Alla ricerca della felicità: goditi il tuo talento!

Due storie incredibili che fanno riflettere sul senso della felicità e dell'autorealizzazione.

19 MAR 2014 · Tempo di lettura: min.

PUBBLICITÀ

''Il successo arriva o no. Però se hai un talento e ti serve per goderti la vita con maggiore pienezza, allora smetti di cercare, già hai il tuo lieto fine!''

A volte succedono storie incredibili, come quella che ho visto in Searching for Sugar Man, un eccellente documentario che narra di Rodriguez, un musicista, compositore e autore, i cui primi dischi non sono mai stati ascoltati in America e invece hanno avuto un grande successo in Sudafrica, a sua insaputa, finché un giornalista sudafricano suo fan non lo invitò ad un concerto che è stato un successo assoluto.

Rodriguez lavorava ormai da anni come tuttofare. La ricompensa al suo talento gli era arrivata in un momento inaspettato, di sorpresa, molti anni dopo, e da un paese molto lontano dal suo.

Analizzando la storia di Rodriguez mi è impossibile non ricordare un'altra storia, quella di John Kennedy Toole, l'autore di “Una congrega di fissati". La sua ricompensa è arrivata troppo tardi: non riuscì mai a pubblicare le sue opere in vita. Aveva inviato il romanzo a varie case editrici; tutte lo rifiutarono. Poco tempo dopo l'autore si tolse la vita. La madre, essendosi imbattuta con il manoscritto, ritornò alla carica consegnandolo ad altre case editrici. Nuovamente rifiutarono di pubblicarel'opera. Però lei, determinata nella sua missione, riuscì a raggiungere il suo obiettivo. Il romanzo venne pubblicato e vinse il premio Pulitzer, fu un best seller a livello internazionale ed è tutt'ora considerato dai critici come una delle grandi opere della letteratura del XX secolo.

Tanto la storia di Rodriguez quanto quella di John Kennedy Tool mi fanno sorgere varie domande. Ed è una cosa buona perché facendosi delle domande si trovano delle risposte. Per esempio: che cosa sono queste due storie? Come devo interpretarle? Sono due storie tristi o con un lieto fine? Parlano della giustizia o dell'ingiustizia? Perché, sebbene entrambi abbiano raggiunto l'apice del successo, uno lo fece post mortem e l'altro quando i suoi sogni di diventare una stella erano già spirati.

Di fatti Rodriguez viveva da molti anni un'esistenza umile, da operaio, lavorando duro tutti i giorni e abitando sempre in quartieri molto poveri, lontani dal glamour delle ville delle stelle della musica. E quando infine ebbe inizio il suo sogno in Sudafrica, arrivando a inscenare fino ad una trentina di concerti, non cambiò mai il suo stile di vita. Continuò con lo stesso lavoro, nello stesso quartiere e nella stessa casa nella quale aveva vissuto per gli ultimi 40 anni della sua vita.

Anche questa è una storia incredibile. Perché non voglio pensare che la storia di Rodriguez sia una storia triste con lieto fine. Non voglio pensare che Rodriguez sia stato un uomo triste, deluso, frustrato, al quale la gratificazione è arrivata, però molto tardi. Voglio pensare che Rodriguez ha avuto una vita dura, difficile, come la maggior parte degli esseri umani che vivono in questo pianeta, però costellata da piccole e grandi meraviglie, come le sue tre figlie. Un uomo che gode dell'amore di tre figlie non deve forse sentirsi infelice?

Quante persone ci sono e ci sono state nel mondo con un enorme talento non riconosciuto nella loro epoca, come John Kennedy Tool, o nemmeno nel loro luogo di origine, come il caso di Rodriguez? O il cui talento non è mai stato riconosciuto, cadendo silenziosamente nell'oblio. C'è sufficiente giustizia cosmica da garantire che un giorno queste persone saranno ricompensate? Forse no, forse sì.

Quello che voglio dire è che il mondo a volte è giusto, pero molte volte non lo è. A qualcuno viene dato più di quello che si merita e ad altri il contrario. No, non volevo dire nemmeno questo. Quello che voglio dire è che se un uomo raggiunge il successo molto tempo dopo rispetto a quello che si aspettava, se inizia a guadagnare tanti soldi e ciò potrebbe cambiargli al vita ma non lo fa, ma decide di continuare a vivere allo stesso modo, non dev'essere tanto difficile, no? Non deve costare tanto, la felicità.

Se hai un talento, che sia cantare, ballare, scrivere o pelare patate, goditelo! Ecco cosa voglio dire! Amalo, gioiscine, assaporalo! Cerca di strappare anche agli altri un sorriso grazie al tuo talento. E non permettere mai, a nessuno e in nessun modo, di farti strumentalizzare o scoraggiare: “dovresti cercare di fare un disco… se non vendi libri nessuno ti conoscerà mai… potresti sfruttare la tua grande abilità nel pelare le patate…."! Non esiste! Se sei una persona con talento però hai una vita triste a causa del tuo talento, non hai nessun talento.

Il successo arriva o no. Però se hai un talento e ti serve per goderti la vita con maggiore pienezza, allora smetti di cercare, già hai il tuo lieto fine!

PUBBLICITÀ

Lascia un commento

PUBBLICITÀ

Commenti 1
  • DDRIMINI

    Leggendo l' ultimo libro che ho avuto per le mani incontrai una dicitura " Se vuoi essere felice per un anno vinci alla lotteria, se vuoi invece essere felice per sempre fai un lavoro o una attività che ti piace" Bene io dal mio lavoro traggo un sacco di soddisfazioni personali e pochissime economiche ma va bene così, quindi confermo quello che ho appena letto in questo articolo, ma io forse sono stato fortunato.

ultimi articoli su autorealizzazione e orientamento personale