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Autostima e fiducia in sè

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

L'autostima è forse il tema più importante per il benessere. Cos'è? Come nasce? Come può essere accresciuta e perchè è tanto importante?

3 APR 2015 · Tempo di lettura: min.
Autostima e fiducia in sè

Chi ha buona autostima è soddisfatto e felice, è generoso, gentile, collaborativo e disponibile. Raggiunge obiettivi più alti nella vita, nel lavoro, in amore e nello sport. Ha relazioni più soddisfacenti. È gradevole e ricercato. È attrezzato per affrontare successi ed insuccessi. È naturale. È più simpatico ed allegro. Ha un buon rapporto con il corpo che è più naturale e rilassato. È più indipendente. Chi ha autostima è stimato. Chi si ama è amato. Chi si fida di sè è affidabile. Insomma chi ha autostima si sente bene e vive soddisfatto.

L'autostima si basa su quattro pilastri che possono essere alimentati e curati in qualunque momento. Il primo pilastro è la consapevolezza di se. Indica il coraggio a prendere atto delle proprie emozioni anche quando sono indesiderate. Dirci che non abbiamo paura quando siamo terrorizzati è come cliccare sul tasto "così non vado bene" del nostro cervello. Inoltre le persone con bassa autostima non si valutano in modo obiettivo, tendono a sottostimare le proprie qualità ingigantendo i difetti.

Il secondo pilastro è il riconoscimento dei propri bisogni. Questi sono alla base di ogni nostra azione ed è importante saperli riconoscere e per poterli soddisfare. È importante accettare ciò che si è. Considerarci esclusivamente in funzione a ciò che si fa relega l'autostima alla sfera delle prestazioni. Autostima non vuol dire perfezione ma capacità di accettare ciò che siamo e magari poi migliorarci.

La responsabilità personale è il terzo pilastro. La bassa autostima porta a non fidarsi di noi stessi ed affrontare la vita con indecisione e scarso senso di efficacia. Diventa faticoso prendersi la responsabilità dei fallimenti ed il rischio è che questi vengono attribuiti alle circostanze. in questo caso non possiamo far niente per migliorarci. Responsabilità vuol dire anche riconoscere gli errori. È difficile per chi non ha sufficiente autostima e che vive questo come la conferma del proprio scarso valore. Ma così non è. Tutti sbagliamo.

L'ultimo pilastro è l'autovalutazione positiva. È fondamentale sapersi valutare nel modo giusto per affrontare la vita secondo le proprie possibilità ed evitare le frustrazioni date dalle richieste eccessive.

Chi ha bassa autostima desidera ricevere feedback positivi dall'ambiente ma è portato ad assorbire quelli negativi perché vissuti come coerenti con la propria autovalutazione. La fiducia di base si struttura fin dai nostri primi momenti di vita. I nostri genitori rispondono ai nostri bisogni da bambini e questo fa si che ci sentiamo riconosciuti e sperimentiamo un sentimento di autoefficacia. Il genitore che ci sorride ci fa sentire apprezzabili, il loro tocco ci fa sentire sicuri, le risposte ai nostri bisogni ci fanno sentire importanti. I nostri genitori sono il nostro specchio. Ci offrono un modello, attraverso il quale impariamo come affrontare la vita. Sia i genitori che proteggono i propri figli da qualunque frustrazione o delusione sia quelli che ignorano e trascurano i bambini contribuiscono alla genesi di una scarsa autostima.

Uno stile adeguato allo sviluppo sano si basa sull'accettazione dei figli, l'espressione di aspettative adeguate e l'insegnamento di una corretta autonomia.

Non c'è niente di più importante per i bambini del sentirsi amati ed accettati in quanto tali e non per le cose che fanno o hanno. Una visione realistica delle capacità dei propri figli, consente loro di averne consapevolezza e possibilità di svilupparle. È importante il rinforzo verbale e comportamentale. È importante che i rimproveri siano equilibrati alle lodi.

Oltre a questo è importante che i bambini sperimentino successi e si sentano bravi. È importante dunque che i genitori abbiano e manifestino aspettative adeguate, non adultizzando i figli e non chiedendogli più o meno implicitamente di essere il figlio "ideale".

Compito fondamentale quanto a volte ingrato dei genitori è arrivare a rendere i figli autonomi. Questo lo si fa attraverso un corretto pieno di affetto che consente loro di potersi staccare, assumersi le proprie responsabilità ed esplorare il mondo. Un rischio molto frequente è quello di passare ai figli il messaggio che non vogliamo che crescano. La conseguenza è che non cresceranno per non farci stare male. Così non cresce nemmeno la fiducia in loro stessi.

L'autostima è il rapporto che abbiamo con noi stessi. E come tale può essere migliorato in ogni momento. Basta che lo vogliamo ed utilizziamo il giusto modo.

Scritto da

Dott. Miro Moretti

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