Ansia: preoccuparsi prima del tempo

L'ansia è uno dei disturbi più diffusi nella nostra epoca; il periodo storico che stiamo affrontando infatti è caratterizzato da infinite possibilità di scelta; ma la libertà non è semplice.

5 GEN 2017 · Tempo di lettura: min.

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Ansia: preoccuparsi prima del tempo

L'ansia viene definita una "paura senza oggetto"; essa è un'emozione normale, condivisa da tutti gli esseri umani e presente anche negli animali, sebbene possa variare enormemente da persona a persona rispetto ad intensità, durata e modalità di manifestarsi. Come le altre emozioni, comporta una serie di sensazioni a livello fisico e mentale.

Dal punto di vista fisiologico corrisponde ad una reazione d'allarme del nostro organismo, sebbene sia la risposta ad un pericolo non precisamente determinato. L'ansia ha un forte valore adattivo, indispensabile alla sopravvivenza umana: essa, attraverso i mutamenti fisici che comporta (come l'aumento dell'afflusso sanguigno, la dilatazione delle pupille, l'aumentata ventilazione polmonare) prepara il soggetto al comportamento di attacco o a quello di fuga. Vi è una particolare differenza tra ansia e paura: mentre la paura consiste in una reazione ad un evento presente, l'ansia è relativa alla dimensione del futuro. Collocare il pericolo all'interno di un tempo che si deve ancora realizzare implica l'utilizzo di funzioni complesse del sistema cognitivo: la persona si pre-occupa di minacce che potrebbero accadere, utilizzando ipotesi e formulando previsioni. Un certo livello di ansia permette una buona attivazione dell'organismo e si correla a buone prestazioni; quando il livello di ansia però sale eccessivamente, essa interagisce con le normali capacità di attenzione e concentrazione e comporta un calo nelle attività abituali.

L'ansia e la paura modificano la percezione degli eventi. In una situazione di pericolo le pupille si dilatano, con l'effetto di restringere il campo visivo e far apparire gli oggetti verso cui si guarda più grandi; così nelle situazioni di forte stress la persona si concentra solo sul "problema", che occupa in modo ingombrante tutta la sua mente, lasciando poco spazio alla possibilità di cambiare prospettiva e prendere in considerazione anche altre informazioni. L'ansia può manifestarsi entro un range che varia da uno stato di lieve irrequietezza, ad un senso di eccessivo malessere, fino al raggiungimento di uno stato di panico. Il soggetto che vive uno stato ansioso riporta pensieri opprimenti e ricorsivi, che contengono svariate preoccupazioni riguardo ad eventi negativi che possono coinvolgere se stessi o gli altri.

Il soggetto percepisce l'ansia anche attraverso una serie di sintomi fisici, riconducibili all'attivazione del sistema vegetativo simpatico (aumento del battito cardiaco, sudorazione, iperventilazione), ed altre manifestazioni di malessere come nausea, vertigini, dolori muscolari. L'ansia è inversamente proporzionale alla capacità che il soggetto si attribuisce nel poter fronteggiare la minaccia temuta: per questo uno degli aspetti del lavoro terapeutico deve mirare a rafforzare la capacità di fronteggiare l'incertezza, lavorando sull'autostima del paziente e sull'accettazione degli imprevisti.

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Scritto da

Dott.ssa Elena Nicolini Linkedin

Psicologa Nº iscrizione: 8180

La dottoressa Elena Nicolini è psicologa e psicoterapeuta individuale e di coppia. È specializzata nel trattamento dei disturbi depressivi ed ansiosi negli adulti con la tecnica Emdr, approccio che favorisce il recupero del proprio equilibrio attraverso l'elaborazione dei ricordi traumatici. Si occupa inoltre di bambini, adolescenti e di genitorialità.

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