto grandi, dall'altro queste risorse possono essere meglio attivate quando sentono di potersi rivolgere alle proprie figure di riferimento anche per esprimere le emozioni più sgradevoli.

Adolescenti

Per quanto riguarda gli adolescenti può capitare che ci si aspetti da loro una maggiore capacità di metabolizzare la situazione, ma bisogna considerare che anche per loro questo periodo ha portato delle limitazioni importanti.

La socialità in adolescenza riveste un ruolo centrale: ragazzi e ragazze hanno bisogno di misurarsi con i pari, ognuno a modo proprio. A quest'età compiono un graduale passaggio dalla dipendenza dalla famiglia ad un vissuto di maggiore privatezza e indipendenza. L'isolamento di questo periodo mette quindi in pausa un'intera parte della loro esperienza: se infatti riescono a tenersi in contatto tramite il web, i social, gli smatphone, è anche vero che è venuto a mancare l'importante aspetto della vita nel gruppo e il confronto dal vivo, la presenza fisica.

Ma affrontare tutto questo è difficile…

In definitiva non c'è la frase perfetta o il comportamento giusto da adottare in tutti i casi: ogni genitore può prendersi il tempo di osservare il proprio figlio, senza la paura di non sapere a priori cosa fare, di non poter avere tutto sotto controllo. Prendendoci questo tempo potremmo trovare nei bambini e negli adolescenti delle paure, delle difficoltà, che a volte, in fondo, potremmo riconoscere anche come nostre o che potremmo ricordare di aver avuto in passato.

Per far tutto questo è importante che non ci aspettiamo di essere superuomini o superdonne, sempre pronti ad ogni evenienza e in grado di essere disponibili in ogni istante. Questa emergenza ha avuto un grande impatto su tutti e probabilmente ci dovremo preparare alle difficoltà che emergeranno nel post-emergenza, dalla perdita del lavoro all'insorgenza di disturbi psicologici importanti, come i disturbi post-traumatici da stress o le depressioni.

Quindi, per aiutare i bambini e gli adolescenti dovremo per prima cosa ascoltare e aiutare noi stessi.

Quando sentiamo invece che la situazione in famiglia travalica le possibilità di gestione in un certo momento, è importante chiedere l'aiuto di un professionista.

Scritto da

Dott.ssa Valentina Palvarini

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