Attacchi di panico: sintomi e trattamento

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Pensi di avere avuto un attacco di panico ma non sei sicuro/a di poter riconoscerne i sintomi? Te li spieghiamo attraverso il nostro articolo.

6 apr 2018 · Tempo di lettura: min.
Attacchi di panico: sintomi e trattamento

«La caratteristica del timor panico consiste nel fatto che esso non è chiaramente cosciente della sua ragion d'essere, e più che conoscerla la presuppone, facendo valere in mancanza di meglio come ragione del timore il timore stesso», Arthur Schopenhauer.

Il 5% delle persone avrà almeno un attacco di panico nel corso della sua vita. Tra 1,5% e 3,5% della popolazione generale è descrivibile come caratterizzata da attacchi di panico inaspettati e ricorrenti, non associati ad uno stimolo situazionale, e da una persistente preoccupazione di avere altri attacchi. 

Non sempre è facile spiegare cos'è un attacco di panico, soprattutto a quelle persone che non ne hanno mai avuto uno.

Non sempre è facile spiegare cosa sia un attacco di panico, soprattutto a coloro che non ne hanno mai avuto uno. Esso si presenta come un intenso disagio, durante il quale quattro (o più) dei seguenti sintomi si sviluppano improvvisamente, raggiungendo il picco nel giro di 10 minuti circa:

- palpitazioni, cardiopalmo, o tachicardia;- sudorazione;- tremori fini o a grandi scosse;- dispnea o sensazione di soffocamento;- sensazione di asfissia (mancanza d'aria);- dolore o fastidio al petto;- nausea o disturbi addominali;- sensazioni di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o di svenimento;- derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da sé stessi);- paura di perdere il controllo o di impazzire;- paura di morire;- parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio);- brividi o vampate di calore.

Quattro sintomi tra quelli sopra citati sono sufficienti per essere in presenza di un attacco di panico.

Nonostante la durata sia relativamente breve, l’attacco è così intenso da lasciare l’intenso timore che possa ripresentarsi, tracciando un segno marcato nella vita di chi ne è stato colpito. Una spiacevole sensazione di indebolimento del senso di sé prende il sopravvento. La persona finisce per focalizzare l’attenzione sulle sensazioni fisiche e mentali attivate dall’ansia, concentrando il timore sull’eventualità di morire o di impazzire o di perdere il controllo.

Nell’attacco di panico, la realtà risulta soffocata dalla paura. Essa finisce per sedimentarsi. Quando l’angoscia cresce, si trasforma in pochi minuti in ansia. La reazione a livello fisico e psicologico peggiora i sintomi, che man mano raggiungono il culmine, sfociando nell'attacco di panico vero e proprio.

La persona finisce per chiudersi in se stessa, temendo di affrontare situazioni varie. La sola possibilità di affrontare le situazioni temute provoca ansia anticipatoria. Se l’evitamento è bloccato viene nuovamente sperimentano un attacco di panico.

Ciò che è importante sapere è che gli attacchi di panico si verificano quando innocue sensazioni corporee e mentali,  legate all’arousal autonomico, vengono percepite come decisamente pericolose, ovvero segnali di un’imminente catastrofe interiore. Interpretando la confusione mentale come segnale di un impazzimento, per esempio, oppure scambiando una tachicardia come il segno di un infarto in corso, la percezione di minaccia incombente genera uno stato di forte ansia, che provoca ulteriore allarme, contribuendo ad aumentare l’intensità delle sensazioni temute e così via, fino ad innescare un circolo vizioso culminante nell’esplosione dell’attacco di panico. L’aspetto dell’autosuggestione contraddistingue, dunque, fortemente quanto appena descritto.

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Il frequente ripetersi di episodi di ansia e di panico induce la persona a sviluppare aspettative rispetto alle condizioni legate a tali sensazioni, aspettative che a loro volta diventano attivanti, focalizzando l’attenzione della persona verso le sensazioni giudicate spiacevoli o pericolose, tanto che queste saranno percepite più facilmente e con maggior intensità.

La permanenza di un sistematico stato di allerta produce risvolti sui meccanismi di mantenimento del disturbo: l’attenzione, l’immaginazione, la memoria e la memorizzazione avranno caratteristiche di selettività per sensazioni ed informazioni attinenti la possibilità di perdere il controllo e dunque vi sarà una maggiore disponibilità di informazioni di pericolo. Tale stato di allarme favorirà la comparsa dell’ansia anticipatoria che faciliterà l’insorgenza del panico.

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Le cause dell’attacco di panico non sempre sono chiare, nemmeno a chi lo sperimenta. Esso si distingue dall'ansia adattiva, ossia quella fisiologica legata alla sopravvivenza, e dall’ansia generalizzata, che si presenta senza la presenza di un pericolo reale. Se l’attacco di panico è generato dalla vista di un oggetto o legato alla presenza di uno specifico pensiero o determinato da situazioni specifiche in genere è considerato una fobia specifica. Un attacco di panico in presenza di uno stimolo che ricorda un episodio traumatico è più probabilmente associato, invece, ad un disturbo acuto o post-traumatico da stress.

Certamente vivere con la paura che l’attacco si ripresenti non permette di essere sereni, compromettendo la vita lavorativa e personale. Chiedere aiuto ad uno specialista costituisce una valida opzione. Non una crisi isolata, ma più crisi costituiranno oggetto di corretta diagnosi. Il medico di famiglia sarà il primo a valutare se si tratti di attacchi di panico o altri disturbi dai sintomi che possono confondere.

Il disturbo può essere controllato e spesso superato grazie alla terapia psicologica ed eventualmente un apporto farmacologico. Se i medicinali, come gli ansiolitici, potranno essere utili nel trattamento, il supporto di un professionista psicologo-psicoterapeuta consentirà di lavorare sulle cause e sulla gestione dei sintomi, riorientando le modalità di pensiero e di comportamento, rendendole più funzionali a contrastare i circoli viziosi del panico.

Se vuoi ricevere maggiori informazioni sul tema, puoi consultare il nostro elenco di professionisti esperti in attacchi di panico.

Articolo rivisto e corretto dalla dottoressa Luisa Ghianda

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Commenti 2
  • Concetta giaimi

    Salve io purtroppo ho spesso attacchi di panico da 2 anni circa ,si sono presentati con la prima convulsione di mio figlio , nn riesco più a vivere serena nn faccio più la vita di prima penso solo ed esclusivamente ad evitare di fargli prendere freddo di farlo sudare , gli tocco la fronte di continuo per vedere se ha febbre ,e nn solo vivo male io noto che sto danneggiando molto lui, nn è il mio primo figlio con l altro ero molto elastica tranquilla e nn ho avuto nessun tipo di problema ,so per certo che la causa sono queste convulsioni ,e nn riesco a suoerarle sto molto male ,per nn parlare quando ha febbre attacchi di panico tremore ecc....vado in crisi e nn riesco a muovermi ,cosa posso fare grazie in anticipo per la disponibilità ...

  • Dora Allegro

    Soffro di attacchi di panico! Purtroppo il costo della psicoterapia non farebbe altro che accentuare gli attacchi.