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Attacchi di panico in aereo : consigli per gestirli

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Attacchi di panico in aereo. E' possibile sconfiggerli senza l'uso di farmaci? In questo articolo vi spiego come

10 GIU 2017 · Tempo di lettura: min.
Attacchi di panico in aereo : consigli per gestirli

Gli attacchi di panico possono avvenire in diversi luoghi e avere numerosi significati. Ma come bisogna comportarsi quando avvengono in una situazione come un aereo dove è impossibile uscire?

Chi è vittima di un attacco di panico in aereo non vola più. Alcune ricerche internazionali dicono che il 35% di coloro che hanno subito attacchi di panico in volo rinuncia a fare viaggi successivi in aereo. Ben oltre la paura di volare, questo problema è più diffuso di quanto si pensi.

Secondo le statistiche, l'aereo è uno dei mezzi di trasporto più sicuri, eppure è quello che genera più paura nei passeggeri; l'aerofobia, o aviofobia, è infatti molto diffusa tra le persone, anche se non sempre sfocia in episodi psicologici gravi. Tachicardia, sudorazione, tremore, scarsa salivazione, difficoltà a respirare sono i sintomi fisici di chi soffre di un disturbo da panico in volo, ma ad essi si accompagnano anche forti disagi psicologici ed emotivi. La paura di morire, il timore che l'aereo possa cadere e la sensazione di perdita del controllo sono le principali manifestazioni psicologiche vissute dai passeggeri durante un attacco di panico, a cui si aggiunge spesso il senso di svenimento e mancamento. Oltre ai pensieri catastrofici, è soprattutto la mancanza di controllo sulla situazione a peggiorare il disagio provato. L'aereo è un ambiente chiuso, senza vie d'uscita e anche coloro che non hanno paura di volare possono percepirlo come claustrofobico. Provare un'irrefrenabile necessità di fuggire quando si è in viaggio su un velivolo da cui è impossibile scendere è davvero una sensazione forte che può avere ripercussioni pesanti sulla vita delle persone.

Quando la paura di volare arriva a manifestarsi con il panico, il soggetto rischia di limitare se stesso e chi vive o viaggia con lui. Non riuscendo a prendere l'aereo, a esso sarà preclusa la possibilità di raggiungere mete più o meno lontane in tempi minori. Se questa limitazione potrebbe già essere percepita frustrante in caso di viaggi di piacere, quando si tratta di trasferte di lavoro, essa può diventare un grosso freno alla carriera e alla ricerca stessa dell'impiego. Se è vero che non tutte le professioni prevedono grandi spostamenti, non bisogna dimenticare che alcune lo richiedono e non prendere l'aereo potrebbe rivelarsi penalizzante, soprattutto in un mercato del lavoro precario e agguerrito come quello attuale. Tra vita privata e lavorativa, forme gravi di aerofobia possono essere altamente limitanti e causare frustrazioni.

Dunque, vivere un episodio simile di panico in aereo è un'esperienza difficile da gestire. Per questo motivo, la soluzione ideale sarebbe riconoscere il principio di attacco e cercare di bloccarlo sul nascere, respirando profondamente, rilassando il corpo, ma soprattutto distraendosi. Non pensare di essere in volo a migliaia di metri di altezza, magari leggendo qualcosa, ascoltando della musica o chiacchierando con qualcuno, può essere d'aiuto per non arrivare all'attacco di panico vero e proprio. Se invece si è già stati preda di attacchi di panico e non si è più in grado di volare, un valido supporto può arrivare dalla psicoterapia. La gestione dell'ansia e le tecniche di rilassamento spiegate e insegnate da un bravo psicoterapeuta possono essere la chiave per superare o almeno gestire la fobia del volo, riprendere a viaggiare ed evitare futuri attacchi di panico.

Scritto da

Amleto Petrarca Psicologia Psicoterapia Breve

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