Anoressia nervosa: rimpicciolirsi per non scomparire

Il fenomeno dell'anoressia nervosa è da sempre oggetto di controverse discussioni e riflessioni.In questo articolo il tentativo di fornire un punto di vista che non trascuri la complessità.

8 MAR 2016 · Tempo di lettura: min.

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Anoressia nervosa: rimpicciolirsi per non scomparire

Quando si parla di anoressia, sono molte le immagini e le parole che ci vengono in mente. Infatti è un tema che viene toccato spesso, in trasmissioni televisive, riviste specializzate, addirittura campagne pubblicitarie.

Eppure l'anoressia continua a suscitare sgomento e perplessità, proprio perché appare come la materializzazione di un vero e proprio paradosso per noi esseri umani: l'andar contro all'istinto di sopravvivenza.

Vedere giovani ragazze (essendo un disturbo che colpisce prevalentemente adolescenti di sesso femminile) ridotte in condizioni fisiche così 'al limite' è davvero avvilente, e lo è ancor di più se si pensa che questa malattia è presente esclusivamente in Paesi "ricchi" (mai nessuno caso di anoressia è stato segnalato nel Terzo Mondo), il che esclude categoricamente la possibilità che la magrezza sia dovuta al bisogno.

Cosa si nasconde dietro la malattia?

La tentazione è quella di trovare immediatamente un responsabile, una giustificazione, qualcuno o qualcosa a cui dare la colpa, come la moda, la società, la famiglia, la genetica, la sfortuna, che spieghi come è possibile che una ragazza smetta di mangiare fino quasi a scomparire, ma è una ricerca destinata a fallire, perché nessun fattore basta da solo.

Il fatto che la magrezza di un'anoressica sia dovuta ad una scelta, dopo averci fatto arrabbiare, deve spingerci a provare a capire con quanta sofferenza è portata avanti questa scelta, e quanto dolore e angoscia cela e crea allo stesso tempo. Perché se smettere di mangiare ci sembra una sofferenza immane, forse non riusciamo nemmeno ad immaginare quale sia l'angoscia che questa privazione vuole tenere a freno. Per cercare di capire dobbiamo innanzitutto pensare che una ragazza anoressica sceglie di non mangiare non perché non senta la fame, ma perché è terrorizzata dall'idea di ingrassare, di vedere il proprio corpo cambiare, di perdere il controllo della propria esistenza.

L'anoressia infatti solitamente compare in adolescenza, fase critica della vita in cui improvvisamente ci si trova catapultati in un cambiamento profondo, e si è costretti ad accettare di non essere più bambini, e questa scoperta è fonte di profondo sconvolgimento e confusione. Non è un caso che un adolescente passi ore davanti allo specchio, alla ricerca di se stesso. In adolescenza è comune esprimere il proprio disagio attraverso il corpo, ed è proprio questo che accade nei disturbi del comportamento alimentare ed in anoressia in particolare: comunicare con il corpo ciò che non si riesce né a dire né a pensare.

Smettere di mangiare per smettere di crescere, per non diventare una donna, per poter rimanere bambina, per continuare a vedersi e ad essere vista nel modo in cui si conosce e si percepisce realmente, e rifuggire da un corpo e da un' identità assolutamente estranei. In qualche modo, per continuare ad esistere.

La rabbia e il dolore, anziché uscire fuori, nel mondo esterno, restano dentro il corpo, e lo privano di ogni spinta vitale. Il rifiuto del cibo perciò si traduce in un rifiuto del mondo, ed è un rifiuto davvero radicale. Definire una sola causa che spieghi l'anoressia non è possibile, ed è bene che non lo sia, perché significherebbe privare il fenomeno della sua complessità.

Il punto di vista familiare

È importante valutare il punto di vista familiare, e scoprire come spesso la difficoltà a crescere della ragazza anoressica sia una difficoltà condivisa da tutta la sua famiglia, e che la ragazza scelga di rimanere "piccola" per non esporre se stessa e la propria famiglia a cambiamenti troppo "grandi", cercando di tenere 'tutto come prima'. Lo sguardo di un'anoressica su se stessa la porta a vedersi costantemente altra-da-sé, a non sentire mai di appartenere a se stessa, e perciò a deformarsi, e più passa il tempo più i suoi occhi si trasformano nello specchio in cui continua a vedersi riflessa, cercandosi e allo stesso tempo cercando di farsi scomparire,illudendosi che fermando il peso potrà fermare il tempo, facendosi più piccola per evitare di scomparire.

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Scritto da

Anonimo-158589

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