Agorafobia: la paura degli spazi aperti

L'agorafobia può mettere a dura prova la vita quotidiana, compromettendo non solo le relazioni sociali ma anche quelle professionali.

9 GIU 2017 · Tempo di lettura: min.
Agorafobia: la paura degli spazi aperti

Quali sono le caratteristiche principali dell'agorafobia? Quali sono le paure che terrorizzano gli agorafobici?

Non sopporti stare in spazi aperti o affollati? Potresti soffrire di agorafobia (dal greco, paura della piazza). Si tratta di una delle fobie più conosciute e, al contrario di quanto si creda, questo disturbo non riguarda tanto il luogo in cui ci si trova quanto più la paura di avere un episodio di ansia o un attacco di panico. La paura dell'agorafobico, infatti, è quella di ritrovarsi in situazioni in cuinon può scappare o dove non può essere soccorsonel caso in cui dovesse averne bisogno.

Fra gli spazi che solitamente vengono temuti dagli agorafobici ci sono ad esempio i supermercati, i mezzi di trasporto, i cinema o i teatri. A questi luoghi si associa la paura di stare solo in casa o di essere lontani dalla propria casa. Le caratteristiche principali dell'agorafobia, dunque, includono:

  • evitare di affrontare le situazioni temute;
  • mettere in atto dei comportamenti difensivi se bisogna recarsi in uno spazio ritenuto "pericoloso" (bere alcool, essere accompagnati, prendere medicine, ecc.);
  • paura di avere ansia o attacchi di panico (ansia anticipatoria);
  • problemi collaterali legati al disturbo (isolamento, difficoltà nelle relazioni professionali, ecc.).

Non si conoscono esattamente le causa dell'agorafobia, anche se spesso scaturisce dall'aver vissuto un attacco di panico e dalla paura che possa succedere nuovamente. Fra i sintomi più comuni di questa fobia troviamo:

  • paura di restare soli;
  • paura di trovarsi in luoghi in cui è difficile scappare e di perdere il controllo;
  • restare in casa durante molto tempo;
  • sensazione che il proprio corpo o il posto in cui ci si trova siano irreali (depersonalizzazione);
  • difficoltà a respirare;
  • nausea;
  • tachicardia;
  • tremori.

L'agorafobia può mettere a dura prova la vita quotidiana, compromettendo non solo le relazioni sociali ma anche quelle professionali. Proprio per questo, è necessario che il paziente accetti l'aiuto di un professionista per poter superare la sua fobia. A lungo andare, l'agorafobia può sfociare in altri disturbi causati dall'isolamento come, ad esempio, depressione e consumo di alcool o droghe.

Come superare l'agorafobia

A causa degli effetti negativi a catena che può provocare l'agorafobia, è necessario cercare una soluzione il prima possibile. Per superare questa fobia può essere molto utile l'aiuto di un professionista specializzato in questo campo. Fra le terapie con maggiori probabilità di successo troviamo quella cognitivo-comportamentale. Attraverso questo percorso terapeutico, il paziente dovrà cercare di riconoscere i suoi meccanismi di difesa che creano il circolo vizioso dell'agorafobia e cercare di abbandonarli, sostituendoli con comportamenti positivi. In alcuni casi, inoltre, per incrementare i risultati della terapia sarà necessario l'utilizzo di farmaci specifici.

Durante il percorso terapeutico può essere utile l'utilizzo di esercizi di respirazione o di tecniche di rilassamento per aiutare a ridurre la tensione e a mantenere la calma nell'affrontare i luoghi temuti. Attraverso la terapia e l'aiuto delle persone vicine è necessario cercare di liberarsi delle sensazioni negative e sostituirle con pensieri positivi. Pian piano, passo a passo, bisognerà cercare di recuperare la fiducia in se stessi e recuperare la propria vita.

Se vuoi ricevere maggiori informazioni sul tema, puoi consultare il nostro elenco di professionisti esperti in fobie.

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2 Commenti
  • Nicola pecere . Psicoterapeuta.

    Voglio vedere come fa il paziente ad abbandonare i suoi meccanismi di difesa, ammesso che sappia riconoscerli. Mi dite come si fa ad abbandonare i pensieri negativi e adottare quelli positivi?

  • Stefania Deliperi

    Sempre molto interessante, vi ringrazio.

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