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Ansia: se la conosci NON la eviti

L'ansia in una certa misura è da considerarsi positiva, diventa invece un problema quando è eccessiva rispetto allo stimolo che la produce, ma si può imparare a gestirla.

17 GIU 2019 · Tempo di lettura: min.
Ansia: se la conosci NON la eviti

A quanti di noi capita di sentirsi spesso attanagliati da un malessere che sentiamo alla bocca dello stomaco, che ci fa tremare o sentire le mani sudate, prima di un colloquio di lavoro o di un appuntamento importante, magari con un ragazzo/a da cui siamo attratti.

Si tratta in questi casi di "ansia positiva" , che ci mette sul chi va la e ci permette di prepararci al meglio rispetto a ciò che ci aspetta.

Lo so che quando accosto alla parola "Ansia" l'aggettivo "Positiva" molti storcono il naso, soprattutto chi si trova a conviverci quotidianamente, non con pochi problemi, ma la mia, non vuole assolutamente essere una mancanza di rispetto verso costoro, semplicemente vorrei porre l'attenzione su fatto che l'ansia, entro certi limiti, ha una funzione adattiva, ha quindi una sua ragione d'essere, fa in modo che ci concentriamo per superare quella determinata situazione, senza questa dose di preoccupazione non ci prepareremmo in maniera adeguata.

Quando allora sorge il problema?

Il problema nasce quando questa soglia di preoccupazione cresce in maniera eccessiva rispetto allo stimolo che l'ha generata, ad esempio se ogni volta, davanti ad un esame universitario o ad un colloquio di lavoro, inizi ad agitarti tre giorni prima, pensando costantemente a ciò che ti aspetta, pensando che tutto andrà male e passando le notti in bianco, beh allora forse dovresti porti delle domande. L'ansia eccessiva, infatti, invece di attivarci, ci paralizza, non ci fa essere lucidi e non ci permette di superare al meglio delle nostre possibilità le varie situazioni e finisce con il bloccarci , a causa della paura, limitando significativamente la nostra qualità di vita.

La buona notizia è che l'ansia si può imparare a gestirla, e ora ti spiego come:

  1. prima di tutto, è molto importante respirare in maniera lenta e profonda per interrompere il circuito dell'ansia (solitamente quando siamo agitati tendiamo, invece, a fare il contrario): pensa di avere un palloncino nella pancia da gonfiare e sgonfiare, completamente;
  2. associare alla respirazione una tecnica di distrazione, ovvero forzare il pensiero su un'altra attività: descrivere un quadro o un oggetto che hai davanti, contare all'indietro partendo da mille, pensare a nomi di alcune città che iniziano per una stessa lettera. Tutte queste sono atitvità che spostano l'attenzione dal contenuto ansioso ad un oggetto neutro da punto di vista emotivo;
  3. chiedersi cosa genera ansia: focalizza il problema e chiediti cosa potrebbe capitare di cosi tremendo se si verificasse e come potresti fronteggiarlo.

Questi piccoli espedienti che ho appena elencato li uso anche con i miei pazienti e li chiamo "valigetta del pronto soccorso", spero possano essere utili anche a te che stai leggendo questo articolo.

L'ultimo consiglio che mi sento di darti è questo: se avverti di non riusicre a gestire questa problematica da solo/a chiedi un aiuto ad un professionista: chiedere aiuto non è sintomo di debolezza, ma, al contrario, di grande forza e amore verso se stessi.

Articolo della dott.ssa Candida Lazzari, iscritto all'Ordine degli Psicologi della Lombardia

Scritto da

Dott.ssa Candida Lazzari

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