Attacchi di panico: cosa fare?

Gli attacchi di panico sono diffusi e frequenti, specialmente nella popolazione giovanile. Quali i sintomi e i migliori trattamenti per questo problema?

1 LUG 2020 · Tempo di lettura: min.
Attacchi di panico: cosa fare?

Quante persone soffrono di panico?

Grazie ad un sondaggio online cui hanno risposto oltre 700 italiani di età compresa tra i 19 e i 60 anni, l'Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico (Eurodap) ha rilevato che ben il 79% dei rispondenti aveva provato, durante l'ultimo mese, manifestazioni fisiche frequenti e intense di ansia tra cui il panico.

Come si può leggere nel sito del National Institute of Mental Health, il 2.7% dei cittadini statunitensi intervistati nell'ambito della National Comorbidity Survey Replication ha sofferto almeno una volta nella vita di un disturbo da panico, con il 4.7% che potrebbe sperimentare una simile condizione alcune volte nel corso della propria esistenza.

Ma che cosa si intende per panico?

Alcune indicazioni su questo problema provengono già dall'etimologia della parola che, nel nome, richiama quello del dio Pan, figura mitologica legata alle selve e alla natura. Il satiro, con sembianze umane ma gambe e corna da capra, spaventava chi ne turbava la quiete urlando in maniera terrificante, situazione che scatenava nelle sue vittime una paura incontrollata.

Il panico, non a caso, è una forma intensa ed acuta di ansia e consiste in uno stato di intensa paura che determina una crisi che, di durata limitata nel tempo, in genere, si esaurisce nell'arco di 10-15 minuti.

Durante un attacco di panico, la persona può sperimentare svariati sintomi fisici: palpitazioni o tachicardia; sudorazione; tremori; difficoltà respiratorie; sensazione di fiato corto; senso di nausea o dolori addominali; dolore toracico; sensazione di sbandamento, instabilità, testa leggera; paura di perdere il controllo o impazzire; paura di morire; sensazione di torpore o formicolio; brividi o vampate di calore; sensazione di distacco dalla realtà o di estraneità della propria persona o di parti del proprio corpo.

Si tratta di una condizione in cui questa sintomatologia può ingenerare un sentimento di profondo terrore, associandosi a una sensazione di disastro incombente. Non raramente il carattere dirompente dei sintomi e la loro intensità possono far ritenere a chi ne è coinvolto di essere in preda a un disturbo fisico importante quale l'infarto.

È quindi importante sapere che in genere la crisi si risolve da sola senza comportare danni per l'integrità psicofisica della persona. Molto spesso, comunque, questa informazione non è sufficiente a contenere la paura di poter sperimentare nuovamente una crisi. La preoccupazione che un nuovo attacco di panico possa verificarsi è all'origine della cosiddetta ansia anticipatoria, paura che alimenta l'evitamento delle situazioni che si ritengono capaci di scatenare una crisi di panico, spesso quelle in cui si è verificato il primo attacco.

Quando è possibile diagnosticare un disturbo da attacchi di panico?

La maggior parte delle persone che ha sperimentato un attacco di panico, condivide l'informazione di essere andata incontro alla sintomatologia dopo un evento di vita particolarmente stressante o un periodo di stress intenso. In effetti, in persone che presentano una predisposizione genetica o psicologica alle problematiche di natura ansiosa, condizioni stressanti possono favorire l'insorgenza del disturbo da attacchi di panico, con l'ansia che, superata una certa soglia, potrà esplodere in crisi di forte impatto e intensità.

È per questo molto importante occuparsi delle proprie ansie e dello stress, rivolgendosi a un professionista che possa fare una adeguata diagnosi e proporre un trattamento efficace.

Indicazioni per una diagnosi di disturbo di attacchi di panico vengono fornite dal DSM 5, il manuale diagnostico-statistico elaborato dall'American Psychiatric Association (2013). Il manuale stabilisce intanto i criteri per la diagnosi di attacco di panico, condizione che si verifica quando la persona sperimenta almeno quattro dei sintomi precedentemente illustrati, in una condizione in cui essi non sono legati all'assunzione di sostanze, ad altri disturbi psichiatrici, a un disturbo di interesse medico. Conseguentemente, la diagnosi di disturbo da attacchi di panico può essere effettuata se si verificano crisi ricorrenti in cui almeno un episodio sia stato seguito da preoccupazioni persistenti di poter sperimentare nuovamente la sintomatologia, preoccupazioni per le implicazioni e le conseguenze del disturbo, modificazione dei propri comportamenti abituali.

Il DSM 5, inoltre, precisa che la diagnosi di disturbo da attacchi di panico può verificarsi in presenza o meno di agorafobia, condizione che può essere riscontrata nei casi in cui un paziente presenta ansia nei confronti di situazioni quali trovarsi in spazi aperti, in luoghi chiusi, fare la fila o essere in mezzo a una folla, essere soli fuori di casa, doversi servire dei mezzi pubblici.

Quali sono i trattamenti per il disturbo da attacchi di panico?

Il trattamento degli attacchi di panico con o senza agorafobia può beneficiare di percorsi di presa in carico integrati che prevedono psicoterapia e farmacoterapia. Un approccio combinato si è dimostrato più efficace nel controllo e nella scomparsa della sintomatologia rispetto al solo approccio farmacologico o psicoterapico.

Per quanto riguarda la farmacoterapia, essa deve essere prescritta da uno psichiatra che, a seconda delle necessità del paziente e della sua sintomatologia, prescriverà in genere degli antidepressivi in associazione con degli ansiolitici.

L'approccio farmacologico viene poi accompagnato da un´adeguata psicoterapia. La psicoterapia si è dimostrata particolarmente utile nel contrastare l'impatto negativo che il disturbo da attacchi di panico può esercitare sulla qualità della vita del paziente.

Strategie di trattamento più recenti e motivate dalla rilevanza della componente fisica dei sintomi sono anche le terapie somatiche riabilitative, capaci di potenziare gli effetti della psicoterapia e di massimizzare l'efficacia della farmacoterapia. Simili trattamenti, in effetti, agiscono sull'alterazione della fitness fisica che sembra essere presente in una percentuale importante di pazienti con diagnosi di disturbo da attacchi di panico.

In considerazione dell'importanza di trattare la sintomatologia in maniera precoce ed in ragione delle difficoltà che molti pazienti vivono nell'uscire da casa, è possibile anche consultare un professionista avvalendosi di una modalità di consulenza online.

Scritto da

Dr. Giuseppe Iannone

Bibliografia

  • American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). Arlington, VA: American Psychiatric Publishing.
  • Faravelli, C., Paionni, A., Truglia, E., & Ricca, V. (2000). Epidemiologia, esordio e decorso del disturbo di panico. Nòos, 4, 305-330.
  • Gragnani, A., Paradisi, G. & Mancini, F. (2011). Un modello cognitivo del Disturbo da Panico e dell'Agorafobia: aspetti psicopatologici e trattamento. Psicobiettivo, 31(3), 36-54.

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