Alla scoperta della fiducia in se stessi

L’autostima è la considerazione che abbiamo di noi stessi, essa riflette l’opinione generale che abbiamo su di noi ed il valore che pensiamo di avere come persone.

24 AGO 2018 · Tempo di lettura: min.

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Alla scoperta della fiducia in se stessi

di Margherita Giordano e Angela Vigliotta

L'autostima è un argomento che desta sempre un certo interesse, poiché ognuno di noi potrà aver sentito qualche amico, familiare o conoscente ammettere di avere una bassa autostima o affermare di poter fare molto di più se solo avesse una stima di sé più alta. Ci sarà perciò sicuramente capitato di chiederci cosa sia in fondo l'autostima…

Da un punto di vista psicologico, quindi, come potremmo definirla? L'autostima è la valutazione che la persona ha di se stessa. E' una stima, un mix tra la percezione che abbiamo di noi stessi e quella che abbiamo su come gli altri ci considerano. Il termine autostima non si riferisce semplicemente alle qualità che assegniamo a noi stessi, siano esse buone o cattive, né esprime quello che sappiamo fare oppure no. Questo concetto, piuttosto, riflette l'opinione generale che abbiamo su di noi e il valore che pensiamo di avere come persone (Sartirana, Camporese, Dalle Grave, 2013; Fennell, 2009). L'autostima pienamente realizzata è sentire di essere adeguati alla vita e alle sue richieste, è la fiducia nelle nostre capacità di superare le sfide e nel nostro diritto al successo e alla felicità, è la consapevolezza di poter affermare le nostre necessità e i nostri valori, di realizzare bisogni e desideri, di godere dei frutti dei nostri sforzi, è la sensazione di valere e di meritare tutto questo (Branden, 2006). Il livello di autostima ha conseguenze profonde su ogni aspetto della nostra esistenza: come ci relazioniamo alle altre persone, come lavoriamo e come ci impegniamo per raggiungere obiettivi e traguardi. L'opinione di noi stessi può quindi influenzare molti aspetti della nostra vita: al lavoro o nello studio, ad esempio, se si ha un'alta stima di sé, si è portati maggiormente a mettersi in gioco e raggiungere obiettivi più arditi; raggiungere tali obiettivi alimenta a sua volta l'autostima. Chi ha una bassa autostima, invece, ricerca la sicurezza e il raggiungimento di obiettivi che non richiedono eccessivi sforzi, compie prestazioni al di sotto delle proprie possibilità ed evita le sfide, oppure è eccessivamente perfezionista per la paura di poter fallire; trova inoltre difficile attribuirsi i meriti di risultati raggiunti o crede che un successo non sia dovuto alle proprie abilità. Nei rapporti interpersonali, più alta è la nostra autostima, più siamo disposti a stringere relazioni "sane", siamo più portati ad esprimere noi stessi e ad esternare ciò che abbiamo dentro, il nostro modo di comunicare è più aperto e onesto perché siamo convinti che i nostri pensieri abbiano valore e debbano essere espressi. Chi ha una bassa autostima, è molto sensibile alle critiche e alla disapprovazione, può avere eccessivo desiderio di piacere ed essere troppo compiacente, in alcuni casi, può isolarsi ed evitare qualsiasi forma di contatto e intimità. In altri casi, al contrario, può mostrarsi sempre vitale, disponibile e divertente, nonostante non sia realmente ciò vuole, ma lo considera l'unico modo per poter essere accettato e apprezzato dagli altri. L'autostima, inoltre, influenza la cura della propria persona poiché le persone con bassa stima di sé tendono maggiormente a non prendersi cura di se stessi, non vanno dal parrucchiere o dai medici, non comprano nuovi abiti, magari bevono eccessivamente o fanno uso di droghe, oppure dedicano molte ore della propria giornata per apparire perfette poiché pensano sia l'unico modo per piacere agli altri; una concezione negativa di sé condiziona anche il modo di trascorrere il tempo libero, poiché magari si tende ad evitare attività in cui c'è il rischio di venire giudicati (ad esempio, negli sport competitivi), oppure perché si pensa di non meritare di rilassarsi o divertirsi (Branden, 2006; Sartirana, Camporese, Dalle Grave, 2013; Fennell, 2009). Un ruolo importante, nello sviluppo delle opinioni che abbiamo su noi stessi, gioca l'ambiente, ossia quello che "ci è accaduto" (Sartinara, Camporese, Dalle Grave, 2013). Le esperienze cruciali sono quelle vissute durante l'infanzia, nella nostra famiglia di origine, nella società in cui siamo vissuti, nell'ambiente scolastico e nell'interazioni tra pari. Quello che abbiamo ascoltato, sperimentato e vissuto influenza quello che pensiamo di noi stessi, degli altri e del mondo, in modi che possono persistere anche in età adulta. Alcune di queste esperienze possono contribuire a sviluppare convinzioni circa se stessi molto negative. Le convinzioni che abbiamo su noi stessi e sul nostro valore personale agiscono in modo silenzioso e automatico influenzando i nostri stati d'animo, le sensazioni corporee, i contenuti dei nostri pensieri, i nostri comportamenti e il modo di relazionarci agli altri. Ciò che pensiamo di noi stessi fa sì che ognuno di noi nella vita quotidiana tenda a focalizzarsi su ogni aspetto, evento della vita o caratteristica personale che conferma la convinzione iniziale negativa su noi stessi, mantenendo in questo modo attive le convinzioni centrali negative e di conseguenza la bassa autostima. A mantenere le convinzioni negative contribuiscono anche "le regole di vita" estreme (molto difficili da seguire) e rigide (devono essere seguite sempre) che le persone con bassa autostima adottano per sentirsi bene. Tali regole di vita sono norme o specifiche strategie di comportamenti ("nessuno deve avvicinarsi troppo altrimenti scopriranno chi sono veramente", "devo sempre piacere per non essere esclusa") che a lungo andare possono portare a conseguenze negative in quanto la persona tende ad adottare dei comportamenti di precauzione e/o di evitamento per prevenire la rottura della regola stessa. In tal modo le convinzioni iniziali non verranno messe in discussioni ma solo alimentate. In conclusione, ad oggi, molte riviste, libri commerciali e programmi televisivi continuano a proporre consigli e soluzioni per migliorare la propria autostima, senza appunto prendere in considerazione le nostre componenti individuali o il nostro percorso di vita, illudendoci perciò che possa esserci una ricetta magica uguale per tutti… ma la stima di sé non è un qualcosa da risvegliare, è spingerci passo dopo passo verso territori poco conosciuti, è metterci alla prova a piccole dosi, è una conquista da ottenere giorno dopo giorno…

Bibliografia

-Branden, N. (2006). I sei pilastri dell'autostima. Milano: TEA.

-Fennell, M.J.V. (2009). Overcoming Low Self-Esteem. A Self-Help Guide Using Cognitive Behavioral Techniques. London: Robinson.

-Sartirana, M., Camporese, L., Dalle Grave, R. (2013). Vincere la Bassa Autostima. Un programma basato sulla terapia cognitivo comportamentale. Verona: Positive Press.

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Scritto da

Studi Cognitivi Casertani

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